Moldova:

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    Orheuil Vechi

    L'antica città di Orheuil Vechi, o Vecchia Orhei, talvolta chiamata Trebujeni, si trova in una zona periferica della Moldova. È una sorta di meraviglia archeologica che conserva i resti di una civiltà tanto antica da considerare gli utensili in pietra il massimo del progresso, oltre alle rovine di un villaggio medievale. Queste rovine, che comprendono le tracce di una moschea, due mausolei, un caravanserraglio, tre stabilimenti balneari e una tipica casa moldava, sono aperte al pubblico. Il resto del complesso include un'antica fortezza costruita dall'infaticabile Stefan cel Mare nel XIV secolo e distrutta dagli altrettanto infaticabili tartari nel 1499, e un vetusto monastero scavato nella parete calcarea di una rupe.
    L'eremo di Butuceni fu costruito dai monaci durante il XIII secolo ed è una classica dimostrazione del ruolo svolto dall'architettura in epoca medievale. Fu infatti costruito non soltanto come luogo di culto, ma anche come rifugio per i periodi di avversità. L'interno è una rete di corridoi quasi priva di giunti e di linee geometriche o curve nette. La luce si fa strada nell'oscurità attraverso porte rettangolari tagliate nella pietra. In un periodo imprecisato del XVIII secolo i fedeli della vicina Butuceni scavarono un tunnel fino alla cappella, in modo da poter praticare il loro culto in relativa segretezza.
    Raggiungere Orheuil Vechi con i mezzi pubblici è difficile. Occorre innanzitutto prendere un autobus da Chisinau alla città di Orhei, a circa 50 km, e da qui un altro autobus per Orheuil Vechi o Trebujeni (altri 10 km). Chiedete al conducente di farvi scendere presso il complesso del monastero, situato lungo il percorso. Potete spostarvi da Orhei a Orheuil Vechi anche con un taxi.

    Gagauzia

    La repubblica autonoma di Gagauzia, nella Moldova meridionale, è abitata da una minoranza cristiana di lingua turca, i cui antenati musulmani fuggirono allo scoppio delle guerre tra Russia e Turchia del XVIII secolo. Il prezzo da pagare per chi voleva entrare nella regione era la conversione al cristianesimo. La lingua locale, un dialetto turco, presenta adesso un'influenza russa piu forte di quella islamica presente in altri dialetti turchi.
    I gagauzi hanno fatto del resistere alla consueta serie di tattiche di assimilazione un'arte, il che spiega molto bene la loro ostinazione a dispetto del nazionalismo moldavo. La costante minaccia da parte dei gagauzi di separarsi dalla repubblica ha costretto alla fine il governo moldavo a cedere e i cambiamenti piccoli ma significativi nella costituzione hanno aperto la via all'autonomia della Gagauzia nella gestione dei suoi affari interni e a una migliore rappresentanza della regione a livello governativo. La capitale della Gagauzia, Comrat, è una minuscola cittadina situata circa 92 km a sud-ovest di Chisinau. Sede di un'università, nel 1990 la città fu teatro di violenti scontri tra le forze armate moldave e i nazionalisti gagauzi in lotta per l'indipendenza della regione.
    Ci sono diversi autobus giornalieri che collegano Chisinau alla Gagauzia ed è possibile (probabilmente è la soluzione migliore) fare una gita in giornata. Se ci si vuole fermare per un paio di giorni, le possibilità di alloggio sono limitate.

    Transdnestria

    La Transdnestria è stata una spina nel fianco del governo moldavo sin da quando si costituì la repubblica, nel 1991. I ribelli separatisti, con l'appoggio e la sovvenzione dell'esercito russo, hanno da subito cominciato ad agitare le acque. Autodichiaratasi repubblica, la Transdnestria ha una propria capitale, Tiraspol, e una valuta, un esercito, mezzi di comunicazione e forze di polizia propri; la situazione è peggiorata quando ha iniziato a tracciare confini immaginari e a proteggerli con guardie (non ufficiali) munite di armi da fuoco (reali). Ha anche eletto il suo presidente, Igor Smirnov.
    Quasi due terzi della popolazione della Transdnestria è costituito da anziani impoveriti, che guardano con nostalgia al periodo della dominazione sovietica, quando la qualità della vita era migliore. Oggi avrebbero vita difficile sotto qualunque tipo di governo, ma il tentativo di fondare una repubblica indipendente ha inciso ancora di più sulle loro già scarse risorse. L'inflazione galoppante, una valuta che non vale quasi nulla, i salari insufficienti, il collasso dell'economia russa e gli enormi debiti hanno messo la Transdnestria con le spalle al muro. Nonostante tutti questi problemi, vale la pena di visitare questa zona, divenuta un mausoleo vivente al governo di stampo stalinista. Nella Transdnestria la cortina di ferro non è stata veramente abbattuta, ma soltanto un po' scostata per dare una circospetta sbirciatina al mondo esterno. Non ci sono gli archetti d'oro di McDonald's, i cartelloni della Coca Cola né gli allegri caffè che vendono tazze doppie di decaffeinato. Ci sono soltanto pragmatismo contadino e utilitarismo stalinista. Nemmeno i visitatori statunitensi sono molto apprezzati.
    In realtà è piuttosto costoso per uno straniero soggiornare in questa regione, a causa del sistema sovietico di prezzi multipli. Nel mondo capovolto della logica della Transdnestria si paga anche per domandare informazioni a un ufficio informazioni! Ci sono numerosi autobus al giorno che compiono il viaggio di 70 km tra Chisinau e Tiraspol e due autobus al giorno che collegano Comrat a Tiraspol. La Transdnestria ha appena annunciato che tutti i visitatori stranieri dovranno registrarsi presso la polizia entro tre ore dal loro arrivo e pagare una tassa per l'ingresso di US$10. Con un forte atto di politica del rischio calcolato, il governo locale ha deciso di applicare tale norma anche ai cittadini moldavi, considerati 'stranieri'.

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