Lo sloveno è un lingua slava del sud scritta con i caratteri dell'alfabeto romano. È molto simile al serbo e al croato, ma se si conosce una lingua non si capisce automaticamente l'altra. Lo sloveno è grammaticalmente complesso, con molti casi, generi e tempi verbali. Fortunatamente, quasi tutti in Slovenia parlano almeno un'altra lingua, solitamente il croato, il serbo, il tedesco, l'inglese e/o l'italiano (in quest'ordine). L'inglese è la lingua preferita dai giovani.
Lo scrittore più amato dagli sloveni è il poeta romantico France Preseren (1800-1849), i cui poemi lirici segnarono un nuovo standard per la letteratura slovena e contribuirono ad accrescere la coscienza nazionale. Dopo la seconda guerra mondiale, molte tradizioni popolari slovene sono andate perdute, anche se le raccolte musicali del trio Trutamora Slovenica riportano alle radici della musica popolare slovena. Sono diffusi tutti i generi musicali, ma negli anni '70 e all'inizio degli anni '80 è stato il punk a scuotere la Slovenia. La pittura e la scultura postmoderne dominano dagli anni '80, grazie al gruppo multimediale Neue Slowenische Kunst (NSK) e ai cinque membri della cooperativa di artisti anonimi IRWIN.
Molti dei principali edifici e piazze pubbliche della Slovenia sono stati progettati dall'architetto Joze Plecnik (1872-1957), la cui immagine è raffigurata sulla banconota da 500 SIT.
La cucina slovena, che per tradizione si basa essenzialmente su selvaggina e pesce, è molto influenzata da quella dei vicini. Arrivano dall'Austria il klobasa (salsiccia), lo zavitek (strudel) e il Dunajski zrerek (cotoletta impanata). Njoki (gnocchi di patate), rizota (risotto) e zilkrofi (simili ai ravioli) sono di origine italiana. L'Ungheria ha dato il suo contributo con il golaz (goulash) e i paprikas (stufato di pollo o manzo). C'è anche un'antica specialità balcanica, il burek, un tortino di formaggio, carne o mele a strati servito presso i take-away. C'è una gran varietà di frittelle: le più famose sono quelle di formaggio chiamate struklji. Per assaggiare i piatti tipici, si consiglia di recarsi nelle trattorie (gostilna). La Slovenia produce vini rossi e bianchi di ottima qualità, un brandy molto forte chiamato zganje e le birre Union e Zlatorog, che sono molto conosciute.
Lo scrittore più amato dagli sloveni è il poeta romantico France Preseren (1800-1849), i cui poemi lirici segnarono un nuovo standard per la letteratura slovena e contribuirono ad accrescere la coscienza nazionale. Dopo la seconda guerra mondiale, molte tradizioni popolari slovene sono andate perdute, anche se le raccolte musicali del trio Trutamora Slovenica riportano alle radici della musica popolare slovena. Sono diffusi tutti i generi musicali, ma negli anni '70 e all'inizio degli anni '80 è stato il punk a scuotere la Slovenia. La pittura e la scultura postmoderne dominano dagli anni '80, grazie al gruppo multimediale Neue Slowenische Kunst (NSK) e ai cinque membri della cooperativa di artisti anonimi IRWIN.
Molti dei principali edifici e piazze pubbliche della Slovenia sono stati progettati dall'architetto Joze Plecnik (1872-1957), la cui immagine è raffigurata sulla banconota da 500 SIT.
La cucina slovena, che per tradizione si basa essenzialmente su selvaggina e pesce, è molto influenzata da quella dei vicini. Arrivano dall'Austria il klobasa (salsiccia), lo zavitek (strudel) e il Dunajski zrerek (cotoletta impanata). Njoki (gnocchi di patate), rizota (risotto) e zilkrofi (simili ai ravioli) sono di origine italiana. L'Ungheria ha dato il suo contributo con il golaz (goulash) e i paprikas (stufato di pollo o manzo). C'è anche un'antica specialità balcanica, il burek, un tortino di formaggio, carne o mele a strati servito presso i take-away. C'è una gran varietà di frittelle: le più famose sono quelle di formaggio chiamate struklji. Per assaggiare i piatti tipici, si consiglia di recarsi nelle trattorie (gostilna). La Slovenia produce vini rossi e bianchi di ottima qualità, un brandy molto forte chiamato zganje e le birre Union e Zlatorog, che sono molto conosciute.
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