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di Reza Zariv

Viaggio in Iraq, un'esperienza (probabilmente) irripetibile

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Le citta' sante

giorno 24/01/2011

Tutto e` successo molto veloce, un giorno mi hanno chiamato dall’agenzia di viaggi per dirmi che il visto per l’Irak era pronto, cosi semplice che non si poteva crederci ……
Mi e` venuto di scrivere il diario di questo viaggio, spero che piaccia ai cari lettori e comunque ulteriori informazioni e foto sono disponibili nel mio blog: http://blog.libero.it/parse/).

Il 24 gennaio siamo partiti da Teheran per il confine iracheno con un pullman, (fare un percorso via terra per poter osservare bene la vita quotidiana della gente locale, era uno dei motivi per cui mi ero convinto di fare questo viaggio) ed il giorno dopo abbiamo cambiato il nostro pullman per un’altro iracheno …..
Siamo in Irak !!!!!!! e proprio dal confine si capisce che la situazione non e` ancora normale; si vedono poliziotti, soldati e guerriglieri dovunque, ogni 4 pullman accompagnati da una macchina con 4 soldati mentre in due di loro dovevano essere pure un soldato completamente armato.
Dal confine siamo partiti per Najaf passando per varie citta’ tra loro Babilonia ma purtroppo non c’era permesso di viaggiare liberalmente per motivi di sicurezza e specialmente era proibito e pericoloso fare foto quando c’erano i militari.
Si sa che l’Irak e` uno dei paesi piu’ antichi del mondo in cui si puo’ trovare tante civilta’ indimenticate del mondo, per esempio, Babilonia era una città della Mesopotamia antica, situata sull'Eufrate, le cui rovine coincidono oggi con la città di Al Hillah, nella Provincia di Babilonia ed a circa 80km a sud di Baghdad. Fu la città sacra del regno omonimo nel 2300 a.c. e capitale dell'impero Babilonese nel 612 a.c. È il primo esempio di metropoli moderna; all'epoca di Alessandro Magno contava forse un milione di abitanti.
A Najaf c’e` il mausoleo di Ali, il cugino di Maometto, la citta’ tenuta abbastanza bene e si vedono delle costruzioni in varie parti della citta’ ma uno dei posti piu’ intressanti da vedere sarebbe il cimitero molto antico, “Vadiassalam”, “ la Terra della Pace” , probabilmente e` il più ampio cimitero del mondo islamico (e forse il più vasto del mondo intero), che ospita le tombe di numerosi profeti con un’architettura molto strana, cioe`, ogni tomba assomiglia a una piccola casetta e per vedere le tombe si scende dalle scaline e qualche volta scendendo si deve fare pure i giretti verso giu’ .
L’altra cosa che si fa notare (in tutto il paese) e`la mancanza dell’elletricita’ , in tutta la giornata quasi 8 ore c’e` il corrente, cioe` la maggior parte del tempo non c’e` l’elettricita’, ovviamente gli alberghi, i ristoranti ….. , usano generatori di corrente e poi i cavi sono dappertutto, praticamente, quando c’e` un guasto dell’elettricita`, la gente usa un’altro cavo per poter usare il corrente e cosi sopra di case, di negozi e in qualsiasi posto si possono vedere dei cavi appesi dai tetti .


