Ucraina:

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    Kyiv (Kiev)

    Fondata nel V secolo, Kyiv (Kyiv nel corrispettivo russo) è la città madre dell'Ucraina, della Russia e della Bielorussia. I tre stati discendono tutti dalla Rus' di Kyiv, l'entità sovrastatale slava esistita dal IX all'XI secolo. Da allora, Kyiv è sopravvissuta alle invasioni mongole, a incendi devastanti, alla pianificazione urbana comunista e alla distruzione massiccia della seconda guerra mondiale. La Città Vecchia si concentra intorno all'estremità nord-orientale di vulitsya Volodymyrska e annovera buona parte dei monumenti storici di Kyiv. L'edificio più importante è la Cattedrale di Santa Sofia, dell'XI secolo, che ospita alcuni dei maggiori mosaici e affreschi del paese. A sud della cattedrale, vi è il viale principale di Kyiv destinato allo shopping, vulitsya Khreshchatyk, una via affollatissima e piena di negozi. All'estremità meridionale di Khreshchatyk, il Mercato di Bessarabsky pullula di venditori di frutta e di verdura. La Città Vecchia è facilmente raggiungibile a piedi dal centro.
    Andriyivsky vziz, la strada più affascinante di Kyiv, si snoda in direzione nord dalla Città Vecchia fino all'inizio del quartiere di Podil, lo storico quartiere dei mercanti, dove ha sede anche il porto fluviale. Lungo la via Andriyivsky troverete gallerie, negozi, ristoranti e caffè. Il cuore di Podil è costituito da Kontraktova ploshcha, la piazza famosa per l'enorme Kontraktova Dim (Casa dei Contratti), caratterizzata da bianche arcate, che occupa il centro della piazza. L'edificio, che risale al 1817, ospita oggi ristoranti, gallerie e uffici. Più a nord-ovest si trova l'agghiacciante, ma allo stesso tempo affascinante, Museo di Chornobyl (Chernobyl alla russa), che testimonia il più grande disastro nucleare della storia. Non dimenticate che è avvenuto a soli 100 km in direzione nord. Poco più a ovest, sorge la Chiesa di Mykola Prytysko, che risale al 1631. L'esterno intonacato e il tetto verde costituiscono un ottimo esempio di architettura del primo barocco ucraino.
    A sud della Città Vecchia, lungo il fiume, sorge il quartiere di Pechersk, lo storico centro ecclesiastico dove ha sede il Monastero delle Grotte, fondato nel 1051. Situato sui pendii boscosi che costeggiano il Dnipro, pochi chilometri a sud del centro della città, è costituito da numerose chiese con cupole dorate, da labirinti sotterranei che custodiscono le spoglie mummificate dei monaci e da eleganti edifici monastici che oggi sono diventati musei (in uno di essi sono conservati molti ori degli sciti). La Cattedrale della Dormizione, che fa parte del complesso del monastero, risale alla fine dell'XI secolo. Nonostante sia stata parzialmente distrutta dall'Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale, è ancora oggi uno dei migliori edifici religiosi barocchi del paese. A nord della cattedrale sorge il Museo Storico dei Tesori, che conserva soprattutto oggetti artigianali, pietre e metalli preziosi. La sezione di maggior pregio del museo è senza dubbio quella che ospita l'oro degli sciti del IV secolo a.C. È possibile altresì ammirare un plastico di Kyiv del XII secolo, oltre a coppe riccamente decorate, croci, calici e icone di artisti ucraini, russi, polacchi e lituani. Il quartiere di Pechersk è collegato con il centro di Kyiv tramite un servizio di autobus urbani.
    Il Museo di Architettura Popolare si trova 12 km a sud del centro, ma vale davvero la pena di visitarlo. Immersi in colline panoramiche vedrete numerosi cottage, chiese, fattorie e mulini a vento di legno dei secoli compresi tra il XVII e il XX. Molti di essi presentano bellissimi giardini e, all'interno, mobili molto ben conservati. Il museo è diviso in sette piccoli villaggi che rappresentano le tradizioni delle diverse regioni; inoltre, ci sono alcuni buoni ristoranti e un negozio di articoli da regalo. Il museo è collegato al centro della città tramite un servizio di autobus urbani.

