Museo delle Civiltà Anatoliche

Da vedere  / museo
Luogo
Turchia  ,  Ankara
Indirizzo
Gözcü Sokak 2, Ulus
Indicazioni
Metro: Ulus
Contatti
Telefono: 3243160
Prezzi
ingresso 15
Orari
apr-ott 8.30-19, nov-marzo 8.30-17

Il modo migliore per avvicinarsi alla complessa trama che compone l'antico passato turco è una visita al Museo delle Civiltà Anatoliche, un'eccellente struttura che ospita il fior fiore dei manufatti rinvenuti nei più importanti siti archeologici dell'Anatolia.

Il museo è allestito all'interno di un bedesten (mercato) del XV secolo magnificamente restaurato. Dieci cupole ne sormontano la parte centrale, adorna di statue e bassorilievi, mentre nella sala circostante sono conservati i reperti risalenti alle prime civiltà che popolarono l'Anatolia a partire dal Paleolitico, proseguendo con quelle del Neolitico, dell'Età del Rame, dell'Età del Bronzo e poi ancora con gli assiri, gli ittiti, i frigi, gli urartei e i lidi. Le sezioni ai piani inferiori custodiscono manufatti del periodo classico greco e romano e ospitano una mostra dedicata alla storia di Ankara. Per evitare la calca delle comitive dei tour organizzati e delle gite scolastiche, conviene iniziare la visita di prima mattina.

Le esposizioni si succedono in ordine cronologico lungo un percorso a spirale: cominciate con la mostra dedicata al Paleolitico e al Neolitico nella sala a destra dell'ingresso, poi procedete in senso antiorario fino al termine del percorso di visita, nella sala centrale.

Qui troverete alcuni reperti provenienti da Çatalhöyük, a sud-est di Konya, uno dei siti neolitici più importanti al mondo, oltre alla riproduzione dell'interno di una delle abitazioni tipiche rinvenute nella regione, una delle più celebri sculture della dea madre portate alla luce durante gli scavi e dipinti murali raffiguranti scene di caccia.

Potrete ammirare anche alcuni reperti rinvenuti a Kültepe, una colonia commerciale assira dove aveva sede uno dei bazar più antichi e ricchi del mondo. I pezzi esposti comprendono tavole di argilla cotta risalenti agli inizi del II millennio a.C., ritrovate nel sito.

Una delle splendide figure ittite di tori e cervi esposte nella sala adiacente è diventata l'emblema di Ankara. Gli ittiti erano soprattutto noti per i loro enormi bassorilievi, e i migliori rinvenuti - per la più nella zona di Hattuşa –, sono esposti nella sala centrale.

Le ultime sale del museo conservano invece quasi tutti i ritrovamenti portati alla luce nella capitale frigia di Gordio, compresi alcuni straordinari mobili di legno intarsiato. Tra le opere figurano anche dei blocchi di calcare con iscrizioni simili all'alfabeto greco ma tuttora indecifrabili e vasi rituali con testa di leone e ariete, che provano l'elevata qualità raggiunta dai frigi nella lavorazione dei metalli.

Il museo custodisce anche i manufatti della civiltà di Urartu. La presenza di ricchi giacimenti di metallo spinse gli urartei ad affinare le proprie abilità nella loro lavorazione, diventando i principali produttori di oggetti metallici dell'Anatolia, come dimostrano i coltelli, i morsi per cavalli, i piatti votivi e gli scudi qui esposti. Ci sono anche figure di terracotta di dèi antropomorfi, alcuni dotati di lunghe code di scorpione che indicano la loro natura divina, e manufatti neo-ittiti.

Ai piani inferiori, i reperti del periodo classico e le mostre dedicate alla storia della regione forniscono un quadro della cultura locale. Gli scavi hanno portato alla luce una strada romana vicino alla colonna di Giuliano. Come nota conclusiva, vi segnaliamo che anche Ankara espone il suo "anello mancante" nella catena evolutiva: l" Ankarapithecus, un primate di 30 kg che si cibava di frutta, risalente a 9,8 milioni di anni fa.