Apia
Apia, sull’Isola di ‘Upolu, è la capitale delle Samoa, oltre a essere l’unico posto che possa veramente definirsi una città. Nonostante i tocchi di modernità, come per esempio le banche e i punti vendita di hamburger, Apia conserva il pittoresco charme derivante dalla sua storia. È come se lo spirito di tutti i commercianti, gli uomini di mare, i pirati, i balenieri e i missionari falliti che si sono arenati sulle sue spiagge fosse ancora presente nell’aria un po’ decadente della città o nei vecchi alberi di pula che fanno ombra sulle strade. Dal centro della città, i graziosi e ordinati quartieri di Apia si estendono verso ovest lungo la zona costiera e si arrampicano sui dolci declivi delle colline.La torre dell’orologio in centro città è un monumento commemorativo ai caduti della seconda guerra mondiale e costituisce un punto di riferimento per coloro che cercano di orientarsi in città. Immediatamente a ovest della torre dell’orologio si trova il mercato delle pulci che ha bancarelle di artigiani con ogni tipo di merce, dal vestito a buon mercato, ai siapo (fogli di corteccia tinti), alle ciotole di ‘ava e agli articoli di gioielleria in noce di cocco. A sud della torre dell'orologio si trova anche un mercato centrale, il Maketi Fon, con un'ampia scelta di prodotti freschi ai prezzi più bassi del Pacifico. Nei paraggi di Apia è disseminato un gran numero di chiese, la maggior parte delle quali sono cattoliche e sorgono proprio sul litorale cittadino. La chiesa anglicana, di dimensioni più ridotte, ha belle vetrate policrome, mentre presso la chiesa della congregazione cristiana troverete le ossa dello sfortunato reverendo John Williams.
L’Aggie Grey’s Hotel, così chiamato dal nome della sua famosa e scontrosa proprietaria (che si crede abbia ispirato a James Michener il personaggio di Bloody Mary), offre delle fale che portano il nome delle star del cinema che vi hanno alloggiato ed ha un’atmosfera esotica. È molto costoso ma le bevande al bar sono abbastanza economiche, inoltre l’aria che vi si respira è rilassata e ci si sente a proprio agio. La strada principale di Apia è Beach Road, che segue la curva dell’ampio e gradevole porto. La stazione degli autobus e il mercato principale si trovano un paio di isolati a sud del centro, mentre la banchina si trova all’estremità orientale del porto. L’aeroporto di Fagali’i è situato pochi chilometri a est di Apia e può essere raggiunto in autobus o in taxi.
La costa meridionale di ‘Upolu
La costa meridionale di ‘Upolu è un susseguirsi di spumeggianti spiagge orlate di palme dove potrete stendervi e godervi un’idilliaca vita da spiaggia. La prima è conosciuta con l’evocativo nome di Return to Paradise Beach ('spiaggia del ritorno al paradiso'), e fu resa famosa da Gary Cooper nel film Samoa (1953). Non è proprio la spiaggia ideale per chi vuole nuotare (ma anche il film non era un granché!): il frangersi delle onde e la presenza della barriera corallina a pelo d’acqua rendono pericolosa la balneazione, ma è comunque un posto molto pittoresco per un picnic.La spiaggia successiva è Matareva, una serie di piccole insenature riparate e di pozze d’acqua poco profonda scavate nella roccia; tutte queste caratteristiche la rendono il luogo ideale per fare snorkelling. Più a est incontriamo Salamuma Beach e Aganoa Black Sand Beach e qui potrete sbizzarrirvi a nuotare, mentre all’estremità della baia ci sono altre scogliere per fare snorkelling. Se continuate a seguire la costa, alla fine raggiungerete la punta più orientale di ‘Upolu e qui troverete le barriere coralline di Aleipata. Questa è una delle più belle zone di Samoa perché la barriera corallina assume la colorazione di un turchese brillante; chi ama nuotare troverà spiagge molto graziose. Come sempre a Samoa, ricordatevi di chiedere alla gente del posto il permesso prima di immergervi, e non sorprendetevi se vi viene chiesto di pagare un piccolo dazio (per l’utilizzo delle risorse del villaggio).
