Il Siq

Da vedere  / gola

Lungo 1,2 km, il Siq , o gola, con le sue serrate pareti verticali è innegabilmente una delle parti migliori di Petra. La passeggiata attraverso questo corridoio incantevole, che serpeggia verso la città nascosta, anticipa le meraviglie che attendono il visitatore più avanti, e molte persone lo percorrono in fretta, impazienti di arrivare a Petra. È un peccato perché il Siq ha un suo fascino che merita di essere scoperto: più tempo si impiega ad attraversarlo, più si assapora il momento finale dell'arrivo.

Il Siq comincia in prossimità di un ponte, accanto a una diga moderna. La diga fu costruita nel 1963, sopra quella eretta dai nabatei nel 50 d.C., per impedire il deflusso delle acque del Wadi Musa all'interno del Siq. Sulla destra, il Wadi Muthlim penetra sinuoso in un'invitante galleria nabatea - punto di partenza (o di arrivo) di una bellissima passeggiata .

L'ingresso del Siq un tempo era sormontato da un arco monumentale nabateo. L'arco sopravvisse sino alla fine del XIX secolo, e si possono vedere alcuni resti presso le due nicchie gemelle poste ai lati dell'ingresso.

Tecnicamente il Siq, con le sue pareti alte fino a 200 m, non è un canyon (una gola scavata dall'acqua), bensì una faglia geologica naturale prodotta da forze tettoniche. In vari punti si può vedere come le venature di una parete siano speculari a quelle della parete opposta - sono più facili da individuare nei punti in cui il Siq si restringe fino a 2 m di larghezza.

Sono tuttora visibili gli antichi canali scavati nella pietra per portare l'acqua a Petra, e in alcuni punti le condutture in terracotta sistemate 2000 anni fa sono ancora al loro posto. In seguito a uno scavo archeologico del 1997, che ha rimosso una massa di detriti alta 2 m, è venuta alla luce una parte della pavimentazione romana.

A un certo punto il Siq si apre rivelando una tomba squadrata, situata accanto a un fico solitario. Un po'più avanti, cercate sulla parete sinistra una scultura in cattivo stato raffigurante un cammello e un carovaniere. Il canale dell'acqua passa dietro la scultura. Nel tratto successivo, le pareti si stringono fin quasi a toccarsi, chiudendo fuori i suoni e la luce, e contribuendo così ad accentuare l'emozione legata all'aspettativa di vedere un primo scorcio del Tesoro. È una sublime introduzione alla città antica.

Alcuni storici ritengono che la funzione primaria del Siq fosse simile a quella della Via Sacra degli antichi greci e romani. Alcuni dei rituali più importanti che scandivano la vita spirituale di Petra iniziavano con una processione attraverso questa stretta gola, che rappresentava anche la meta finale dei pellegrini nabatei. Molte nicchie ancora oggi visibili lungo le pareti del Siq erano in origine destinate a contenere sculture o rappresentazioni (chiamate baetyls) della più importante divinità nabatea, Dushara. Questi piccoli luoghi sacri avevano un valore simbolico per pellegrini e sacerdoti, preparandoli all'incontro con i templi, le tombe e i santuari più elaborati che si trovavano nel cuore della città e ricordando loro che stavano lasciando il mondo esterno per varcare la soglia di quella che molti ritenevano una città sacra.