Ai tempi della prima colonizzazione europea, la zona su cui ora sorge Adelaide era abitata dai kaurna, un pacifico popolo di circa 300 persone. Il loro territorio si estendeva verso sud in direzione di Cape Jervis e a nord verso Port Wakefield. I kaurna intrattenevano stretti rapporti con i narungga della Yorke Peninsula. Gli storici contemporanei hanno poche informazioni sulla vita sociale dei kaurna, ma quello che sappiamo è che lavoravano abilmente le pelli e le fibre. Ancora prima dell'arrivo dei colonizzatori bianchi nell'Australia meridionale, il popolo kaurna era stato colpito da epidemie di vaiolo e di altre malattie che si erano abbattute sul Murray provenendo dal New South Wales.
Il luogo in cui venne fondata Adelaide fu prescelto nel dicembre del 1836 dal lungimirante colonnello William Light, che ne tracciò la pianta. La zona era adeguatamente drenata, aveva un suolo fertile ed era attraversata dal Torrens River, che garantiva un costante approvvigionamento d'acqua. Il luogo venne battezzato Adelaide dal nome della consorte del re inglese Guglielmo IV.
Adelaide rappresentava un caso insolito in quanto era abitata da liberi cittadini e non da prigionieri deportati. Un'altra particolarità è costituita dal fatto che il governo britannico non sosteneva la colonia con finanziamenti, di modo che quando gli affari cominciarono finalmente a decollare gran parte dei guadagni restarono nello stato di Adelaide. La colonia garantiva ai suoi abitanti libertà civile e religiosa e a partire dal 1839 cominciarono a giungervi i luterani che sfuggivano alle persecuzioni religiose in Prussia. Nel 1840 ad Adelaide vivevano 6557 europei e nel 1851 la popolazione europea aveva raggiunto il numero di 14.577 abitanti. Già agli inizi degli anni '40 del XIX secolo intorno alla città erano sorti 30 villaggi, tra cui gli insediamenti tedeschi di Hahndorf, Klemzig e Lobethal, dove nacque l'industria vinicola dello stato.
La crescita di Adelaide è coincisa con i cicli di sviluppo e crisi del suo stato. Negli anni '70 e '80 del XIX secolo un boom del frumento favorì un forte sviluppo edilizio e in quegli anni vennero eretti molti degli splendidi edifici che ancora costeggiano le strade della città. Altre fasi di rapida espansione si ebbero durante la prima guerra mondiale, negli anni '20 e nei laboriosi anni del secondo dopoguerra. Dopo la seconda guerra mondiale giunsero dall'Europa (specialmente dall'Italia) nuovi immigrati che portarono con sé la cultura dei caffè, quel tratto caratteristico che attribuisce ad Adelaide la sua tipica atmosfera rilassata.
Tra la fine degli anni '60 e gli anni '70, il South Australia attuò una serie di radicali riforme politiche che proibivano la discriminazione sessuale e razziale e la pena di morte e riconoscevano i diritti degli aborigeni sulle loro terre (è interessante notare che i primi colonizzatori del South Australia avevano subito riconosciuto i diritti di possesso degli aborigeni sulle loro terre, ma ciò non li aveva fermati dal rubargliele). Con l'espansione delle sue periferie verso Maslins Beach a sud e verso Gawler a nord, Adelaide ha assunto una disposizione urbanistica lineare, tra i Mt Lofty Ranges e il mare. Le cittadine circostanti si stanno trasformando in città dormitorio per chi lavora nella capitale, anche se il piano regolatore impedisce che la Barossa Valley, le Adelaide Hills e le Southern Vales vengano date in pasto all'edilizia.
Il luogo in cui venne fondata Adelaide fu prescelto nel dicembre del 1836 dal lungimirante colonnello William Light, che ne tracciò la pianta. La zona era adeguatamente drenata, aveva un suolo fertile ed era attraversata dal Torrens River, che garantiva un costante approvvigionamento d'acqua. Il luogo venne battezzato Adelaide dal nome della consorte del re inglese Guglielmo IV.
Adelaide rappresentava un caso insolito in quanto era abitata da liberi cittadini e non da prigionieri deportati. Un'altra particolarità è costituita dal fatto che il governo britannico non sosteneva la colonia con finanziamenti, di modo che quando gli affari cominciarono finalmente a decollare gran parte dei guadagni restarono nello stato di Adelaide. La colonia garantiva ai suoi abitanti libertà civile e religiosa e a partire dal 1839 cominciarono a giungervi i luterani che sfuggivano alle persecuzioni religiose in Prussia. Nel 1840 ad Adelaide vivevano 6557 europei e nel 1851 la popolazione europea aveva raggiunto il numero di 14.577 abitanti. Già agli inizi degli anni '40 del XIX secolo intorno alla città erano sorti 30 villaggi, tra cui gli insediamenti tedeschi di Hahndorf, Klemzig e Lobethal, dove nacque l'industria vinicola dello stato.
La crescita di Adelaide è coincisa con i cicli di sviluppo e crisi del suo stato. Negli anni '70 e '80 del XIX secolo un boom del frumento favorì un forte sviluppo edilizio e in quegli anni vennero eretti molti degli splendidi edifici che ancora costeggiano le strade della città. Altre fasi di rapida espansione si ebbero durante la prima guerra mondiale, negli anni '20 e nei laboriosi anni del secondo dopoguerra. Dopo la seconda guerra mondiale giunsero dall'Europa (specialmente dall'Italia) nuovi immigrati che portarono con sé la cultura dei caffè, quel tratto caratteristico che attribuisce ad Adelaide la sua tipica atmosfera rilassata.
Tra la fine degli anni '60 e gli anni '70, il South Australia attuò una serie di radicali riforme politiche che proibivano la discriminazione sessuale e razziale e la pena di morte e riconoscevano i diritti degli aborigeni sulle loro terre (è interessante notare che i primi colonizzatori del South Australia avevano subito riconosciuto i diritti di possesso degli aborigeni sulle loro terre, ma ciò non li aveva fermati dal rubargliele). Con l'espansione delle sue periferie verso Maslins Beach a sud e verso Gawler a nord, Adelaide ha assunto una disposizione urbanistica lineare, tra i Mt Lofty Ranges e il mare. Le cittadine circostanti si stanno trasformando in città dormitorio per chi lavora nella capitale, anche se il piano regolatore impedisce che la Barossa Valley, le Adelaide Hills e le Southern Vales vengano date in pasto all'edilizia.
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