• 1Un piatto di scampi sulla palafitta d'un trabucco

    I trabucchi: una meraviglia antichissima. Macchine remotissime, c'erano fin dai fenici. In poche parole: sono delle palafitte a sbalzo che si trovano sulle coste del Gargano. Servivano - prima dell'avvento dei motopescherecci - per pescare da riva, nelle giornate di mare mosso. Due antenne, tra di esse una rete - il trabocchetto, e poi un occhio attento che cali la trappola al passaggio del banco. Ora si pesca poco, in compenso ci si mangia sopra. Vino bianco, pesce crudo, il mare che s'infrange sugli scogli. Spettacolo.

  • 2Lo sprofondo delle grotte di Castellana

    Entri nella Grave - la prima grotta, alta sessanta metri - e viaggi indietro nel tempo di milioni di anni. La luce ancora filtra verde da lassù, ma già senti che ti chiama il centro della terra, tra stalattiti, stalagmiti, colonne di calcare che paiono uscite da un romanzo di Giulio Verne. Scendi, scendi, scendi. Fino alla Grotta Bianca. Cioè: alabastro. Come in una scena di Gustave Doré. Come in un quadro romantico. In più fa freddo, che d'estate è un lusso.

  • 3Il capocollo di Martina Franca sui fornelli di Cisternino

    Stanchi di pesce, pesce e ancora pesce? Nessun problema. La Valle d'Itria è la culla di una delle cucine più semplici e gustose di tutto il Paese. Ma la vera pacchia è bazzicare i fornelli di Cisternino e dintorni, che qui sono ancora una tradizione: delle semplicissime macellerie dotate d'una griglia fuori dalla porta sulla quale piazzare i pezzi precedentemente acquistati. Il succosissimo capocollo di Martina Franca, per dire. Il tutto con un tocco di cacio, un bicchier di vino, un boccone di pane. Come nell'Italia degli anni Cinquanta. Meno comoda. Meno smaliziata. Ma più ottimista.

  • 4Il bianco greco di Ostuni

    È così bianca, Ostuni, che fa luce. Come un diamante. Già da lontano - in una giornata di sole - la vedete risplendere d'un candore abbacinante. Se riuscite a schivare i torpedoni che scaricano turisti a frotte alla volta della cattedrale del XIV secolo, perdetevi sulla rocca, camminando mollemente tra le mura di calce, tra il mare e il cielo. E poi lasciate la città vecchia e raggiungete la mitica Osteria Padova: una mescita scalcagnata e truce, addolcita però dalle parole antiche dell'oste Cosimo Pavia - classe 1931 - che se avrà voglia vi friggerà anche due polpettine al volo.

  • 5Le grotte di Dio

    Ci sono posti in cui la Puglia diventa primitiva, antichissima, quasi primordiale. Le Grotte di Dio, per esempio: siamo nella terra magica delle gravine, dove la terra è tutto un dirupo, un orrido, un susseguirsi di grotte, di buchi che portano nelle viscere della terra. E in questi buchi tra i V e il XV secolo la fede trovava riparo: le chiese rupestri sono pertugi mistici e magici, affrescati millenni fa (come la Cripta di San Nicola, chiamata la "Cappella sistina del sud"), quando fede, fato, magia e superstizione si mischiavano nei colori dei dipinti.

  • 6Il paradiso selvaggio

    Arrivate al Parco Regionale di Portoselvaggio e siete in paradiso. Traversate la foresta di pini marittimi, eucalipti, ulivi, penetrate nella macchia ed ecco che d'improvviso s'apre davanti a voi una baietta immacolata. Il grigio dell'arena, il mattone degli scogli, il verde del mare, il blu del cielo e basta. L'acqua è cristallina e venata di correnti gelide di sorgenti dolci. Un angolo - rarissimo - di costa italiana perfettamente conservata. Da emozionarsi.

  • 7Vicoli, orecchiette, profumi, signore. Cioè: Bari vecchia

    Bari vecchia è risorta. Chi la ricordasse sporca, insicura, poco accogliente dovrà ricredersi. Il centro storicissimo è un gioiello, luminoso e popolare allo stesso tempo. Magari siete qui per visitare il castello Svevo, ma perdetevi invece dentro le mura, passeggiando senza meta tra le signore nerovestite che ancora producono le orecchiette - con il caratteristico colpo di pollice - per le strade. Poi, superato corso Vittorio, ecco la città Ottocentesca, murattiana, così borghese e squadrata. In fin dei conti la Bari antichissima e quella di due secoli fa sono lo yin e o yang, il caos e l'ordine, la creatività e il rigore. Una non potrebbe vivere senza l'altra.

  • 8Pazienza, le bollicine, le erbette di Peppe

    C'è una zona che davvero pochi battono: il Subappennino Dauno. Che poi sarebbe quell'area placida e sconosciuta a ovest di Foggia. Terra un po' remota, un po' gelosa, molto fuori dai beaten tracks. Ma se passate, per dire, da San Severo scoprirete almeno due cose: che c'è nato Andrea Pazienza (sulla sua lapide, la sua celeberrima firma); che ci si producono, curiosamente, tra le migliori bollicine italiane, quelle del metodo classico della Cantina D'Araprì. Per rimanere in tema, non distante ecco Orsara di Puglia, nota per il celebre ristoratore Peppe Zullo, uno che ha fatto scoprire al mondo quanto possano essere buone le erbe di questo posticino arroccato.

  • 9La magia di Alberobello (quella vera e quella falsa)

    Alberobello e i suoi trulli non hanno bisogno di presentazioni. Posto fatato ma anche posto pressato dalle migliaia di visitatori vomitati quotidianamente dagli autobus. Nessuno di loro, tuttavia, conosce il mistero che si cela dietro i segni esoterici dipinti sui tetti delle tipiche costruzioni coniche. Mistero poco misterioso, in verità: non si tratta di antichi riti druidici o di sabba medievali, piuttosto di un ingentilimento realizzato nel 1934 per compiacere Benito Mussolini in visita alla Fiera del Levante di Bari. Niente di millenario dunque. Ma divertenti e simpatici, invece, lo sono.

  • 10La Lecce di notte di Gianni Binucci

    Lecce è spettacolare. Elegante. Barocca. Sontuosa. Le sue chiese hanno più curve di una strada di montagna, più stravaganze di una scenografia di Fellini. Sono belle sempre, ma chi ne ha avuto la fortuna - come noi - s'è l'è godute moltissimo di notte, guidati da un Virgilio estroso come un tal Gianni Binucci. Costui è in realtà il proprietario di un negozio di filati, ma ha una passione unica per la storia minore, per i racconti che san d'esoterismo, per le curiosità più insospettabili. Fare una visita (gratuita) per la città by night in sua compagnia è uno spasso. E alla fine si cena tutti assieme. E il conto è alla romana.