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di Manuel Lunadei

Marzo a Bomarzo

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Una piacevole escursione domenicale al bosco sacro di Bomarzo

giorno 12/03/2017

La mia domenica inizia come al solito all’alba,alle otto sono già in piedi fresco e arzillo, pronto per una piacevole scampagnata con gli amici di sempre.
Appuntamento fissato per le dieci al solito posto e soliti imprevisti che rimandano non di poco la partenza, ne approfitto per fare colazione al bar con un cornetto alla crema di latte ed un cappuccino fatto a mestiere.
Passata un’oretta riusciamo finalmente a riunire il gruppo, tra gli assonnati, i ritardatari e quelli che non hanno ancora ben capito dove stiamo andando.
Il viaggio è piacevole, siamo fortunati nella scelta della giornata, una domenica di metà Marzo, soleggiata e mite, ideale per una passeggiata rinvigorente.
Poco più di un ora di tempo da dove ci troviamo noi in zona Roma est, per arrivare a Bomarzo, percorrendo l’autostrada A1 in direzione Firenze, uscita Attigliano.
Il paese, molto grazioso ci accoglie silenziosamente, tra agriturismi e bar chiusi.
Uno dei pochi passanti ci consiglia un posticino in cui si mangia meravigliosamente e si paga il giusto.
Riusciamo a trovare la trattoria consigliataci dal simpatico vecchietto.
Mangiamo un piatto di fettuccine al ragù fatte a mano che posso tranquillamente definire divine, accompagnate dall’immancabile vino della casa.
Sazi e con un paio di bicchieri in corpo ci dirigiamo verso la nostra meta, il parco dei mostri, il bosco sacro di Bomarzo.
Lasciamo la macchina in un parcheggio spazioso e ben organizzato.
Alla reception un signora gentilissima ci chiede dieci euro a persona per l’ingresso al parco(dieci euro, come vedremo più che meritati).
Attraversiamo un grande parco soleggiato adibito ad area picnic prima di entrare nel percorso vero e proprio colmo di statue di mostri, animali giganti e strane creature, scolpite nei maestosi blocchi di peperino.
Il parco, ideato dall’architetto Pirro Ligorio(lo stesso che realizzò villa d’Este e completò San Pietro dopo la morte di Michelangelo, mica uno qualsiasi) e commissionato da Pier Francesco Orsini intorno alla metà del millecinquecento, immerso nel verde evoca atmosfere fantasy e mitologiche.
Difficilmente paragonabile ad altri parchi in Italia, ci regala un esperienza unica.
Tra selfie da condividere su Facebook e battutine stupide sulle varie figure rappresentate in maniera magistrale, la passeggiata procede beata, senza star troppo a guardare le indicazioni sulla cartina che ci hanno dato all’ingresso.
Più di un addetto alla sicurezza gira per il parco, cosa che non notiamo solamente noi vi