Brisbane:

    Storia

    Brisbane fu fondata quando Sidney e la colonia del New South Wales ebbero bisogno di un posto dove tenere i detenuti più difficili. Il territorio tropicale più a nord sembrò un buon posto e nel 1824 fu costituita una colonia penale a Redcliffe Point nella Moreton Bay. Questa sede fu ben presto abbandonata a favore di un'area più a sud lungo la riva del fiume, quella dove oggi si trova la zona commerciale di Brisbane. La colonia penale fu abbandonata nel 1839 e la località fu aperta ai coloni indipendenti nel 1842. Con lo sviluppo delle enormi risorse agricole e minerarie del Queensland, Brisbane crebbe fino a diventare una città prospera. Nel 1859 lo stato del Queensland si separò dalla colonia del New South Wales, e Brisbane ne fu dichiarata capitale.

    I primi coloni bianchi del Queensland avviarono una delle operazioni di colonizzazione più ampie della storia ed incontrarono una fiera resistenza da parte degli aborigeni. All'epoca della colonizzazione bianca, il Queensland era l'area più densamente popolata dell'Australia: in essa vivevano oltre 100.000 aborigeni, divisi in circa 200 tribù - è probabile che, all'epoca dell'arrivo degli europei, la popolazione aborigena abitasse nella zona da circa 50.000 anni. Per gran parte del XIX secolo, lungo le frontiere dell'avanzata dei bianchi si svolse qualcosa di molto simile a una guerriglia. Con l'inizio del nuovo secolo, la popolazione aborigena del Queensland era stata, nella sua grande maggioranza, allontanata dalle sue terre, e le autorità bianche avevano creato delle riserve per i sopravvissuti. Nel decennio 1980-90 il controllo delle riserve fu passato ai residenti, ma il governo mantenne diritto di accesso ai fini della prospezione, dell'esplorazione e dell'estrazione mineraria.

    Nel decennio successivo al 1860, Brisbane si liberò del retaggio di colonia penale e si sviluppò fino a divenire un bel centro provinciale, ma solo nel decennio 1880-90 la zona centrale si dotò di raffinati edifici pubblici e commerciali. Nonostante il clima di sciovinismo e sacrificio incondizionato per la madrepatria che regnava a livello nazionale, la prima guerra mondiale vide il Queeensland votare per un governo laburista contrario alla leva obbligatoria. Il Partito Laburista rimase al governo fino al 1957, ed introdusse una serie di riforme sociali ed economiche tra cui il voto obbligatorio e il salario minimo per i lavoratori.



    Durante la seconda guerra mondiale, ampie zone di questo stato furono trasformate in campi militari e migliaia di americani furono di stanza nel Queensland, dal momento che l'Australia e gli USA combattevano contro il Giappone in tutto il Pacifico. La guerra segnò l'inizio di un profondo mutamento nell'atteggiamento dell'Australia, che indirizzò la sua lealtà agli Stati Uniti, raffreddando i rapporti con la Gran Bretagna. Soprattutto il nord del paese si era reso conto di quanto era vulnerabile alle invasioni. Negli anni del dopoguerra, il Queensland passò da un'economia rurale a una di tipo industriale e il Partito Laburista fu sostituito dalla coalizione conservatrice del Liberal-Country Party.

    La storia più recente di Brisbane è stata dominata dal regime di destra di Joh Bjelke-Peterson, che fu al potere per tutto il decennio 1970-80, anche grazie a giochi di prestigio elettorali. Il Queensland (e Brisbane in particolare) dovette sopportare un governo che non era in sintonia con il resto del paese per quanto riguardava questioni quali i diritti umani, la tutela della foresta pluviale, i diritti alla terra degli aborigeni e persino la legittimità dei preservativi (anche se bisogna dire in suo favore che dal punto di vista economico, la politica di Bjelke-Peterson ebbe un enorme successo). La corruzione era diffusa e dopo la sconfitta del National Party nel 1989 sembra che tutti, a partire dall'ex questore fino a Joh stesso, siano comparsi in tribunale come imputati.

    La rapida crescita economica di Brisbane, il suo clima mite e la decisione di Joh del 1977 di abolire le tasse di successione, hanno richiamato un'imponente flusso di migrazione interna. Dal 1980 più di mezzo milione di australiani provenienti da altri stati hanno fatto le valigie e si sono trasferiti in Queensland. Il Queensland ha anche fatto notizia quando il discusso partito di estrema destra One Nation ha ottenuto più del 25% dei voti, una tendenza che non è però stata confermata nelle successive elezioni federali. In tempi recenti, nel panorama delle principali fonti di reddito del Queensland si è affacciato anche il turismo, una realtà in continua crescita.

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