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di Luca D'achille

Labin, Rabac e dintorni: verdi paesaggi tra le rocce bianche e le acque blu del Quarnero

in viaggio verso l’istria orientale

Superando i confini, si incontrano affascinanti panorami

giorno 18/08/2018

Il tragitto dall’Italia in direzione dell’Istria orientale è caratterizzato da splendidi scorci dall’alto. Il primo lo si incontra ancor prima di varcare il confine, a Pesek, dalla cui posizione rialzata si può osservare il Golfo di Trieste.

A meno di un km da qui c’è il cartello ufficiale che indica l’inizio della Slovenia accanto al quale si trova lo storico cippo: da un lato è ancora possibile intravedere la vecchia scritta “Jugoslavia”, ricordo di scuola per gli appassionati di geografia come me che l’hanno studiata negli anni ‘80. La parte di territorio sloveno che attraversiamo ci appare pulita e ordinata. Impossibile non notare i grandi cartelloni pubblicitari di cambio monete e i porcellini allo spiedo che girano in bella vista all’interno di apposite cabine collocate all’esterno dei locali. In entrambi i casi sembra quasi una gara per farsi notare di più rispetto al concorrente vicino.

Un negozio tax free, anch’esso ampiamente pubblicizzato, fa capire che si è quasi arrivati al confine croato. Il paesaggio montano lascia spazio all’autostrada trafficata che porta in direzione di Rijeka. Allo svincolo per Pula e la Riviera di Opatija ecco la seconda veduta che meriterebbe, se fosse possibile, una sosta per le fotografie. Si può ammirare il Quarnero, il braccio di mare che separa l’Istria dall’isola di Cres, anch’essa riconoscibile sullo sfondo. Poco più avanti, sfruttando la curva della strada, si può guardare indietro e scovare questa volta la città di Rijeka, terzo panorama che cattura inevitabilmente l’attenzione.

Per raggiungere Rabac si passa nelle viscere del Monte Ucka, o Maggiore, 1.396 metri di altezza attraversati grazie ad un traforo lungo 5.062 m. Siamo nell’entroterra e il mare non si vede più. Attraversiamo piccoli e graziosi paesi con strade sterrate laterali che portano ad altri paesini altrettanto piccoli. C’è solo l’altissima ciminiera della centrale elettrica di Plomin Luka che stona con il contesto appena descritto.