Isole Cook:

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    Atiu

    Con i suoi bei panorami, le magnifiche spiagge e la scarsità di turisti, Atiu è forse il più bel tesoro nascosto delle Isole Cook. È anche una curiosità geologica: è infatti circondata da un anello di coralli fossilizzati e rialzati (un fenomeno detto makatea) largo un chilometro che, insieme alla collina alta 70 m con la cima piatta, fa assomigliare l'isola a un cappello con la tesa bassa e piatta.
    Fatta eccezione per Taunganui Harbour, dove l'acqua è profonda e limpida, non ci sono molti altri posti adatti al nuoto, me le belle spiagge sono l'ideale per passeggiare e prendere il sole. Molte distano solo un breve tratto dalla strada litoranea, ma per raggiungerne alcune bisogna camminare tra gli arbusti. Pare che la Oravaru Beach, sulla costa occidentale, sia il luogo in cui approdò il capitano Cook. Tra Tarapaku Landing e Oneroa Beach, sulla costa nord-orientale, ci sono le Three Grottoes (Tre Grotte), che si possono visitare solo quando il mare sul versante orientale dell'isola è calmo. Oneroa è un ottimo posto per trovare le conchiglie (o le scarpe vecchie, che sembrano concentrarsi tutte qui!). Con la bassa marea la laguna tra Takauroa Beach e Matai Landing si prosciuga a causa delle presenza di alcune doline, che diventano ottime per lo snorkelling. Nella fase di bassa marea si può anche camminare lungo la barriera corallina e raggiungere il Coral Garden, dove molti pesci tropicali rimangono intrappolati con il ritirarsi dell'acqua.
    La ripida strada che collega Tarapaku Landing con il Tengatangi Village attraversa piantagioni, campi di taro, macchie di papaie, makatea, foreste litorali e un lungo muro, il Vairakai Marae, costruito con 47 grandi pietre di calcare. Una volta arrivati in cima potete seguire un circuito che tocca i cinque villaggi dell'isola, tutti distanti un chilometro l'uno dall'altro. Da non perdere è il Fibre Arts Studio situato a Teenui, nel nord-ovest; si tratta di un laboratorio specializzato in tivaevae, le variopinte coperte che sono uno dei più famosi prodotti artigianali delle Isole Cook. Potete farvene fare una su misura oppure acquistare arazzi e borse.
    Verso l'angolo sud-orientale del circuito che collega i villaggi sorge la Atiu Island Coffee Factory, dove potete assistere alle varie fasi di produzione del caffè, dalla sgusciatura dei baccelli alla tostatura e all'imballaggio. Sono anche offerte la visita della piantagione e la degustazione. Sulla makatea vi sono decine di grotte, molte delle quali possono essere esplorate; è preferibile però ingaggiare una guida perché si corre il rischio di perdersi.
    Atiu e Rarotonga sono collegate da diversi voli al giorno; Atiu è anche servita regolarmente dalle navi mercantili che accettano a bordo i passeggeri.

    Suwarrow

    L'atollo di Suwarrow è uno dei più famosi delle Isole Cook grazie al lungo periodo che vi trascorse in solitudine lo scrittore neozelandese Tom Neale. I sei anni che egli passò qui in eremitaggio portarono alla creazione di An Island to Oneself, diventato ormai un classico della letteratura sui Mari del Sud. La camera di Neale è ancora arredata come quando la occupava lui. I visitatori che giungono a bordo dei loro panfili scrivono il loro nome sul diario lasciato nella stanza; di tanto in tanto arriva anche qualche pescatore di perle proveniente da Manihiki.
    Suwarrow è particolarmente famoso tra i velisti perché è uno dei pochi atolli delle Cook settentrionali con una laguna accessibile; la laguna è grande, ma le isole sono molto piccole e basse. Talvolta gli uragani sollevano onde che travolgono le isole coprendo completamente anche quelle più alte; è ciò che accadde nel 1942 durante il soggiorno a Suwarrow dello scrittore Robert Dean Frisbie, che sopravvisse insieme agli altri membri del suo gruppo legandosi alle piante.
    Oggi sull'isola vive solo un custode con la sua famiglia. L'unico modo per raggiungere Suwarrow è approfittare di una delle rarissime imbarcazioni che fanno servizio per l'atollo oppure venire con un panfilo privato.

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