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di Patrizia Morelli

Un Paese vicino e ancora lontano? Albania, l’antica Illiria. Microreportage di una viaggiatrice

tirana-conosciamola un po' (con.t)

Primo giorno- Domenica Pranzo & Pomeriggio

giorno 24/09/2017

Essendo arrivata alle 11.00 con l’ottimo volo diretto del mattino, ho avuto modo di poter fare subito un breve giro di assaggio della città con i miei amici . Però, però adesso la fame si fa sentire e andiamo in un locale fuori Tirana in cui mi vengono servite pietanze tutte tipiche : dalla pasta corta cotta al punto giusto nel forno in un tegame di coccio e “ricoperta” da pollo (squisito) alle fette di peperoni arrosto con sugo , a yogurt e fresca birra locale.
L’unico appunto per me non fumatrice è vedere nei ristoranti che qualcuno lì fuma ancora nei tavoli all’aperto del locale.
Un piccolo riposo pomeridiano in un vero appartamento albanese!, appartamento internamente curatissimo mentre gli stabili esteriormente in genere raccontano di una città che si sta ancora risollevando dopo il periodo di dittatura, spesso mi raccontano che gli stabili non sempre hanno per esempio le buche delle lettere e l’acqua in alcuni quartieri non è costante tutto il giorno.
Un piccolo riposo è sufficiente, reso agevole dal medesimo fuso orario, e si prosegue la visita centro di Tirana percorrendo il viale dei Martiri, elegante e ampio boulevard esattamente lungo un km, affiancato da palazzi governativi e lussuosi hotel (tra cui Sheraton e Rogner), per approdare nella parte sud della città, in Piazza Nene Tereza. Qui esplode la vista della grande università , le fontane e a fianco il Parco della città: enorme, lussureggiante verde,vicino a un lago artificiale, ricco di attrezzi ginnici e di tante persone. La piazza fu il luogo di incontro del papa Francesco con la popolazione nel 2014, gremita fino all’inverosimile... Consiglio di dedicarsi a questa tappa di sera perché particolarmente suggestiva per le illuminazioni e le fontane nella piazza e perché il parco raggiunge il massimo della vivacità e vitalità specie la sera, specie nel fine settimana.
Proseguiamo il cammino nell’adiacente Block che appare inverosimile ai nostri giorni ascoltando quello che ha rappresentato per 45 anni: un blocco vero e proprio, in cui i cittadini e gli albanesi non potevano girare come ora perché sede abitativa e operativa dai funzionari del pregresso regime.
Fermarsi in uno dei locali è una scelta difficile, uno più simpatico/attraente dell’altro, popolati soprattutto da giovani, tanti giovani! Decidiamo alla fine per un locale tipico in cui vengono preparate crepes dolci e salate davanti ai nostri occhi a un costo al di sotto dell’euro ciascuna.