L'Isola di Henderson è la più vasta delle quattro Isole Pitcairn. È inospitale per gli umani, ma una breve sosta potrebbe regalare ai birdwatcher dei momenti fantastici. È stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO nel 1988 grazie alla sua rara fauna ornitologica e ai suoi depositi di fosfati che non sono mai stati estratti (fatto davvero peculiare per un secolo tanto affamato di fosfati). L'isola si trova 168 km a nord-est di Pitcairn e la sua superficie è quasi otto volte maggiore di quella dell'isola principale. La sua superficie, emersa per l'azione di tre vulcani sottomarini - l'Adams, lo Young e il Bounty - è circondata per due terzi da una barriera corallina di recente formazione. Le sue scogliere alte 15 m sono costituite dalla vecchia barriera corallina e i coralli fossilizzati da cui è formata l'isola si cuociono al sole opponendo a chi li vuole scalare una superficie appuntita, bollente e friabile. L'interno dell'isola è ricoperto di dense macchie di cespugli, ma poiché a Pitcairn sono stati abbattuti tutti gli alberi di miro, ogni tanto gli isolani si recano a Henderson per raccogliere i pochi alberi che ancora vi crescono.
Gli unici mammiferi terrestri che popolano l'isola sono i ratti polinesiani, ma Henderson è abitata da quattro specie endemiche di uccelli terrestri: il rallo di Henderson (Nesophylax ater, una specie di trampoliere chiamato anche pollo di Henderson), il singolare lorichetto di Stephen (Vini stepheni), il piccione frugivoro di Henderson (Ptilinopus insularis) e l'uccello canoro di Henderson (Acrocephalus vaughani taiti). Sull'isola nidificano nove specie di uccelli marini e sei altre specie sono state occasionalmente avvistate; ogni tanto giungono a Henderson anche alcune tartarughe verdi marine in cerca di un luogo dove deporre le uova. Quando la marea lo consente, in una grotta situata nella zona settentrionale dell'isola una sorgente emette acqua dolce. Nel secolo scorso alcune persone sopravvissute a un naufragio hanno trovato nella grotta degli scheletri umani. Henderson può essere raggiunta quando gli abitanti di Pitcairn la visitano oppure con una nave da carico o per passeggeri.
Isola di Oeno
Il Capitano Henderson, troppo occupato a battezzare l'Isola di Henderson con il proprio nome, si imbatté nell'Isola di Oeno nel 1819, ma l'isola fu battezzata solo cinque anni dopo da alcuni balenieri americani. Due stretti passaggi scavati nella sua barriera corallina conducono nella laguna centrale, da cui si raggiunge la barriera esterna dopo altri 4 km. Nello spazio racchiuso dalla barriera corallina si trovano a ovest un'isola più grande ricoperta di palme che misura 3 km di lunghezza e 1 km di larghezza e, poco distante da questa, un minuscolo isolotto o banco di sabbia. Di tanto in tanto gli abitanti di Pitcairn si recano sull'isola per raccogliervi foglie di pandano da intrecciare per produrre delle borse oppure semplicemente per impigrirsi un po' sulla spiaggia. Anche Oeno, nel corso degli anni, ha assistito alla sua buona dose di naufragi, tra cui uno che ha prodotto conseguenze nefaste per gli abitanti di Pitcairn. Nel 1839 la Bowden naufragò sull'isola e il capitano e la sua truppa raggiunsero Pitcairn sulla scialuppa della nave. Durante le operazioni di salvataggio uno degli isolani contrasse la febbre tifoide e, una volta a casa, trasmise l'infezione che uccise 13 persone. Oeno può essere raggiunta solo se gli abitanti di Pitcairn vi si recano o tramite una nave passeggeri, un mercantile o uno yacht che passi di là.
Isola di Ducie
Nel 1791, un certo Capitano Edwards che navigava alla ricerca degli ammutinati del Bounty si imbatté in Ducie, 477 km a est di Pitcairn. Fortunatamente per gli ammutinati, Edwards non raggiunse Pitcairn, lasciandoli relativamente liberi di darsele di santa ragione. Edwards battezzò l'isola con il nome del suo protettore, Lord Ducie. L'isola è un tipico atollo corallino formato da un isolotto più grande e da tre più piccoli che racchiudono una laguna. L'isola principale, Acadia, è popolata da lucertole, decine di migliaia di uccelli marini tra cui sule dalla maschera (Sula dactylata), procellarie, sterne (Gygis alba), uccelli tropicali e fregate, come pure dall'onnipresente ratto polinesiano. Sull'atollo non crescono palme e la vegetazione è limitata a due tenaci specie di arbusti. Anche Ducie ha assistito ad alcuni naufragi, come quello del 1881 che vide la ciurma dell'Acadia intraprendere un duro viaggio di 13 giorni su di una scialuppa fino a Pitcairn. Un sentiero segnato attraversa l'isola fino alla sponda bagnata dalla laguna. Veri e propri studi scientifici sono stati compiuti su quello che la risacca trasporta sulle rive di Ducie: una varietà impressionante di relitti tra cui innumerevoli bottiglie di vetro, pezzi di plastica e centinaia di sugheri per reti da pesca. Di tanto in tanto gli abitanti di Pitcairn si recano a Ducie e chi vuole visitarla può andare con loro oppure chiedere un passaggio a uno yacht o a una nave per passeggeri o da carico che si trovi in zona.