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di Marianna Di Mauro

Let's go around in Marrakech

perdersi e ritrovarsi nella medina

Lascia la mappa in tasca e segui l'stinto. Primo giorno a Marrakech!

giorno 07/04/2018

All’uscita dell’Aeroporto Marrakech-Menara ci sono decine, forse un centinaio di driver con i cartelli dei vari Riad della città. Ci sono solo loro, nessun altro, sorridenti e cordiali. Cerco il mio cartello, ci metto un pò perché sono davvero tanti, ma finalmente lo trovo, tra le mani di Jassin. Stretta di mano, sorriso e via verso il Riad con un van nero molto grande.

Entrati nella Medina non ci sono sensi di marcia, cartelli, semafori, stop o segnaletica; ognuno sceglie lo spazio dove infilarsi, apparentemente in modo arbitrario, ma sono convinta ci siano delle tacite regole perché nel loro caos si muovono con abilità e armonia, fieri e sicuri.

Arrivata al Riad Sun of Kech vengo accolta molto gentilmente da Hicham, il marito marocchino della mia amica italiana Chiara. Mi offre un buonissimo the alla menta, versato rigorosamente tenendo la teiera in alto e lontano dal bicchiere, dice che il the deve fare la schiuma perchè “se non fa la schiuma, non è un buon the”. Io e Hicham chiacchieriamo a proposito della città, del Riad e di come lui e Chiara si sono conosciuti e poi sposati. Una storia molto romantica, che fa sembrare qualsiasi altra noiosa e banale.

Dopo poco arriva Chiara che mi da alcune informazioni fondamentali per andare in giro, una mappa fatta benissimo, cose evidenziate, tutto organizzato. Mi dicono che è semplice muoversi per la Medina, basta avere dei punti di riferimento chiari. Come vi dicevo prima, non ci sono cartelli, indicazioni, semafori, nomi delle vie, non c’è nulla, nemmeno le strade in effetti.
A Marrakech ti devi perdere. Superato il primo momento di difficoltà, decido quindi di mettere la mappa in tasca e andare semplicemente in giro.

Sono molto affamata e il posto che voglio raggiungere il prima possibile è un ristorante consigliato da Chiara, dove sarei andata a mangiare il cous cous indubbiamente più buono di sempre. Mi sono persa 3 volte prima di arrivarci, un labirinto vero e proprio la Medina, dove conviene seguire l’istinto, e usare la mappa solo per chiedere informazioni a chi conosce la città. Il primo giorno a Marrakech ho camminato per ore, mi sono persa e mi sono ritrovata.

L'impatto è fortissimo. Venendo da Roma credevo di essere temprata, e ora a fine giornata mi sento complice, con tutti i marocchini che ho incontrato, di un’esperienza che mi fa sentire allenata alle cose. Domani la mappa continuerò a tenerla in tasca, me ne andrò ancora in giro a perdermi tra i souk.