Wallis E Futuna:

    Mete interessanti

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    Chiese

    In queste isole devotamente cattoliche la percentuale di chiese per numero di abitanti è elevata, e quasi tutte meritano una visita anche solo per le loro navate piacevolmente fresche. La splendida Chiesa di San Giuseppe, la più antica di Wallis, è una meta da non perdere per il suo caleidoscopio di motivi geometrici, scene bibliche e motivi a forma di pesce. Più vicina a Mata Utu, la Chiesa del Sacro Cuore assomiglia a un alto faro che torreggia ai margini della strada ed è davvero interessante.
    A Futuna, la Chiesa di Pierre Chanel, che prende il nome dal santo patrono dell’Oceania, è una meta assolutamente prioritaria per la sua originalità. Vi si trovano infatti le reliquie del santo, alcuni dei suoi abiti e la mazza da guerra che si dice l’abbia ucciso. La Chiesa di Leava è altrettanto suggestiva, con le sue sculture lignee, che ritraggono personaggi maschili a braccia aperte, disposte lungo le pareti laterali a sostegno del tetto.

    Futuna

    Futuna è un po’ più sonnolenta e legata alle tradizioni rispetto a Wallis. Priva di laghi vulcanici e di lagune, l’isola non offre molto altro che qualche bella chiesa, un interessante fale fono di fattura tradizionale nel villaggio di Vaisei e l’opportunità di osservare la gente del posto mentre partecipa alla cerimonia della bevuta di kava. Il paesaggio locale è caratterizzato purtroppo anche da un mucchio di immondizia. Se avete optato per un’escursione di un giorno o due, trascorrerete buona parte del tempo sulla spiaggia di Alofi. Prima di proseguire il vostro viaggio nel Pacifico, ricordate che uno dei pochi pregi di Futuna sono i suoi supermercati ben forniti di champagne francese.

    Wallis

    Le origini vulcaniche di Wallis, l’isola principale dell’arcipelago, sono evidenti nei suoi numerosi laghetti che riempiono antichi crateri. Si tratta dell’isola più animata e popolosa dell’arcipelago, che offre inoltre diversi video-shop e persino delle serate in discoteca nel fine settimana! È dunque la tipica isoletta del Pacifico, il cui fascino dimesso risiede anche nella sua laguna, nelle chiese, nei laghi vulcanici e nei siti archeologici. Mata Utu è il più importante centro abitato, mentre le altre attrattive si raggiungono percorrendo la strada che segue tutto il perimetro dell’isola.
    Il centro di Mata Utu è un misto di sacro e profano, con la cattedrale che spunta in mezzo a ristoranti, un albergo, un negozio di artigianato, il Palazzo del Re e l’ufficio postale. A pochi passi in direzione ovest troverete la stazione di polizia, l’ufficio della compagnia aerea e l’Uvea Shopping Centre, mentre gli altri ristoranti e alberghi si trovano tutti nelle vicinanze.
    Circa 9 km a sud di Mata Utu ecco Talietumu, magnifico ma poco conosciuto sito archeologico che ospita alcuni insediamenti fortificati eretti dai tongani, che invasero l’arcipelago intorno al 1450. Tonga Toto è un altro importante sito archeologico di Wallis: il suo nome vuol dire ‘il sangue dei tongani’ e si riferisce alla ferocia dell’invasione.
    Il Lago Lalolalo è il più spettacolare tra tutti i laghi vulcanici di Wallis: forma un cerchio quasi perfetto con la sua parete rocciosa alta 30 m che scende verso le acque di pece, a loro volta profonde 80 m. Si dice che l’esercito americano abbia nascosto degli armamenti in questo lago alla fine della seconda guerra mondiale. A Wallis ci sono poche belle spiagge, perciò sono i numerosi isolotti (perlopiù disabitati) della circostante laguna a offrire i luoghi più adatti ai bagni e ai picnic: le località migliori da questo punto di vista sono Faioa, Nukuhione e Nukuhifala.

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