La società delle Marshall è sempre stata stratificata e, nonostante la crescente occidentalizzazione e l'introduzione di un'economia capitalistica, la posizione sociale è ancora determinata più dal lignaggio che non dai risultati personali. I capi tradizionali continuano pertanto a esercitare una notevole autorità sulle terre e a decidere del loro impiego.
L'agricoltura sulle isole non è mai stata praticata con grande zelo. Il pesce e i frutti di mare costituiscono la fonte proteica principale. Il tonno, in particolare, è uno degli alimenti base. Altri alimenti fondamentali sono i frutti dell'albero del pane, le noci di cocco, la fecola di maranta, la patata dolce, il taro e la zucca. A mano a mano che prosegue il processo di occidentalizzazione del Pacifico, il cibo spazzatura statunitense ha iniziato a imporsi su quello tradizionale, sono dunque in crescita i disturbi collegati a questa alimentazione, come obesità, diabete, pressione alta e alcolismo.
Viaggiando tra le isole, i primi abitanti impararono a interpretare i moti ondosi, a riconoscere le posizioni delle stelle, e costruirono così le stick charts (le 'mappe nautiche') per annotare e tramandare le loro osservazioni ai navigatori meno esperti. Legando insieme strisce piatte di legno per riprodurre le onde e attaccandovi conchiglie di ciprea per rappresentare isole e atolli, questi consumati marinai riuscivano a memorizzare le rotte. Le 'mappe', infatti, non venivano portate durante il viaggio. Oggi, pochi isolani sono in grado di leggere queste peculiari carte nautiche, che tuttavia vengono ancora realizzate essendo divenute apprezzati souvenir.
Un altro manufatto tipico delle isole sono le canoe (anche se oggi sono sempre meno coloro che si dedicano alla loro costruzione). Le canoe walap di un tempo potevano raggiungere una lunghezza di 30 m e trasportare fino a 40 persone, più le provviste sufficienti per i viaggi in mare aperto che possono durare oltre un mese. Le canoe tipnol, più piccole e veloci, erano usate soprattutto per la pesca nelle lagune, così come le korkor, piccole canoe a bilanciere talvolta dotate di vela.
La lingua indigena e l'inglese sono entrambe lingue ufficiali sulle isole e sono parlate in tutto il paese. A riprova dell'attitudine generalmente amichevole degli isolani, il loro saluto tradizionale, yokwe yuk, significa 'amore a te'.
L'agricoltura sulle isole non è mai stata praticata con grande zelo. Il pesce e i frutti di mare costituiscono la fonte proteica principale. Il tonno, in particolare, è uno degli alimenti base. Altri alimenti fondamentali sono i frutti dell'albero del pane, le noci di cocco, la fecola di maranta, la patata dolce, il taro e la zucca. A mano a mano che prosegue il processo di occidentalizzazione del Pacifico, il cibo spazzatura statunitense ha iniziato a imporsi su quello tradizionale, sono dunque in crescita i disturbi collegati a questa alimentazione, come obesità, diabete, pressione alta e alcolismo.
Viaggiando tra le isole, i primi abitanti impararono a interpretare i moti ondosi, a riconoscere le posizioni delle stelle, e costruirono così le stick charts (le 'mappe nautiche') per annotare e tramandare le loro osservazioni ai navigatori meno esperti. Legando insieme strisce piatte di legno per riprodurre le onde e attaccandovi conchiglie di ciprea per rappresentare isole e atolli, questi consumati marinai riuscivano a memorizzare le rotte. Le 'mappe', infatti, non venivano portate durante il viaggio. Oggi, pochi isolani sono in grado di leggere queste peculiari carte nautiche, che tuttavia vengono ancora realizzate essendo divenute apprezzati souvenir.
Un altro manufatto tipico delle isole sono le canoe (anche se oggi sono sempre meno coloro che si dedicano alla loro costruzione). Le canoe walap di un tempo potevano raggiungere una lunghezza di 30 m e trasportare fino a 40 persone, più le provviste sufficienti per i viaggi in mare aperto che possono durare oltre un mese. Le canoe tipnol, più piccole e veloci, erano usate soprattutto per la pesca nelle lagune, così come le korkor, piccole canoe a bilanciere talvolta dotate di vela.
La lingua indigena e l'inglese sono entrambe lingue ufficiali sulle isole e sono parlate in tutto il paese. A riprova dell'attitudine generalmente amichevole degli isolani, il loro saluto tradizionale, yokwe yuk, significa 'amore a te'.



