Oman:

    Storia

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    Come per molte altre zone dell'Arabia, i primi insediamenti conosciuti dell'Oman datano al terzo millennio a.C. In quell'epoca un impero noto come Magan si sviluppò lungo il Batinah (la costa settentrionale del paese), grazie ai ricchi giacimenti di rame scoperti nelle colline intorno a Sohar. L'economia della regione declinò nei secoli seguenti e verso il 563 a.C. la parte settentrionale dell'Oman fu inglobata nell'impero dei persiani achemenidi. Il sud, ovvero la zona di Dhofar, conobbe invece un grande sviluppo dovuto agli alberi dell'incenso che vi crescevano: questa gomma aromatica, una delle sostanze più ricercate del mondo antico, fu infatti la fonte delle ricchezze dell'Arabia fino al VI secolo d.C.

    Verso la metà dell'VIII secolo d.C. le tribù dell'Oman settentrionale invasero il resto dell'Arabia conquistando in breve tempo Medina, in seguito espugnata dagli abbasidi; nonostante la sconfitta, il paese riuscì comunque a sottrarsi in certa misura al controllo dei conquistatori e fino al 1506, quando i portoghesi iniziarono a solcare l'Oceano Indiano in cerca di bottino, la potenza navale omanita ebbe pochi rivali nella zona. I portoghesi occuparono l'Oman per oltre un secolo, fino a quando furono espulsi dall'imam, il sultano ibn Sayf, nel 1650.

    Questa vittoria segnò l'inizio di una grande espansione e alla fine del XVIII secolo gli omaniti dominavano un vasto impero: nel suo periodo di massimo splendore, raggiunto nell'Ottocento con il sultano Sa'id II ibn Sultan, il paese estendeva la sua influenza anche su Mombasa e Zanzibar e gestiva delle stazioni commerciali persino lungo la costa africana, oltre a controllare alcune parti del subcontinente indiano. Dopo la scissione dell'impero per opera dei figli di Sa'id, la situazione del paese divenne stagnante e gli inglesi ne approfittarono facendo pressione sul sultano perché abolisse la tratta degli schiavi e il commercio delle armi, per cui l'Oman era da tempo tristemente noto. La mutata situazione economica impoverì notevolmente il sovrano, minando anche il suo potere sulle regioni interne: alla morte del sultano Faysal ibn Turki, avvenuta nel 1913, le tribù dell'interno rifiutarono di riconoscere al figlio il titolo di imam, causando la scissione del paese tra la fascia costiera, governata dal sultano, e l'entroterra, in mano a una diversa dinastia di imam.

    Nel 1938 salì al trono il nuovo sultano, Sa'id III ibn Taimur, che riuscì a ottenere il pieno controllo dell'entroterra soltanto nel 1959 e riportò il paese in una situazione anacronistica e medievale, scatenando la ribellione dei nazionalisti. Nel 1970 l'avido Sa'id, simile nell'aspetto a un eremita, fu spodestato dal suo unico figlio, Qabus ibn Sa'id Al'bu Sa'idi, con un incruento colpo di stato e, nonostante gli inglesi negassero di essere coinvolti nel golpe, il fatto che in quel periodo degli ufficiali britannici fossero a capo dell'esercito omanita la diceva lunga sul reale sviluppo della vicenda. Sa'id trascorse il resto della sua vita in esilio in un albergo londinese.

    Il sultano Qabus ibn Sa'id si impegnò subito nella modernizzazione dell'economia semi-feudale del paese, abrogando le oppressive restrizioni sociali imposte dal padre. Gli introiti dei giacimenti petroliferi dell'Oman, relativamente modesti, furono impiegati nella costruzione di strade, ospedali e scuole, infrastrutture che erano state fino a quel momento assai scarse. Per quanto attiene la politica estera, Qabus ha mantenuto una posizione alquanto individualista, destreggiandosi per conservare delle relazioni amichevoli con l'Iran post-rivoluzionario e buoni rapporti diplomatici con l'Egitto dopo la firma del trattato di pace con Israele. Nel 1993 Qabus accolse cordialmente il Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin nel corso della sua breve visita in Oman e il paese ha continuato ad appoggiare il processo di pace tra israeliani e palestinesi durante gli ultimi anni Novanta. Nel 1998 l'Oman è stato tra i paesi produttori di petrolio che hanno ridotto leggermente la produzione, causando l'aumento dei prezzi.

    Il paese ha un rilevante ruolo strategico e militare e ha ospitato un'esercitazione congiunta tra le forze armate britanniche e quelle dell'Oman, che ha impegnato più di 20.000 uomini, propedeutica alla partecipazione del Regno Unito alla coalizione antiterrorismo costituita dopo l'11 settembre 2001. Nel gennaio 2002 ha trovato riparo in Oman il primo contingente italiano della forza internazionale di pace inviata in Afghanistan. Il vento e la neve avevano impedito per giorni l'atterraggio in condizioni di sicurezza alla base di Bagran, vicino a Kabul.

    Negli ultimi anni, il sultanato ha continuato a seguire la via delle riforme, all'insegna della democratizzazione in campo politico e delle riforme strutturali in quello economico. Le linee guida sono l'apertura all’esterno e gli investimenti alternativi all’industria del petrolio. Una delle incertezze per il futuro è rappresentata dalla successione al trono del sultano Qaboos bin Sa’id. Alcuni temono, inoltre, che il riformismo politico non vada di pari passo con quello in campo sociale, creando una divaricazione tra le istituzioni e il paese reale.

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