Kiribati:

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    Tabuaeran

    Quest'isola era disabitata quando gli europei la videro per la prima volta, ma gli archeologi hanno trovato tracce della permanenza di una popolazione 'locale' (probabilmente proveniente dalle Tonga) risalenti a un periodo precedente l'arrivo degli europei. Durante il XIX secolo la Fanning Island Plantations Ltd Company decise che l'isola era di sua proprietà e iniziò a sfruttarne le piantagioni di cocco per produrre la copra. Oggi Tabuaeran è abitata da una piccola e tranquilla comunità di 1900 anime. Lungo gran parte della costa ci si può dedicare al nuoto, allo snorkelling e alle immersioni. Tabuaeran è situata 3130 km a nord-est di Tarawa ed è difficile da raggiungere, a meno che non possediate uno yacht o riusciate a ottenere un passaggio.

    Kiritimati (Isola di Natale)

    L'isola di Kiritimati è il più grande atollo corallino del mondo ed è disseminata di oltre 100 laghi o stagni che offrono nutrimento a un enorme numero di uccelli. Sulla costa orientale vi è una grande baia chiamata Bay of Wrecks ('baia dei relitti'), per via delle numerose navi qui affondate. I villaggi principali sono London, Paris e Banana. Le estese piantagioni di palme da cocco forniscono la materia prima per l'industria della copra, mentre in alcuni dei laghi sono stati creati dei vivai; l'isola ha anche un impianto a energia solare per la produzione del sale e per dissalare l'acqua. A Kiritimati vi sono inoltre strutture per la pesca e un albergo. È opinione comune che le bombe all'idrogeno testate nella zona dalla Gran Bretagna, negli anni '50 e '60, non rappresentino un rischio per la salute. L'isola ha una superficie pari alla metà di quella dell'intero Kiribati ed è possibile che in futuro venga sviluppata come centro economico alternativo a Tarawa, che si trova 3260 km a ovest. Kiritimati è collegata alla capitale da aerei e navi.

    Sporadi Equatoriali Meridionali

    Malden, Starbuck, Vostok, Caroline e Flint sono basse isole coralline disabitate che hanno una storia comune. Furono scoperte da vari visitatori europei, riscoperte da altri europei, battezzate con nomi differenti per tutto il XIX secolo e quindi sfruttate per l'estrazione di fosfato o coltivate a palma da cocco, alcune con successo altre no. Tutte queste isole, con l'eccezione di Vostok, recano i segni dell'industria mineraria. Le piattaforme con la parte anteriore in pietra e le tombe rinvenute a Malden e Caroline indicano che queste due isole erano un tempo abitate da polinesiani. Negli anni '50 e '60, quando la Gran Bretagna compiva i suoi test nucleari nella zona, i soldati inglesi erano di stanza a Malden. Il mezzo più comodo per raggiungere oggi le isole, che si trovano rispettivamente 3521 km e 4043 km a sud-est di Tarawa, è uno yacht privato.

    Banaba

    Banaba si trova a ovest dell'Arcipelago delle Gilbert e immediatamente a sud dell'Equatore. L'isola è stata quasi completamente deturpata dagli scavi per l'estrazione del fosfato, che hanno lasciato uno strano paesaggio fatto di desolati pinnacoli di corallo che sporgono dalla roccia bianca infuocata e di macchinari arrugginiti. Gli abitanti, 270 nella cittadina di Ooma, vivono in una zona al margine della vegetazione risparmiata dagli scavi. Sono i pochi rimasti nella madrepatria dopo che la maggioranza della popolazione è emigrata sull'isola di Rabi, nelle Fiji (dove ha dovuto acquistare lotti di terreno), alla fine della seconda guerra mondiale. Gli isolani sono ancora molto attaccati alla loro cultura tradizionale e mantengono i legami con i parenti trasferitisi a Rabi. Banaba (640 abitanti nel distretto amministrativo) è una curiosità ecologica, un'isola unica con straordinarie tradizioni devastata dall'industria mineraria; poiché le strutture sono limitate, dovrete ottenere l'autorizzazione del consiglio locale per poterla visitare. Non ci sono servizi passeggeri regolari per l'isola, ma potete provare a chiedere un passaggio a bordo di qualche yacht privato. Banaba si trova 600 km a sud-ovest di Tarawa.

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    Lettere - Kiribati - Suggerimenti, mete, curiosità

    Partenze discontinue
    di Renato Farinella
    Agosto 2001

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