    Lviv (Leopoli)

    Lviv (Leopoli secondo la traslitterazione derivata dal russo), il capoluogo dell'Ucraina occidentale, è una città cosmopolita. Fu fondata nel 1256 dal principe Daniele Romanovic, che le diede il nome del figlio Lev. Dopo l'annessione alla Polonia, nel 1349, Casimiro il Grande la fortificò e le concesse ampia autonomia e mezzi finanziari. I russi la presero per la prima volta nell'agosto 1914, nella prima battaglia di Lviv, ma venne conquistata nel 1915 dall'esercito austriaco. La città fu poi assorbita dalla Polonia, dopo la guerra polacco-sovietica del 1920. Nel 1939, infine, la città vide l'ingresso delle truppe sovietiche e fu annessa, insieme alla Ucraina occidentale, alla Repubblica Sovietica Ucraina. Il nazionalismo ucraino risorse alla fine degli anni '80 e, finalmente, nell'agosto del 1991 l'Ucraina e Lviv ottennero l'indipendenza.
    Uscita indenne dalle devastazioni urbane della seconda guerra mondiale, Lviv è un museo vivente di architettura occidentale dal periodo gotico fino ai giorni nostri. Nonostante in città ci si imbatta in numerose mostruosità dell'era comunista, le stradine strette e il pittoresco centro storico fanno di Lviv una delle località più belle del paese.
    A est del centro moderno c'è la Città Vecchia, al centro della quale si trova l'ampia ploshcha Rynok, che un tempo era il centro di Lviv ed è, attualmente, la piazza meglio conservata dell'Ucraina. Al centro della piazza sorge il municipio, che risale al XIX secolo, mentre tutt'intorno si possono ammirare magnifici edifici del XVI e del XVIII secolo decorati con incisioni in pietra. Di fronte, all'angolo sud-occidentale della piazza si trova uno dei migliori edifici gotici della città, la Cattedrale Cattolica Romana, che risale alla fine del XIV secolo. Al suo interno, la Cappella Boyim contiene alcune delle più belle incisioni in pietra di Lviv.
    All'angolo nord-occidentale si trova la farmacia più antica di Lviv. Fondata nel 1735, la farmacia condivide con il Museo Apteka l'edificio del XVI secolo che conserva esempi di attrezzature farmaceutiche antiche.
    Circa 2 km a est della Città Vecchia si trova il Museo di Architettura e Vita Popolare all'aperto, dove, su una superficie di più di 60 ettari, sorgono un centinaio di fattorie, fucine, mulini a vento, chiese e scuole di legno. Tutti questi edifici, che rappresentano le tradizioni popolari di tutto il paese, sono pieni di oggetti quotidiani antichi e di opere d'arte popolari. Il museo è collegato al centro della città tramite un servizio di autobus e tram urbani.

    Yalta

    Abbarbicata sulla costa meridionale della Crimea, Yalta passò sotto diverse dominazioni prima di essere conquistata dalla Russia alla fine del XVIII secolo. La città divenne la località balneare più elegante del Mar Nero quando, lo zar Alessandro II stabilì la sua residenza estiva presso la vicina Livadia. Prima della rivoluzione russa, la costa pullulava di tenute aristocratiche e, anche se molti palazzi dopo la rivoluzione sono stati trasformati per breve tempo in sanatori, la maggior parte di essi sono stati riconvertiti in dacie per i membri di partito più importanti.
    Il centro della città si estende verso l'interno (su entrambe le rive del fiume Bystra) partendo dall'estremità orientale della Baia di Yalta. La maggiore concentrazione di persone s'incontra nei pressi di naberezhna Lenia, un viale pedonale sul mare, caratterizzato da moli, palme, spiagge di ghiaia, snack bar e mercatini di oggetti d'arte. Alcune delle spiagge più belle di Yalta si trovano lungo la Baia di Yalta, a ovest della foce del Bystra. A metà della baia e appena dietro a naberezhna, c'è una seggiovia che porta a Darsan, un punto panoramico simile a un tempio situato sulla collina che sovrasta la baia. A nord-ovest della seggiovia, si trova la Cattedrale Alexandr Nevsky, un bellissimo esempio di architettura neobizantina costruita all'inizio del secolo. Gli ammiratori di Anton Chekov potrebbero essere interessati a visitare la Casa-Museo di Chekov, dove il grande drammaturgo russo trascorse i suoi ultimi cinque anni di vita. La casa custodisce numerose edizioni delle sue opere, oggetti ricordo quali le sue penne e il suo kit medico. Vi è anche un giardino.

