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di Francesca Bertha

Un weekend in Franciacorta, in compagnia dei pesci del lago d’Iseo: gita a Clusane

la terra dove la francia è corta

giorno 03/11/2017

Lo specchio d’acqua azzurro e silenzioso del lago da una parte e il verde dei vigneti a perdita d’occhio dall’altra: è questo paesaggio sereno e nello stesso tempo vivace che ci accoglie al nostro arrivo nella Franciacorta settentrionale, caratterizzata da un fascino senza tempo che non è certo casuale. Infatti, anche i viandanti di un paio di millenni fa, se si fermavano da queste parti, potevano ammirare un paesaggio per certi versi simile: anche il loro sguardo scrutava la superficie del lago d’Iseo avvistando uccelli acquatici e se si addentravano nel verde del territorio che si estende oltre la sponda Sud del lago, trovavano già i vigneti e probabilmente anche qualcuno disposto a offrire loro un bicchiere di buon vino.
La coltivazione della vite sulle colline della Franciacorta ha origini molto antiche, risale ai Galli cenomani, ai Romani e ai Longobardi come dimostrano i rinvenimenti di vinaccioli d’epoca preistorica, ma anche le testimonianze di autori classici come Plinio o Virgilio. Sono numerose anche le ipotesi in merito all’etimologia del toponimo Franciacorta, alcune delle quali abbastanza fantasiose come ad esempio “a curt de franc”, per indicare la condizione povera degli abitanti, o il detto “Qui la Francia sarà corta”, in occasione della breve permanenza in zona dei francesi, terminata nel 1265 con la ribellione popolare contro le truppe di Carlo d’Angiò, re di Francia. La più plausibile delle spiegazioni è invece quella che indica la Franciacorta come “curtes francae”, ovvero piccole comunità libere di monaci benedettini, che godevano dell’esenzione dalle tasse in cambio di bonificare e lavorare la terra a loro affidata.