Speciale Malaysia
Uno dei modi migliori per entrare in sintonia con la Malaysia è lasciarsi sedurre, contaminare e coinvolgere dalle sue città. Chi viene qui con l'immagine delle Petronas Towers che giganteggia nella mente dovrà un po' ricredersi. Kuala Lumpur, la capitale, è celebre per il vertiginoso sviluppo urbano, ma resta tutto sommato un centro dalle dimensioni contenute e perfettamente vivibile, merito anche delle numerose aree verdi che la punteggiano. Il resto del paese, poi, offre la possibilità di fare esperienze memorabili. Per esempio, di vivere la quintessenza del sogno orientale che per molti viaggiatori è sinonimo di Malaysia, di ritrovare le antiche atmosfere coloniali a Melaka (più nota in occidente come Malacca), di scoprire l'origine del nome del più celebre tra i pirati e, infine, di capire perché l'UNESCO, pensando alla tutela del patrimonio dell'Umanità, abbia dedicato così tanta attenzione alle città di questa Federazione.
Pochi contesti urbani possono competere con Kuala Lumpur per varietà e gusto della sfida urbanistica. Immaginate Metropolis di Fritz Lang fusa con una fantasia araba stile Mille e una notte e comincerete a farvi un'idea di questo luogo, dove architetture cinesi, indiane, malesi e moderne si uniscono in una fascinosa combinazione. Poi andate su qualcosa di concreto assaggiando gli involtini dei chioschi Sisters Crispy Popiah al centro commerciale Mid Valley o bevete qualcosa al Palate Palette un colorato curato caffè-bar frequentato dall'ambiente chic di KL. Sarete già a buon punto nel vostro approccio con la capitale..
Dopo essere stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2008, Melaka è definitivamente entrata nel novero delle destinazioni più visitate della Malaysia e ha conosciuto uno sviluppo sbalorditivo. Scoprite la sua anima in giro per Chinatown: il suo fascino è rimasto pressoché intatto, rappresentato soprattutto dai suoi artisti, dai suoi cuochi e dai suoi originali risciò. Non mancate di fare una fotografia alla Porta de Santiago, ciò che resta della fortezza costruita dai portoghesi nel 1511.
Due ottimi motivi per venire qui: questa è la città che ispirò a Emilio Salgari il nome del pirata Sandokan; al largo della sua costa, poi, si trova l'omonimo arcipelago di isole da sogno. Sandakan è interessante anche per la sua storia, raccontata attraverso sacre reliquie, evocativi cimiteri e favolose dimore coloniali. Si trova nel Sabah, stato malaysiano del Borneo.
Per molti viaggiatori - se non per tutti - Georgetown, storica capitale dello stato, è il simbolo dell'isola del Penang, al punto che i due nomi sono diventati intercambiabili. Se la vostra immagine di Penang prevede sgangherate shophouse cinesi, vestigia del Raj britannico, vicoli angusti e file di lanterne celesti che avvolgono nella loro luce rosso sangue venditori ambulanti provenienti dalla Costa del Malabar o da Macao, siete arrivati nel posto giusto. Cercate di cogliere l'essenza di questo luogo tutelato dall'UNESCO con un saporito pasto a base di riso e di carne di maiale bruciacchiata osservando il viavai della folla.
Una capitale, un regno, un gatto, una testimonianza del periodo coloniale: Kuching ha diversi volti. Principale via d'accesso al Sarawak, sfrutta al meglio la carta delle romantiche suggestioni evocate dall'antica Indochine, eppure riesce anche a essere la città più moderna e all'avanguardia del Borneo malese. Kuching in malese significa "gatto", un simbolo onnipresente su tutte le bancarelle di souvenir e nei pressi delle rotatorie sulla statale. La città venne battezzata con questo nome da Charles Brooke, uno dei rajah bianchi, che probabilmente percepì l'energia felina della capitale dello stato.
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