Ci sono vari modi per girare la regione della costa meridionale. Potete prendere un autobus da Apia, ma scoprirete che località attigue geograficamente, possono risultare lontanissime a seconda della disposizione dell’autista. Noleggiare una vettura potrebbe essere un’alternativa più affidabile, anche se a volte può risultare difficile trovare la benzina. I taxi vi accompagneranno quasi ovunque sull’isola, ma mettetevi d’accordo sul prezzo prima di salire in macchina. Potete anche spostarvi in bici lungo la costa: in alcuni punti potrebbe risultare un po’ faticoso ma è sicuramente il mezzo che vi darà più soddisfazione. Almeno avrete sempre la possibilità di rinfrescarvi in una delle spiagge a portata di mano (ricordate sempre di chiedere il permesso!).
Papasee’a Sliding Rock
Persino il nome è divertente. Il Papasee’a Sliding Rock è uno scivolo di 5 m lungo una cascata che si getta direttamente in un laghetto nella giungla. Lo scivolo, fatto di vera roccia, potrebbe spaventare anche il più incallito degli avventurieri, ma ci sono tanti altri piccoli scivoli tra i quali scegliere se il più grande vi intimidisce eccessivamente.Per arrivarci prendete l’autobus dal mercato principale di Apia e quindi camminate per i restanti 2 km fino allo scivolo.
Robert Louis Stevenson Museum
A soli 4 km da Beach Road, ad Apia, si trova Vailima, la casa di Robert Louis Stevenson, splendidamente restaurata ed ora adibita a museo. Ci sono abbastanza oggetti da intrattenervi per un’intera mattinata, ma la cosa più interessante è la lapide funeraria di Stevenson che si trova alle spalle di Vailima, su un ripido pendio. Il sito della tomba sovrasta l’area della città, il bianco orlo della barriera corallina e l’orizzonte lontano. Quando lo scrittore morì, gli abitanti di Upolu lavorarono per 24 ore consecutive per aprire un sentiero fino alla cima della collina, così che il corpo del loro beneamato tusitala (‘il narratore di favole’) potesse essere sepolto il giorno successivo con tutti gli onori. La lapide riporta gli ultimi due celebri versi dell’elegia 'Requiem' di Stevenson: Home is the sailor, home from the sea,/And the hunter home from the hill (rientrato il marinaio, rientrato dal mare/ e rientrato dal monte il cacciatore).Per arrivarci prendete un taxi o un autobus da Apia.
Savai’i
Savai’i è una delle più grandi isole della Polinesia, ma anche una delle meno popolate. È un’isola incontaminata che mostra solo pochi segni dell’influenza occidentale e la sua popolazione ha mantenuto uno stile di vita persino più tradizionale rispetto a quello di ‘Upolu. Le spiagge sono di prima categoria e i posti che non sono adatti per il nuoto sono comunque perfetti per fare snorkelling. Se vi stancate delle spiagge e della barriera corallina, potrete dirigervi verso la parte interna di Savai’i, altrettanto interessante.La Tafua Peninsula Rainforest Preserve è uno dei tratti di foresta pluviale più belli e accessibili, con i suoi ampi tratti di aspra costa in pietra lavica costellata di grotte e di soffioni lavici. I campi di lava del Matavanu (Matavanu Lava Fields), formatisi quando il vulcano sputò lava fusa per circa sei anni all’inizio del XX secolo, costituiscono ora un impressionante paesaggio lunare; una passeggiata attorno al cratere del vulcano è d’obbligo per gli appassionati d’archeologia. L’altro tratto di foresta pluviale di Savai’i è la Falealupo Preserve, dove è possibile salire in cima a un maestoso baniano. Per pochi soldi in più vi verrà data la possibilità di mangiare e dormire lassù.
Nella parte meridionale di Savai’i, non lasciatevi sfuggire i soffioni lavici dell’Alofaaga presso Taga (Taga Blowholes). Non si tratta di semplici soffioni: in tutto il mondo vi sarà difficile trovare qualcosa di simile. Le Cascate di Olemoe, sempre a sud, si tuffano nelle acque cristalline di una pozza blu scuro circondata dalla vegetazione della giungla; è un posto splendido per nuotare e fare immersioni. Nel sud di Savai’i è conservata anche la più antica e vasta struttura di tutta la Polinesia, il tumulo di Pulemelei.
Potete raggiungere Savai’i in aereo, con voli dall’aeroporto Fagali’i di Apia; l’atterraggio è previsto all’aeroporto di Ma’ota, nella zona sud-orientale dell’isola; oppure potete arrivarci con la barca che fa da spola tra la banchina di Mulifanua su ‘Upolu e quella di Salelologa su Savai’i.
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