    Odessa

    Odessa è un curioso mix fra un'allettante località balneare turistica e un porto industriale inquinato. La città, che un tempo era il centro navale della regione del Mar Nero e il centro urbano principale dell'Ucraina meridionale, è famosa per il ruolo svolto durante la rivoluzione del 1905, quando l'equipaggio del Potemkin si ammutinò e appoggiò gli operai ribelli. Oggi è famosa per i suoi eccellenti musei. Il centro della città si trova poche centinaia di metri a sud della riva del mare; è pieno di bellissimi edifici e di strade fiancheggiate da alberi ed è la sede del famoso Teatro dell'Opera e del Balletto, che risale agli anni compresi tra il 1880 e il 1890. Fu progettato da un gruppo di architetti viennesi che gli hanno conferito un aspetto barocco con un tocco di arte rinascimentale. Poco distante c'è il Pasazh, un centro commerciale costruito alla fine del XIX secolo, abbondantemente decorato da sculture barocche ricche di orpelli.
    Il centro della città è anche sede dei più famosi musei di Odessa. Uno dei più interessanti è il Museo Archeologico, che risale al 1875; ospita interessanti manufatti artigianali delle antiche civiltà del Mar Nero, tra cui un'affascinante collezione di gioielli e monete. Sull'altro lato della strada c'è il Museo di Storia Marittima, che conserva testimonianze della storia delle costruzioni navali e della navigazione. Poco distante sorge il Museo della Letteratura, dove potrete immergervi nella vita di artisti ucraini, quali Shevchenko e Franko, e di artisti russi, quali Chekov, Pushkin, Tolstoy e Gorky. Da non perdere, uno dei luoghi più famosi di Odessa, la scalinata immortalata nel film di Eisenstein del 1925, La corazzata Potëmkin.
    La pietra arenaria su cui sorge Odessa è attraversata da 100 km di tunnel, conosciuti con il nome di katakombi (catacombe). Scavati per ricavarvi degli edifici nel XIX secolo, da allora sono state utilizzati da contrabbandieri, rivoluzionari e partigiani della seconda guerra mondiale. Presso il villaggio di Nerubayske, all'estremità nord-occidentale di Odessa, una rete di gallerie utilizzate come rifugio dai partigiani durante la seconda guerra mondiale è stata trasformata nel Museo della Gloria Partigiana. È possibile prendere parte a visite guidate (in russo o in ucraino) per vedere i resti dell'occupazione partigiana. Le catacombe sono raggiugibili con servizi di autobus urbani.

    Kamyanets-Podilsky

    Kamyanets-Podilsky si trova circa 25 km a nord, nel punto in cui la Moldavia e la Romania s'incontrano al confine ucraino. Questa antica città, che risale almeno all'XI secolo, sorge su un'isola rocciosa con le pareti a picco sull'ansa del fiume Smotrych. Il ponte a sud-ovest, che un tempo costituiva l'unico collegamento fra la città e la terraferma, è difeso da un castello in pietra con nove torri risalente al XVI secolo. La maggior parte delle torri sono aperte ai visitatori e molte di esse offrono un'ottima vista sulla città e sulla campagna circostante. Il Museo Etnografico, situato all'interno del castello, contiene numerosi esempi di manufatti artigianali e di reperti archeologici locali.
    Alcune strade acciottolate conducono dal castello al Quartiere Armeno, il cui centro è costituito da una piazza del mercato che risale al XIV secolo e che racchiude molte chiese del XV secolo. Poco distante dall'angolo nord-occidentale della piazza, sorge la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, del 1580, alla quale si accede tramite la Porta Trionfale, che risale al 1781. Alla fine del XVII secolo, i turchi utilizzarono la cattedrale come moschea e costruirono un alto minareto sulla cima del quale i polacchi, quando riconquistarono la città, collocarono una statua in oro rappresentante la Vergine Maria. L'interno, gradevole e solenne, ospita un museo. A nord della piazza si trovano il monastero e la chiesa domenicani, con un alto campanile riccamente decorato. A nord del monastero si trova l'ex municipio, del XIV secolo, il più antico dell'Ucraina. Attualmente ospita un museo dedicato per la maggior parte alla seconda guerra mondiale.

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