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di Luca Frassi

UN PICCOLO GRANDE PAESE: IL LIECHTENSTEIN

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UN PICCOLO GRANDE PAESE: IL LIECHTENSTEIN

giorno 03/05/2010




Se ad un abitante del Principato del Liechtenstein (Furstentum Liechtenstein come dicono da queste parti) gli dite che il suo piccolo Stato è molto simile ad uno dei migliori paesi delle fiabe, quasi si offende. Ma tra noi viaggiatori, turisti e curiosi del mondo ce lo possiamo anche dire. E’ veramente fiabesco questo micro-stato, il Liechtenstein, quarto paese più piccolo d’Europa. Apparentemente schiacciato tra la Svizzera e l’Austria, relegato tra le vette alpine, ha saputo emergere trionfalmente nel corso degli anni sotto tutti i punti di vista beffando, appunto, la sua stranissima posizione geografica. E’ diventato un paradiso delle finanze, dell’industria, della filatelia e, perché no, della bella vita. I 35.000 abitanti hanno uno dei redditi pro-capite più alti del mondo (la richiesta di lavoro è così alta che moltissima manodopera proviene dall’Austria e della Svizzera); la famiglia principesca attualmente in carica è tra le famiglie nobili più antiche d’Europa; la loro collezione privata è tra le più importanti del mondo; i francobolli del Principato sono tra i più richiesti in assoluto per lo stile artistico che l’hanno da sempre contraddistinti. E c’è di più: in soli 160 kmq, in soli 28 km di lunghezza e 6 km di larghezza si passa da un’altezza di 500 m ad una massima di 2600 m; da una valle importante come quella del Reno a cime impervie e suggestive come quelle del Reticone. Con tutta franchezza sono rimasto colpito da tanta perfezione, eleganza ed accoglienza. E da tanta funzionalità. I 5000 abitanti di Vaduz, la capitale, sono talmente pochi in proporzione alla loro distribuzione che quando arrivo nel centro non credo ai miei occhi.
Sono solo!!! Incontro due persone e decine di negozi eleganti. Molte banche e un grande ufficio postale molto moderno. Alcuni musei e diversi ristoranti. Ma nessuna anima, solo qualche auto in lontananza. Alzo lo sguardo e vedo sopra la collina l’austero Castello, lo Schloss, in posizione panoramica, incastonato tra le rocce. Molto suggestivo. E’ l’attuale residenza del Principe Hans-Adam II e famiglia e pertanto ne è interdetta la visita al pubblico.
La città moderna è situata nella parte bassa. La via principale è denominata Stadtle ed è il cuore pulsante di Vaduz. E’ quella che sto percorrendo a piedi tra antichi palazzi ed edifici moderni. E’ piccola, essenziale, pulitissima, elegante e di sabato sera all’ora del tramonto anche silenziosa. La Stadtle presenta al viaggiatore, tutti d’un fiato, i luoghi simbolo del Principato: il Palazzo del Governo, il Parlamento, la Cattedrale di St Florin, la casa natale del grande compositore musicale Rheinberger, il Museo Nazionale, quello dei francobolli e quello di arte moderna. E pure il municipio. Niente male per essere una capitale di 5000 abitanti. Fa buio. Nel frattempo piccoli gruppetti di giovani stanno animando la cittadina. Sono sereni, gentili, ben vestiti e gioviali. Si stanno ritrovando nei vari locali della piccola capitale. Scherzano e schiamazzano, ma trasmettono benessere. Ceno da Cesare, un locale in centro, e poi passeggio un’oretta. Mi diletto a guardarmi intorno: in alto il Castello dei Principi è illuminato e in alcune delle 130 stanze c’è la luce accesa, segnali di nobile vita. La serata è fresca ma primaverile, ancora giovani che arrivano a piccoli gruppi: per loro la serata mondana ha inizio!! Io, invece, stanco dei 600 km che mi sono fatto in auto attraverso il nord Italia e la Svizzera, mi ritiro nella mia camera. Sono alloggiato al Residence Hotel, un ottimo 4 stelle lungo la Stadtle. Bell’ambiente, lo consiglio. La domenica mattina mi godo i raggi del sole tra le vette innevate delle Alpi e mi dedico alla visita di Vaduz: non mi perdo il sentiero in mezzo ai boschi che sale fino al Castello dei Principi con vedute panoramiche di effetto su tutta la città (una passeggiata incantevole); colgo l’occasione per fare un giro della città vecchia, nella parte alta di Vaduz, con il Citytrain che fa sosta lungo i vigneti del Principe a due passi dalla Red House, un’antica e graziosa casetta rossa medioevale.
Prosegue poi in periferia tra villette e casine eleganti per poi passare davanti allo stadio e rientrare, 35 minuti più tardi, da dove è partito ai piedi del Rathaus (il municipio); fotografo il Reno che scorre impetuoso lungo il confine del Principato prima di gettarsi nel Lago di Costanza; con l’auto mi reco nella vicinissima Schaan, uno degli 11 comuni di questo nobile paese; rientro, infine, in Italia felice di aver fatto visita ad un piccolo grande Paese: il Liechstentein.