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di Luca Frassi

Una passeggiata a Lussemburgo

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Una passeggiata a Lussemburgo

giorno 01/11/2010

IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO
“Mir welle bleiwe wat mir sin”
“Vogliamo rimanere ciò che siamo”
Ed hanno proprio ragione i Lussemburghesi. Perché cambiare, perché stravolgere tanta beatitudine. E che importanza ha se il nome del loro piccolo Stato viene sempre abbreviato nelle carte geografiche perché troppo lungo? Pazienza. Resta comunque il cuore dell’Europa. Un cuore verde, elegante e raffinato. Uno degli angoli più suggestivi del nostro vecchio continente. Quell’Europa che qualcuno ha avuto l’idea di unire. Questo qualcuno si chiama Schuman , l’orgoglio dei Lussemburghesi, perché è qui che è nato ed è stato istruito il “padre dell’Europa”. Lussemburgo: un piccolo Stato, un minuscolo punto di terra che ha saputo farsi grande. Disoccupazione ed analfabetismo ai livelli minimi storici, altissimo benessere, rigogliosa gioia di vivere, modello finanziario internazionale. E i grandi Paesi europei prendono proprio il Lussemburgo come punto di riferimento per misurare la qualità della vita dei rispettivi abitanti. Una grande soddisfazione per i Lussemburghesi autoctoni, che sono pochi, e i tantissimi immigrati che hanno fatto di questa terra la loro seconda patria. Passeggiare a Lussemburgo è una delizia per palati fini. Basta una giornata per visitarla tutta. In un concentrato di arte, storia e natura: un connubio perfetto. Per una volta mandiamo al diavolo la vita mondana, le grandi insegne luminose di discoteche, cinema e nightclub tanto amati dal popolo della notte. Lussemburgo è tutt’altro. E’ il trionfo dell’armonia e del piacere di vivere. I fiumi Alzette e Petrusse che si incontrano nel centro città sono i protagonisti di questa pace dei sensi. Ma si incontrano nel centro della città bassa, il Grund, mentre la città vecchia è stata costruita in alto su uno sperone roccioso. E qui sta uno dei segreti di Lussemburgo: i panorami. Quelli che si ammirano dal ponte Adolphe (il più famoso tra i tanti) e dalla cittadella di Vauban sono grandiosi. E mettono a dura prova chi soffre di vertigini. Basta abbassare lo sguardo e le intere vallate del Petrusse e dell’Alzette si stendono sotto i nostri occhi. Ma il panorama che offre la “Chemin de la corniche” toglie il respiro. Questa passeggiata a ridosso della città vecchia è stata definita la balconata più bella d’Europa: da destra a sinistra l’intera veduta del Grund, la chiesa di St Jean du Grund, il fiume che scorre silenzioso e le famosissime casematte del Bock. Provare per credere. E se il centro di Lussemburgo è stato, a ragion veduta, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità lo deve proprio alle sue casematte. Umide camere e gallerie scavate nella roccia ad una profondità che poteva arrivare anche a 40 metri. Erano bunker veri e propri, nascondigli impenetrabili e luoghi di difesa. La loro utilità si rivelò vitale quando tra la due guerre mondiali riuscirono a proteggere 35.000 persone. Furono costruite sotto la fortezza (il Bock, appunto) e sotto la Place de la Constitution (le casematte della Petrusse). Originariamente coprivano un percorso di 23 km. Oggi ne sono visitabili alcuni tratti ma di straordinario interesse storico-culturale. Le casematte, insieme alle numerosi fortificazioni che furono costruite durante gli anni intorno alla città fecero invidia ai più grandi guerrafondai d’Europa tanto da soprannominare Lussemburgo la “Gibilterra del Nord”. C’è rimasto poco di queste fortificazioni in quanto smantellate dopo la dichiarazione di neutralità che Lussemburgo sottoscrisse nel 1867. Neutralità cessata nel 1948 con l’entrata del Paese nelle Nazioni Unite e nell’unione doganale con Belgio e Paesi Bassi, il Benelux. Se avete tempo esplorate in auto il resto del Granducato. Iniziate da nord, dalle Ardenne Lussemburghesi, 70 km circa dalla capitale. Visiterete Clervaux, Wiltz e Esch sur Sure affascinati dalla bellezza del paesaggio, delle vallate percorse da fiumi lenti e tortuosi e da straordinari castelli, veri gioielli della regione. Andate a Vianden, il villaggio più caratteristico del Granducato: resterete abbagliati dal suo castello, il più bello di tutto il Paese e sogno di molti fotografi. Qui c’è anche la casa di Victor Hugo dove visse durante il suo esilio. Scendete poi a Echternach per far visita al monumento religioso più importante del Lussemburgo: la basilica di St Willibrord. Infine percorrete la strada del vino lungo il corso della Mosella nel sud del Paese. Qui troverete, tra settembre e novembre, villaggi in festa in occasione proprio della vendemmia: da Grevenmacher a Schengen, da Wasserbillig a Remich. Tutto qui perché se proseguite ancora qualche chilometro sarete già in Francia o Germania. Vi è sembrato poco? “Mir welle bleiwe wat mir sin”. Da viaggiatore appassionato me lo auguro pure io.
Luca Frassi