Segnalazione di abuso

Tutte le segnalazioni sono da ritenersi strettamente confidenziali e anonime

di Francesca Bertha

Un weekend di benessere alla Canonica di Corteranzo: gita tra le colline del Monferrato

alla scoperta del borgo storico

giorno 29/09/2017

Prima o poi arriva sempre il momento di voler scappare dalla città più o meno frenetica per qualche giorno di relax rigenerante. Per chi vive nei grandi centri del Nord, che si tratti di Milano, Torino, Alessandria o di Asti, la destinazione ideale di queste fughe si trova spesso tra le dolci colline del Monferrato.
Quando ci mettiamo a girare per le strade a tratti tortuose e sempre panoramiche che solcano un paesaggio inframmezzato da vigneti a perdita d’occhio, da campi di cereali o di girasoli che sembrano usciti dal quadro di Van Gogh, a un certo punto il nostro sguardo viene attirato da una torre che spicca in lontananza in cima a una collina dominata da un antico castello. Iniziando a seguire questa meta dall’atmosfera fiabesca arriviamo a Murisengo, un antico borgo della Valcerrina, non lontano da Casale Monferrato.
Dopo aver parcheggiato l’auto in centro, proseguiamo la passeggiata a piedi, sempre col naso all’insù con lo sguardo rivolto verso il castello e la torre che disegnano il caratteristico skyline del paese che nel 1859 ha dato i natali a Luigi Lavazza, fondatore della celebre azienda.
Il castello, originario del XI secolo, fu rimaneggiato diverse volte durante i secoli fino a diventare il monumento che conosciamo oggi, noto anche per ospitare periodicamente delle manifestazioni ed eventi culturali. Costeggiando le sue antiche mura si aprono scorci suggestivi sul borgo, vedute panoramiche sulle colline circostanti, ma scopriamo anche la bellezza di un vecchio oratorio dal fascino senza tempo. Alzando lo sguardo, eccola da vicino la bella torre che ci aveva fatto da faro all’inizio di questa gita: dicono che sia la parte più antica del maniero, pur essendo stata anch’essa ristrutturata nel 1510 e anche più recentemente, nell’Ottocento.
Si sa che il Monferrato nasce da una storia d’amore, quella tra Aleramo e Adelasia. Sarà forse anche per questo che nel 1813 Silvio Pellico scelse proprio il castello di Murisengo per scrivere la tragedia Francesca da Rimini, che narra la storia d’amore contrastata tra Paolo e Francesca, nota grazie alle celebri terzine dell’Inferno dantesco.
La vocazione al benessere di questi luoghi nasce anche grazie alla presenza di acque curative, in particolare quelle della Fontana La Pirènta, situata alle radici del Montelungo. La sua acqua solforosa e oleosa al tatto un tempo si adoperava con successo nella cura di vari disturbi e a cavallo tra il Settecento e gli inizi dell’Ottocento a Murisengo ci fu anche un fiorente stabilimento termale. Nel periodo in cui Silvio Pellico soggiornava al castello, magari avrà visto come d’estate si faceva macerare la canapa in due vasche di pietra in cui veniva convogliata l’acqua della fonte. Il ricordo di quel periodo oggi è conservato dalla fontana di stile neogotico dalla bocca leonina, risalente al 1859.