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di Federico Bastiani

KOS, NISIROS, KALYMNOS, BODRUM

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kos, nisiros, kalymnos, bodrum

giorno 08/08/2010

Quest’anno ho deciso di trascorrere una settimana di mare in Grecia e come destinazione ho scelto la terza isola del Dodecaneso come estensione, Kos. I depliant turistici recitano “kos, l’isola del divertimento” oppure “kos, l’isola che non dorme mai”. Questi slogan avrebbero dovuto tenermi lontano ma decido di partire per vedere se questa è la vera Kos. Per prima cosa ripiego i depliant turistici delle agenzie e decido di organizzarmi la vacanza per conto mio e qua mi accorgo dei primi problemi logistici. I tour operator, che scaricano turisti sull’isola come tanti piccoli greggi con i loro charter, prevedono partenze fisse il mercoledi o la domenica con orari infausti. Decido così di arrivare a Kos con un volo di linea da Bologna, via Roma, passando per Atene per cambiare poi compagnia aerea e su un piccolo bimotore ad elica raggiungere Kos. Arrivato all’aeroporto di Atene, dovendo ingannare il tempo, vado da McDonald. Perché McDonald direte voi? Perché la catena americana è la vetrina della società locale, io mi diverto a chiamarli “indicatori McDonald”. Per esempio noto subito che il personale è esclusivamente greco e questo non è un buon segno visto i pessimi contratti di lavoro, la crisi si registra anche attraverso questi elementi. Noto con stupore che in Grecia McDonald produce ancora le ottime patatine Deluxe che in Italia hanno tolto (non ho ancora capito il perché).

Un’altra cosa che mi colpisce è che il personale non corre a ritmi frenetici nonostante le lunghe code ma in genere il greco è così, ti puoi sedere al tavolo di un ristorante ed aspettare anche mezz’ora prima che il cameriere, nonostante ti abbia visto, decida di affrontarti. Viene annunciato il mio volo Atene-Kos, abbandono la coda McDonald e mi dirigo al gate. Arrivo al piccolo aeroporto di Kos, vedo le hostess dei vari tour operator pronte ad incanalare il “gregge” in arrivo per imbarcare i turisti sugli autobus. L’aeroporto si svuota ed io rimango da solo fuori l’aeroporto in attesa di un taxi. Come destinazione dell’isola ho scelto l’estremo sud, Kefalos dove ho affittato un piccolo appartamento. Kefalos è la parte più tranquilla dell’isola mentre Kos è un po’ quello che per noi rappresenta Rimini. Cerco di capire gli effetti della crisi greca sull’isola ma il tassista mi dice che le isole non ne hanno risentito molto, perfino durante lo sciopero dei trasportatori greci, Kos è rimasta autosufficiente. L’isola ormai vive quasi esclusivamente di turismo, un po’ di allevamento e qualche appezzamento agricolo. Visto che il turismo è la fonte di reddito principale mi aspetto “l’assalto al turista” invece con meraviglia mi rendo conto che non è così. Sulla Paradise Beach, una delle spiagge più belle dell’isola, un ombrellone e due lettini costano tre euro. Se ti vuoi trattenere a mangiare un’orata sulla spiaggia con tanto di contorno e bevanda ti bastano sei euro. Le persone sono molto cordiali, tutti parlano inglese molto correttamente e tutti rilasciano lo scontrino!! Mi ha colpito il proprietario di uno stabilimento balneare. Arrivo e prima di prendere posto in spiaggia mi dirigo a pagare trovando una persona di mezza età intento a leggere il giornale il quale mi dice di non preoccuparmi che per pagare e morire c’è sempre tempo. In Italia non sento mai dirmelo! Mi scelgo l’ombrellone e solo cinque ore più tardi arriva il signore a riscuotere con tanto di scontrino in mano.

Nonostante sia la seconda settimana di agosto noto pochi turisti, ovviamente italiani e russi. Il gestore di un ristorante mi dice che comunque effettivamente hanno registrato un calo dei turisti, soprattutto greci. Mentre prima erano gli isolani che andavano a cercare lavoro ad Atene, ora accade il contrario. Visitando l’isola si avverte un senso di sciatteria diffusa, un po’ di degrado nelle costruzioni, viabilità malmessa, però osservando con un occhio più attento è possibile notare anche la sua discreta organizzazione. Sull’isola sono presenti moltissime turbine eoliche, di quelle che funzionano ininterrottamente e non come in “certi paesi” dove vengono installate per avere dei finanziamenti e poi nessuno si preoccupa di farle funzionare, A Kefalos gran parte dell’illuminazione pubblica è alimentata da pannelli fotovoltaici così come gran parte delle abitazioni. L’acqua è davvero un bene prezioso, quasi tutti hanno un boiler sul tetto per avere l’acqua calda. Nonostante la carenza di acqua sono rimasto sorpreso quando un bar sulla spiaggia mi ha chiesto solo 50 centesimi per mezzo litro d’acqua. Non mi capacito come la stessa bottiglia a Bologna costi esattamente il doppio quando i mezzi di trasporto incidono in modo notevolmente inferiore rispetto all’isola del Dodecaneso. E’ curioso notare quante cabine del telefono siano presenti sull’isola e la cosa interessante è che la gente le utilizza nonostante i quattro gestori telefonici di rete mobile.

I luoghi sono davvero incantevoli, con pochi euro è possibile visitare le isole vicino a Kos come Kalymnos, l’isola più grande del Dodecaneso, meglio conosciuta come l’isola delle spugne. Fino alla fine dell’ottocento tutte le spugne usate in Europa provenivano da questa isola (oggi in commercio si trovano solo quelle sintetiche). I pescatori s’immergevano a basse profondità per trovare queste spugne, poi con l’introduzione degli scafandri potevano scendere sempre più in profondità ma nessuno aveva spiegato loro le tecniche di immersione e molti pescatori morivano per embolia, fu un medico inglese che negli anni ’20 impiantò a Kalymnos una scuola d’immersione e da quel momento la mortalità diminuì drasticamente. Ad un’ora di nave da Kos è possibile visitare un piccolo gioiellino nell’Egeo, l’Isola di Nysiros, un’isola vulcanica. L’ultima eruzione risale a circa due secoli fa ma è comunque un vulcano attivo e lo si capisce camminando all’interno del suo cratere; suggerisco di non indossare gli infradito! Invece a dure ore di nave da Kos si è già in Turchia dove si può visitare la nota località turistica di Bodrum. In questa località di mare si respira la cultura islamica con la sua medina, le sue moschee dove è molto facile perdersi per le stradine che salgono su per la montagna. I muezzin in questo senso mi sono stati molto utili quando non trovando più la strada per tornare al porto, annunciando il momento della preghiera mi hanno condotto verso la moschea vicino. Ho parlato con uno degli Iman che aveva una gran voglia di raccontarmi i loro riti, purtroppo il suo turco mescolato al greco non mi è stato troppo chiaro.

L’ultimo giorno cedo alla moda del momento, che fa molto teenager, imbarcarsi su un caicco per tuffarsi nelle acque cristalline di qualche piccola isoletta. Sulla barca trovo una coppia di Southampton, mi dicono di non essere mai stati in Italia e che pensano di venire l’anno prossimo, mi hanno chiesto se anche in Italia, a seguito della crisi, i prezzi sono scesi come in Grecia per invogliare il turismo. Ho suggerito ai miei cari amici di aspettare ancora un po’.

Federico Bastiani