Altura del Sacrificio (Al-Madbah)

Da vedere  / punto panoramico

Il più accessibile dei numerosi siti sparsi sulle montagne di Petra (le cosiddette "alture") è l'Altura del Sacrificio , chiamata localmente Al-Madbah ("l'Altare"). I nabatei livellarono la cima del Jebel Madbah per creare una piattaforma, scavando ampie fosse con canali di scolo per far defluire il sangue degli animali sacrificati. Di primo acchito sembra che non ci sia molto da vedere, tranne alcuni gradini erosi dal tempo, ma in realtà si tratta di uno dei siti sacrificali meglio conservati dell'antichità.

Date prima un'occhiata ai due obelischi che demarcano l'ingresso al sito. Alte più di 6 m, queste notevoli strutture sono intagliate nella superficie della roccia, e non costruite sopra di essa: osservando lo spazio vuoto che li circonda, potrete farvi un'idea degli epici scavi che hanno comportato. Dedicati alle divinità nabatee Dushara e Al-'Uzza, la loro pietra ricca di ferro luccica al sole ed essi appaiono come totem di questo territorio un tempo sacro.

La zona dell'altare comprende un grande triclinio rettangolare, dove i celebranti del sacrificio condividevano una cena comune. Nel centro dell'Altura c'è un grande blocco di pietra preceduto da tre gradini. Si tratta di un motab, o deposito, dove venivano conservate le statue delle divinità coinvolte nella processione. Accanto a questo si trova l'altare circolare, raggiunto da altri tre gradini; i catini di pietra pieni d'acqua che si trovano lì vicino servivano per pulirsi e purificarsi.

Il fievole belato di una pecora o il suono sordo di una campana al collo di una capra evoca l'antica scena - salvo che all'epoca non sarebbe stato concesso a nessuna persona comune di accedere a questo posto, il più sacro tra i luoghi sacri del suo tempo. Date un'occhiata al superbo panorama di fronte a voi - ben al di sopra delle mortali vicende della città antica e di quella moderna - e capirete facilmente come mai questo sito dovesse sembrare più vicino al cielo che alla terra.

Per raggiungere l'Altura del Sacrificio, cercate la scalinata segnalata poco prima del Teatro, dopo il Why Not Shop. I gradini sono in buone condizioni, anche se ripidi, e ci vogliono circa 45 minuti per salire attraverso le fenditure e le pieghe della montagna per raggiungere gli obelischi. Da qui, prendete a destra per raggiungere la zona dell'altare. Il percorso è ripido ma non troppo esposto, perciò è gestibile anche da chi non ama le altezze (a meno che non si soffra seriamente di vertigini). Si può anche salire a dorso d'asino (circa JD10 sola andata), ma in questo caso non proverete quel senso di soddisfazione nell'aver raggiunto la vetta e metterete a dura prova la schiena del vostro povero mezzo di locomozione. Dalla zona dell'altare, scendete per alcune piattaforme di roccia fino a raggiungere una vasta cresta: circa 50 m più in basso si scorgono le splendide Tombe Reali.

Vale la pena di sedersi e osservare la scena per un po'. Da questa posizione privilegiata potrete osservare lo spettacolo di varia umanità che si rinnova ogni giorno: cammellieri che litigano con le loro cavalcature, bambini che conducono le capre da una chiazza di vegetazione rada all'altra e venditori beduini che intrattengono piacevolmente i fiduciosi viaggiatori. Non prestano alcuna attenzione alle malinconiche tombe dei comuni mortali, troppo attenti alle esigenze dei vivi per preoccuparsi delle speranze dimenticate degli antichi defunti.

Ritornate agli obelischi e proseguite fino al centro passando accanto a un gruppo di interessanti tombe nello splendido Wadi Farasa. V. informazioni dettagliate su questa escursione a piedi, particolarmente consigliata.