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di Francesca Bertha

Gite e relax nel verde tra un giro in bici e una cena sfiziosa: un weekend a Gavi

passeggiata nel centro storico di gavi

giorno 07/04/2017

Sul cartello che indica la strada che dobbiamo percorrere, c’è scritto Gavi Ligure. Non è un errore, anche se ci troviamo nel Basso Piemonte, ma un toponimo che racchiude in sé la particolarità di questo territorio al confine tra la Liguria e il Piemonte. Gavi è famosa per il suo vino bianco, il Cortese di Gavi docg, coltivato sulle colline circostanti che caratterizzano un paesaggio chiaramente monferrino. Ma nella sua architettura e nel suo dialetto si riconosce altrettanto evidentemente l’impronta ligure che ben sei secoli di appartenenza al Genovesato hanno lasciato su questa città.
Attraversato dal torrente Lemme, Gavi sorprende con i suoi colori vivaci, molto liguri, e affascina con i suoi terrazzi fioriti, con i suoi muri affrescati dalle tonalità pastello che spiccano sullo sfondo verde scuro delle colline che abbracciano l’abitato.
Iniziamo la nostra passeggiata lungo una stradina che costeggia il centro storico e ammiriamo le vecchie casette che si affacciano sulle colline e sui vigneti. Qui le atmosfere rurali si mischiano alla storia e all’arte, presente a ogni angolo. Come prima sorpresa, ci imbattiamo in una simpatica torretta attraverso i cui archi si apre una vista mozzafiato sulla vegetazione circostante: si tratta del Portino, una costruzione duecentesca, unica superstite delle quattro porte di accesso al borgo che un tempo erano parti integranti di un sistema di mura che scendevano dal Forte circondando l’intero abitato di Gavi.
Il Forte è il monumento più imponente di Gavi: è una fortezza militare di notevoli dimensioni che sovrasta la città. Ben visibile da ogni stradina, ricorda ai gaviesi la loro storia, costellata anche di numerose battaglie in cui la città ha dovuto difendersi dal nemico. Non c’è da meravigliarsi se una costruzione così particolare è capace anche di stimolare la fantasia degli abitanti, dando vita a delle leggende. Se ogni castello che si rispetti, vanta la presenza almeno di un fantasma, una fortezza non può certo accontentarsi di meno di un intero esercito di fantasmi: è esattamente quanto starebbe accadendo a Gavi. C’è chi giura di aver visto in tempi recenti un esercito di agguerrite milizie romane marciare verso il Forte, mentre si udivano gli inni al dio Marte cantati a squarciagola dai soldati.
Oggi Gavi è meta del turismo enogastronomico e viene scelta dai viaggiatori amanti dei paesaggi collinari e del buon vino, secoli fa fu invece tappa dei pellegrini in viaggio verso il santuario di San Giacomo di Compostela. Scopriamo infatti che la bellissima chiesa di San Giacomo Maggiore, di cui abbiamo appena ammirato la facciata in purissimo stile romanico, fu costruito sui resti di un ospizio per i pellegrini.
Il nostro “pellegrinaggio” turistico continua nella direzione del santuario di Nostra Signora della Guardia, nei pressi del quale raggiungeremo la nostra dimora per questo weekend, la Tenuta della Guardia. Per visitare il santuario ci basta percorrere in pochissimi minuti di auto, senza l’utilizzo del navigatore, una comoda strada asfaltata che dopo poche curve ci porta sul colle dei Turchini dove si erge il luogo di culto mariano avvolto in un’atmosfera di pace carica di storia e intrisa di leggende. La prima cappella con la statua in onore della Vergine della Guardia fu costruita infatti nel 1746, a seguito del voto di un certo Giacomo Bertelli che durante l’assedio dell’esercito austro-sardo promise che se la sua casa fosse stata salva, avrebbe costruito un luogo di culto dedicato alla Vergine. Successivamente, nel 1817 fu invece un evento ritenuto miracoloso, una pioggia abbondante invocata con una processione dopo un duro periodo di siccità a convincere il sacerdote Tommaso Bertelli a erigere un vero e proprio santuario, i cui lavori furono ultimati nel 1861.