Romania:

    Cultura

    I monasteri dipinti della Bucovina furono i primi al mondo a essere decorati con affreschi esterni. Questi affreschi, realizzati nel XVI secolo, andavano oltre i confini dell'arte religiosa, trasmettendo anche messaggi politici. I dipinti su vetro e su legno, una tradizionale forma d'arte contadina, si diffusero ampiamente in Romania fin dal XVII secolo e rimangono popolari ancora oggi.

    La letteratura rumena attinse a piene mani dalla ricca eredità folclorica del paese e dalla sua turbolenta storia di terra perennemente occupata e abitata da un popolo perseguitato. Nel XV secolo emerse una letteratura epica orale di tradizione popolare mentre i primi scritti in lingua rumena videro la luce intorno al 1420. La moderna letteratura si sviluppò nel XIX secolo; lo scrittore rumeno di maggior fama internazionale è il drammaturgo Eugene Ionesco (1912-94), esponente del 'Teatro dell'assurdo'. Dal 1947 in avanti la letteratura divenne strumento del partito al potere. Dal 1990 sono state pubblicate molte opere im,pegnate a testimoniare gli orrori del periodo comunista. La musica e le danze tradizionali hanno sempre avuto un posto di rilievo nella cultura popolare della Romania: le coppie danzano in circolo, in semicerchio o lungo una linea. La moderna musica gitana ha ormai subito l'influenza di molti generi musicali e i musicisti gitani professionisti sono in grado di suonare qualunque cosa gli venga richiesta.

    Il rumeno è più somigliante al latino classico di qualsiasi altra lingua romanza; le sue strutture grammaticali e il bagaglio lessicale della lingua madre sono in esso ben conservati. Chi parla francese, italiano o spagnolo non capisce gran che del rumeno parlato ma troverà la lingua scritta più o meno comprensibile. Il rumeno ha una fonetica regolare per cui, una volta che abbiate imparato poche semplici regole, non dovreste avere più problemi di pronuncia. La Romania è l'unico paese di lingua romanza che non ha un retroterra cattolico-romano. La popolazione è per l'86% rumeno-ortodossa, per il 5% cattolico-romana, per il 3,5% protestante, per l'1% cattolico-ortodossa, per lo 0,3% musulmana e per lo 0,2% ebrea. A differenza degli altri paesi ex comunisti, nei quali le chiese ricoprivano un ruolo guida nella opposizione al regime, la Chiesa ortodossa rumena è stata remissiva, una sorta di strumento per il governo. Oggi è gerarchica e dogmatica; inoltre è attualmente strutturata secondo complesse gerarchie, è molto potente, anche per il forte impianto dogmatico del culto. I rumeni sono estremamente ospitali. Essi vi daranno il benvenuto nelle loro modeste case dandovi cibo in abbondanza senza aspettarsi nulla in cambio a parte la vostra amicizia.

    Chi vive per mangiare troverà la vita in Romania piuttosto noiosa. I ristoranti offrono sempre le stesse cose: maiale e pollo alla griglia, fegato di maiale, trippa in umido e patate oleose. Il più originale piatto rumeno è il 'mamagliga', una poltiglia più o meno densa di farina di mais che può essere bollita, cotta al forno o fritta. In molte famiglie rumene costituisce il piatto principale. L'altro piatto forte della cucina locale è la 'ciorba' (zuppa). Chi è ghiotto di dolci non patirà la fame: ricordiamo la 'placinta' (focaccia ripiena), le 'clarite' (crepes) e il 'saraille' (dolce di mandorle inzuppato di sciroppo). I vini rumeni sono economici e buoni. La 'tuica' (acquavite di prugne) e la 'palinca' (distillata tre volte, come la tuica) stordiscono se bevute all'inizio di un pasto. Noroc! (Salute!) Evitate l'onnipresente 'Ness', un terribile caffè istantaneo fatto di estratti vegetali, e provate il 'cafea naturala, un vero caffè alla turca, con uno spesso strato di polvere di caffè depositato sul fondo e un generoso cucchiaino di zucchero.

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