Micronesia:

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    Kosrae

    Kosrae è una delle aree meno sviluppate e meno rovinate della Micronesia, un posto tranquillo che mantiene ancora un certo aspetto di innocenza. L'isola principale, di origine vulcanica, misura 109 kmq e al suo interno vi si trova un'inesplorata foresta tropicale. La costa, una scogliera primitiva e frastagliata, è intervallata da spiagge sabbiose e paludi di mangrovie. Gli abitanti sono persone semplici e disinvolte. Vista la scarsa presenza di turisti sull'isola è raro che ci siano più di una dozzina di visitatori per volta e la gente del luogo si dimostra amichevole verso i nuovi arrivati.
    Sulla vicina isola di Lelu vi sono imponenti rovine che risalgono al XIV secolo, quando Kosrae rivestiva un ruolo dominante nella regione. I sobborghi della splendida città fortificata sono stati abbattuti lasciando alle rovine l'aspetto di un'antica e misteriosa località pari a ciò che ci si aspetterebbe di incontrare camminando per ore attraverso una fitta foresta. Nel punto più alto dell'isola, Lelu Hill, vi sono numerose grotte e tunnel che furono utilizzati dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale.
    A Kosrae vi è un'intatta barriera corallina in prossimità della costa, adatta per gite in barca o immersioni. Si può facilmente vedere sott'acqua fino a 30 m di profondità, in estate anche fino a 60 m. Il Blue Hole nella baia di Lelu ospita coralli, pesci leone, ricci e barracuda. Più a sud, nella splendida grotta Hiroshi's Point, si trovano stupendi coralli e squali martello. All'ingresso della baia di Lelu, a circa 20 m di profondità, vi è il relitto di un aereo da ricognizione americano. Nelle vicinanze ci sono anche due navi giapponesi e i resti di una baleniera.
    Gli alberghi a Kosrae sono pochi e non particolarmente economici. Il campeggio è un concetto che non rientra nella mentalità dell'isola, tuttavia qualche isolano disponibile vi potrà aiutare a trovare un luogo adatto per montare la tenda. I voli tra Guam e Honolulu fanno generalmente scalo a Kosrae e vi sono piccoli aerei che collegano l'isola con Pohnpei e con il vicino atollo Majuro nelle Isole Marshall.

    Pohnpei

    Con la sua lussureggiante vegetazione, le colline ricoperte da una fitta giungla e i suoi fioriti ibischi, Pohnpei rispecchia l'immagine tipica delle isole dei mari del sud, anche se molto umida. L'isola principale, 334 kmq, è la più estesa di tutti gli Stati Federati di Micronesia. Di forma pressoché circolare, è contornata da piccole insenature e sporgenti lingue di terra. La costa è prevalentemente una bassa palude di mangrovie, ma nella laguna tra Pohnpei e la vicina barriera corallina ci sono molte piccole isole con piacevoli spiagge.
    Nan Madol, l'antica città di pietra adagiata su un centinaio di isolotti artificiali vicino alla costa sud-orientale, è il più importante sito archeologico della Micronesia. La città fu costruita su pilastri di basalto durante la tirannica dinastia Saudeleur che dominò nel XIII secolo. La più grande struttura ancora in piedi è il Nan Douwas, le cui mura perimetrali si innalzano per 8 m e gli edifici interni contengono cripte funerarie. Nonostante siano stati distrutti numerosi templi, volte, sale da bagno e piscine, Nan Madol riserva ancora un notevole ed emozionante impatto. Lo spettacolo naturale più imponente di Pohnpei è la Sokehs Rock, una parete di basalto liscia e verticale alta 180 m che può essere scalata da chi ama l'avventura.
    La città principale è Kolonia, piuttosto estesa rispetto agli standard locali, ma che conserva ancora il carattere di piccolo centro. Palikir, a 8 km di distanza, è la capitale degli Stati Federati di Micronesia, e qui si trovano l'aeroporto e la maggior parte degli alberghi e dei ristoranti dell'isola. Vi sono voli frequenti da Honolulu e Guam e collegamenti con gli altri aeroporti della Micronesia.

    Chuuk

    Piena di colori, vitale e di forma irregolare, Chuuk (in passato Truk), comprende 15 isole principali, 92 isole minori e più di 80 isolotti all'interno della laguna. Ciò che più richiama i turisti sono le rovine sommerse e qui i più entusiasti sono sicuramente i sub. Sul fondo della laguna i resti dell'intera flotta giapponese ricordano la più grande sconfitta navale della storia. Ogni relitto ha la sua particolarità, alcuni sono disposti verticalmente, alcuni intatti, altri in pezzi. Le stive sono piene di cannoni, automezzi e aerei da combattimento, nei locali adibiti a mensa si trovano ancora piatti, stoviglie d'argento e bottiglie di sake, e gli scheletri dei marinai giacciono ancora sepolti nel mare.
    Le abitazioni di Chuuk sono generalmente dipinte con contrasti di diversi colori brillanti e la vita scorre intorno a esse scandita da ritmi tranquilli. Nelle giornate più calde, le donne dei villaggi si recano lungo i fiumi a lavare panni mentre i bambini gironzolano nudi nelle vicinanze. Qui scoprirete che l'attività più appagante a cui dedicarsi è stare nella parte occidentale della laguna di Weno, l'isola principale, a guardare il tramonto sulle isole Faichuk. La maggior parte degli alberghi si trova a Weno, ma ci sono alcune sistemazioni anche sulle altre isole. Weno è collegata a Pohnpei e Guam da brevi voli interni che fanno scalo sulle varie isole.

    Yap

    Yap, la terra delle giganti monete di pietra, è la regione più tradizionale della Micronesia. Molte persone indossano abiti occidentali ma ancora molta gente porta coloratissime fasce intorno ai fianchi e alcune donne vestono soltanto gonne di foglie di ibisco intrecciate. Tutti masticano noci di betel.
    Yap è composta da quattro isole, Yap, Tomil-Gagil, Map e Rumung. Al contrario delle altre isole della Micronesia, Yap è formata da terra emersa dalla zolla continentale asiatica, di conseguenza il paesaggio è caratterizzato più da valli e colline arrotondate che non da montagne a picco e ripide gole. La maggior parte delle 134 isole esterne non sono altro che sottili strisce di corallo e sabbia leggermente più alte del livello del mare. I tifoni qui sono noti per aver spazzato via intere isole.
    Le diverse comunità sono collegate fra loro da secolari sentieri di pietra e nei villaggi le case vengono ancora costruite con l'elaborato sistema tradizionale che utilizza legno, paglia, corde e bambù. È una società in cui vige ancora il sistema delle caste e dove i capi villaggio hanno così tanto potere da essere eletti pubblici ufficiali. Le monete di pietra sono ancora utilizzate per alcuni scambi tradizionali, mentre i dollari americani fanno la loro parte nelle transazioni comuni. Gli Yapesi non gradiscono i turisti che cercano sfacciatamente di immortalarli con gli apparecchi fotografici, ma si dimostrano disponibili verso coloro che ne rispettano i costumi e la cultura.
    Le sistemazioni vanno dalle più economiche guesthouse nei villaggi tradizionali ai più confortevoli alberghi turistici. Yap è raggiungibile con voli diretti da Guam e Palau.

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