Wallis E Futuna:

    Cultura

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    A Wallis e Futuna vivono circa 14.000 persone, e quasi tutte abitano nell’Isola di Wallis, che è la più grande. A causa della precaria economia locale, circa 20.000 persone si sono trasferite in Nuova Caledonia. Nell’arcipelago vivono inoltre 800 persone di nazionalità francese, e tre sovrani e un’assemblea territoriale di venti membri garantiscono che venga rispettata la volontà locale pur in seno all’amministrazione francese.

    Pochissimi abitanti dell’arcipelago parlano inglese, quindi avrete bisogno di un frasario francese; ogni isola, inoltre, ha un proprio dialetto: il wallisiano è simile al tongano, mentre la lingua che si parla a Futuna assomiglia al samoano, a testimonianza dei legami storici tra queste due isole.

    La religione ha un posto speciale nella vita quotidiana di Wallis e Futuna. Come in quasi tutte le altre isole del Pacifico, una lunga sequela di missionari ha formato una popolazione devotamente cristiana, ma Wallis e Futuna hanno anche dato il santo patrono all’Oceania, san Pierre Chanel. Le numerose chiese disseminate nell’isola, persino nella disabitata Alofi, celebrano la fede di questa popolazione e assistendo alla messa in una di esse sarete colpiti dalla vivacità dei colori, dalla profusione di fiori e dai gioiosi canti.

    Nonostante i cambiamenti apportati dal cristianesimo e dalla colonizzazione francese, molte tradizioni locali sono tuttora vive e seguite dagli abitanti, soprattutto a Futuna. La pesca e l’agricoltura continuano a offrire sostentamento e a garantire uno stile di vita peculiare alla maggioranza della popolazione, e quasi tutti gli indigeni vivono nelle tradizionali fale (case) ovali con tetto di paglia aperte sui lati.

    La preparazione rituale e la cerimonia in cui si beve la celebre bevanda alcolica del Pacifico – la kava – è tuttora importantissima a Futuna, anche se gran parte dei cibi e delle bevande sono importati e ovunque troverete birra Foster’s australiana, vino francese e alimenti neozelandesi, australiani ed europei: una combinazione ottima se vi piace abbinare il foie gras con la tintarella, ma molto meno interessante se invece gradireste assaggiare qualche specialità locale. Una pessima abitudine locale è quella di abbandonare i vuoti di birra Foster’s in mucchi lungo le strade: date il buon esempio e buttate nell’immondizia la bottiglia dopo aver bevuto.

    In entrambe le isole troverete alcune splendide tapa (tessuti confezionati con le fibre del gelso e dell’albero del pane). La lavorazione artistica del legno è un’altra attività importante: le maestose tanoa, le ciotole di legno utilizzate per la preparazione della kava, sono prodotte a Futuna. Facendo a gara nel chi le realizza più grandi, alcuni abitanti dell’arcipelago hanno delle tanoa che misurano oltre un metro di diametro!

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