La Malaria in Kenya

risposte: 1 - ultimo post 15 aprile alle 15.03 di donamasai

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donamasai
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15 aprile alle 14.55

La Malaria in Kenya

Ho pensato di postare una discussione trovata su internet e di grande interesse sicuramente per chi si accinge a programmare il suo viaggio in kenya.
PArlo della Malaria, argomento tanto discusso ma che lascia sempre incerti sul da fare per chi si accinge a venire per la prima volta nel nostro paese .
Prego leggere quanto riportato di seguito con attenzione......

SULLA COSTA KENIOTA SPARISCE LA MALARIA
MENO 60% DEI CASI, RARISSIME LE ANOFELE

I dati del Governo parlano di un calo del 42%, ma sulla costa del Kenya si arriva anche al 60%. La malaria sta scomparendo velocemente dal Paese e i numeri, mese per mese, lo confermano. La notizia è di quelle splendide soprattutto per la popolazione locale che fino a qualche anno fa nè è stata vittima, anche per via della scarsa informazione, delle cure a cui non tutti potevano accedere ed altre motivazione dovute a noncuranza e poca attenzione da parte dello Stato. Ma è un'ottima notizia anche per i turisti che da sempre nutrono qualche timore nei confronti della febbre tropicale e si attrezzano di conseguenza, spesso esagerando con cure preventive o precauzioni.
Importanti, a tal proposito, sono le statistiche elaborate dall'Ufficio Sanitario di Malindi. Nei test effettuati su soggetti a rischio, ad esempio, si è passati da una media del 7% di affetti da malaria cronica, del gennaio 2007, al 3% dello stesso mese del 2008 e si calcola che in questi mesi la percentuale si sia ulteriormente ridotta. "Molti elementi concorrono a questi risultati - spiega Dickson Mugaza, responsabile sanitario di Malindi - innanzitutto la lenta scomparsa della zanzara anofele, per diversi motivi, poi l'accessibilità delle cure a tutti, con molti medicinali in distribuzione gratuita e anche la dotazione di zanzariere anche alla classe meno abbiente". Ma i numeri sono confortanti non soltanto per quanto riguarda la cura della malaria nei confronti dei kenioti, ma anche per i residenti italiani e i turisti. La possibilità di prendere la febbre tropicale è diminuita vertiginosamente, Nel 2007 i casi segnalati su 90.000 turisti italiani arrivati sulla costa keniota sono stati 14, ovvero lo 0,0003%. Roba da Superenalotto.
In pochi anni il Kenya è diventato uno dei Paesi più sicuri dell'Africa in tal senso. Il merito è in parte italiano. Mauro Saio, primario del reparto di malattie infettive del Nairobi Hospital, ha fatto parte del team che nel 1996 ha rivoluzionato le cure per la malaria in Kenya, portando il Paese ad essere il primo tra quelli in cui il problema esiste, ad introdurre l'artemisina nei medicinali antimalaria. "Abbiamo sperimentato questo metodo per primi nel mondo - spiega Saio - grazie alla collaborazione con i ricercatori cinesi, che per primi hanno messo in atto questa nuova cura. L'artemisina agisce direttamente sui gametociti della malaria, rendendo di fatto sterili le zanzare anofele che pungono l'uomo, in modo da impedire loro di riprodursi. Questo è il motivo principale della quasi estinzione della specie". Parallelamente sono state messe in commercio altre medicine "del giorno dopo" veramente efficaci, come il Coartem. "In Kenya ormai da qualche anno si trova il cosiddetto Combination Treatment - illustra il medico italiano - che cura la malaria e allo stesso tempo ne previene il ritorno. In più il Governo si è attivato per ridurre i costi dei medicinali, in modo da poter garantirne l'accesso anche alle classi più povere. E' stata anche bloccata la vendita in composizione singola, perchè è proprio la combinazione di cure e la sua completezza a creare i presupposti per debellare la malaria. Ora il Kenya è all'avanguardia in Africa, da questo punto di vista". Se è vero che oggi nessuna vaccinazione viene richiesta a chi entra in territorio keniano, è altrettanto vero che risulta antiquato parlare di profilassi antimalarica, di fronte a una così scarsa probabilità di prenderl.




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donamasai
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15 aprile alle 14.56
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e ancora segue ...in altro articolo :

Re: Kenya : MAlaria sulla costa keniota
Da donamasai il Dom 21 Dic 2008 - 10:12

.|Anche dall'Italia conferme
"Nuove medicine per curare la malaria"
“La malaria ora si può curare al rientro in Europa”.

Basta profilassi, parola di Marco Corsi. Il direttore medico della Sigma Tau, specialista in malattie tropicali, ha rilasciato un'intervista al quotidiano “Libero”, un mese dopo l'inchiesta del nostro portale sui farmaci rivoluzionari per curare la malaria una volta contratta.
“Gli studi che abbiamo condotto in Africa e nel Sud Est asiatico – spiega Corsi – hanno dimostrato l'altissima efficacia e rapidità terapeutica, unite alla semplicità d'impiego e a un ottimo profilo di sicurezza. Con tre sole somministrazioni è stata curata l'infezione causata dal plasmodium falciparum”. L'introduzione di sostanze come l'artemisina e la piperachina, permettono non solo di curare la malaria, ma di ridurne sensibilmente le possibilità che essa ritorni. “Ogni anno in Europa si registrano migliaia di casi di malaria – aggiunge Corsi – nella maggior parte dei casi l'infezione è stata contratta nei Paesi endemici in occasione di viaggi per lavoro o turismo. Questo nuovo farmaco contribuirà a curare questi pazienti al loro rientro in Europa”.



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