Dopo Najaf siamo partiti per Samarra, situata sulla riva est del Tigri, a 100 km circa dalla capitale, in citta’ c’e` uno dei piu’ sacri siti per gli sciiti ed i fedeli vi si recano in pellegrinaggio, da tutto il mondo ma pure una citta` abbastanza pericolosa per la presenza dei fanatici, i quali hanno gravemente danneggiato la cupola del santuario, ricoperta da 62 lastre d’oro, in un attentato il 22 febbraio 2006 mentre i 2 minareti, già fortemente compromessi, sono crollati nel giugno dell’anno successivo, e proprio per la mancanza della sicurezza si puo’ rimanere soltanto per qualche ora.
La citta’ in cui ci siamo fermati per il pranzo era Balade seyyed mohammad, un piccolo paese con un piccolo mausoleo amato tanto dalla gente locale, le persone che hanno problemi nella vita, qualsiasi che ci sia, ci vanno a pregare, specialmente chi vuole avere figli.
La notte dovevamo dormire in un albergo a Baghdad, la citta’ di “Mille e una notte” , ma era proibito stare fuori dall’albergo, figuriamoci andare a fare giri in citta’, a Baghdad sono spesso in giro i soldati stranieri, specialmente gli americani, mentre nelle altre parti ormai il controllo delle citta` viene fatto piuttosto dagli iracheni.
Il giorno dopo siamo partiti per la fase finale del viaggio: Karbala, passando pero` prima da Kazemein e poi da Mosayyeb; la prima localita`, un paese proprio attaccato alla capitale in cui c’e` un altro mausoleo con un bel panorama di belle case situate sul fiume Tigri e la seconda un paese vicino a Karbala , sul fiume Eufrate in cui c’e` un santuario e noi ci siamo fermati sia per visiatre il posto che per fare pranzo, una pioggia terribile ci ha fatto diventare bagnati fradici ……
La sera siamo arrivati a Karbala, situata a circa 100 km a sud-ovest di Baghdad, un posto importante, simbolico e molto amato dagli sciiti, il quale, anche L’Islam sunnita lo venera come città dell'ingiusto martirio del nipote del profeta Maometto, Hosseyn. In un argomento ho gia’ parlato della storia di Imam Hosseyn e potete trovarlo nel blog. Sul luogo del martirio di Hosseyn- considerato il terzo Imam dallo sciismo – e` stato costruito un santuario che, malgrado danneggiamenti, abbattimenti e riedificazioni nel corso dei secoli è sempre stato considerato dai fedeli sciiti un luogo di particolare sacertà, gli sciiti considerano questa citta’ forse inferiore solo alle citta’ sante: La Mecca, Medina e Najaf.
In citta` a parte il mausoleo di Hosseyn, c’e` pure il mausoleo di Abbas, il fratello minore di Hosseyn ed il capo del suo esercito in guerra contro le truppe di Yazid, e una strada che collega questi due posti, Beinol haramein, che significa “tra due mausolei”, in cui si puo` vedere tante persone arrivate in citta` (la maggior parte iracheni) dormite per terra e sui tappeti messi in questa via che e` ovviamente proibito a qualsiasi tipo di macchina, moto e bici. I controlli aumentano a Karbala, al minimo 3 o 4 posti di controllo da superare per entrare nel mausoleo, anche se con tutti questi controlli succedono ancora degli attentati, l’ultimo successo proprio nel primo giorno della nostra presenza in Iraq causando una strage dei pellegrini e della gente locale. La citta’ non e` molto grande e purtroppo non e` molto pulita, con il caldo estivo non so quanto sara` sopportabile, c’e` un’atmosfera triste in citta’ mentre dentro i mausolei, c’e` una strana tranquillita’ spirituale, specialmente in quello di Hosseyn.
Ogni viaggio ha il proprio sapore, un viaggio in Iraq e` sempre intressante, anche in futuro, quando il paese sara’ sicuro e normale, ma comunque per me e` stata una esperienza bella, indimenticabile e probabilmente irripetibile ...
Purtroppo il paese e` diventato poverissimo, dal punto di vista economico, culturale, ... ; gli americani sfruttano e umiliano la gente, si puo’ vedere spesso in strade, quando passa una macchina americana (e di solito guidano in mezzo alle strade) tutti devono essere fermi finche’ passino loro.
Auguro a tutti gli iracheni un futuro splendido e tranquillo, loro hanno diritto di vivere bene in un ambiente piacevole, mi dispiace vedere dei bambini con un futuro che non sebra molto brillante, l’Iraq deve essere per gli iracheni.......