Sicilia:

    Mete interessanti

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    Palermo

    Palermo, che all’epoca degli Arabi e poi dei Normanni poteva essere annoverata tra le più fiorenti città del mondo mediterraneo, ha perso lo smalto di un tempo ma resta un città affascinante ed estremamente interessante. Pesantemente bombardata durante la Seconda guerra mondiale, da allora porta purtroppo i segni dell’incuria dei suoi amministratori, e l’aspetto caotico e vagamente disordinato che ne consegue, oltre ad avere comunque un suo fascino, cela autentici gioielli ereditati dai tempi del suo splendore.
    Situata al primo piano dell’austero e imponente Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina (1130-1140) incarna meravigliosamente la ricchezza dello stile arabo-normanno, con i suoi mosaici bizantini e il soffitto ligneo a stalattiti. Mosaici altrettanto splendidi ornano l’interno della Martorana, una chiesa risalente anch’essa al XII secolo ma più volte ampliata e rimaneggiata. Non lontano, le cupole arabe di San Cataldo (XII secolo) fanno pensare più a una moschea che a un luogo di culto cristiano. La chiesa di San Giovanni degli Eremiti (1136), sormontata da cinque cupole rosse e ornata da un incantevole giardino che racchiude le rovine di un chiostro, suscita la medesima impressione. Lasciate poi il Medioevo e dirigetevi verso piazza Pretoria, dove la fontana del XVI secolo costituisce uno dei rari esempi d’arte rinascimentale in Sicilia; a causa della nudità delle statue di marmo che la decorano fu un tempo soprannominata la “fontana della vergogna”. Se siete attratti dal macabro non perdete le Catacombe dei Cappuccini, che contengono circa 8000 corpi imbalsamati: si tratta delle salme di ricchi palermitani, accolti qui a partire dal XVII secolo fino alla fine del XIX, tutti vestiti dei loro abiti migliori. Dopo questa incursione nel mondo dell’oltretomba, il mercato della Vucciria offre, al contrario, lo stesso spettacolo gaudente e il medesimo piacere dei sensi di un souk maghrebino o mediorientale. I cumuli di olive e le ghirlande di peperoncini rossi accompagnano le bancarelle di pesce, su cui troneggiano i pesci spada interi.
    Se vi sentite sopraffatti dal caos rifugiatevi nell'Orto Botanico, una vera e propria oasi di pace. Un paradiso tropicale con imponenti fichi, altissime palme e ibischi dai colori sgargianti accanto a belle sculture ed edifici neoclassici.
    Una volta esaurite le numerose bellezze di Palermo, Monreale, 8 km a sud-ovest della città, è una delle destinazioni assolutamente da non perdere. Il suo splendido duomo del XII secolo è decorato da meravigliosi mosaici bizantini a fondo oro e nell’abside centrale si può ammirare la monumentale figura del Cristo benedicente.
    A 11 km da Palermo, la spiaggia di Mondello, una elegante località balneare, si stende nell’arco di una graziosa baia all’ombra del monte Pellegrino (606 m). Quest’ultimo accoglie il santuario di Santa Rosalia, oltre a un belvedere da cui si hanno grandiose vedute della costa.

    Agrigento

    Appollaiata in cima a una collina, l’antica colonia greca domina il Mediterraneo e la celebre Valle dei Templi. Questo sito incomparabile, erede del passato greco dell’antica Akragas dove nacque il filosofo Empedocle, raggruppa cinque santuari dorici eretti attorno al V secolo a.C.: relativamente in buono stato malgrado i terremoti dei secoli successivi, essi furono dedicati a Ercole, alla Concordia, a Giunone, a Giove Olimpico e ai Dioscuri Castore e Polluce. Il Museo Archeologico espone reperti riportati alla luce nell’area, e in particolare i telamoni (atlanti) del tempio di Giove. Di fronte, il quartiere greco-romano custodisce abitazioni che risalgono a un periodo che va dal IV secolo a.C. fino al V secolo d.C. Alcune presentano ancora tracce di affreschi e di mosaici.
    Dopo aver visitato il sito, è una buona idea gironzolare per le stradine strette e sinuose della vecchia Agrigento che si estende nella parte alta della città. Come dice il suo nome, Santa Maria dei Greci, una chiesa normanna dell’XI secolo, sorge su un tempio greco del V secolo a.C. probabilmente consacrato ad Atena: notate il soffitto in legno e i mosaici bizantini. La Cattedrale, costruita nell’anno 1000 e accompagnata da un campanile del XV secolo, ha subito vistosi rimaneggiamenti. Degni di attenzione le travature dipinte della navata centrale, gli stucchi barocchi dell’abside e una Madonna attribuita a Guido Reni nella sacrestia. Fondata nel 1290, la chiesa abbaziale di Santo Spirito è ornata da un bel soffitto a cassettoni (1758) e da quattro graziosi bassorilievi in stucco di Giacomo Serpotta.
    Appena 6 km a sud-ovest di Agrigento si trova Caos, la casa natale di Luigi Pirandello trasformata in museo.
    Se volete organizzare una insolita escursione dirigetevi a 15 km a nord di Agrigento, vicino alla città di Aragona, dove potrete camminare tra vulcani in miniatura: i bizzarri e suggestivi Vulcanelli di Macalube.

    Siracusa

    Città greca fondata nel 734 a.C. da un gruppo di Corinzi, Siracusa crebbe rapidamente, al punto da costituire una minaccia per Atene. Raggiunse il suo apogeo economico e culturale sotto il dominio di Dionisio I, quando la città attirò a sé pensatori della levatura di Platone, prima di cadere sotto la dominazione romana all’inizio del III secolo a.C. Città natale del matematico Archimede, Siracusa venne convertita al cristianesimo dallo stesso San Paolo.
    L’isola di Ortigia costituisce il cuore fisico e spirituale di Siracusa, con una predominanza di edifici medievali interrotta qua e là da chiese e palazzi barocchi. Il Duomo del VII secolo ingloba nella sua struttura le colonne di un tempio greco dedicato ad Atena. Danneggiato da diversi terremoti, presenta una architettura composita e le torri sul lato sinistro dell’edificio testimoniano il suo utilizzo come moschea durante il periodo arabo. La piazza del Duomo, situata nella parte più elevata dell’isola, dove un tempo sorgeva l’antica acropoli della città greca, è circondata da palazzi barocchi, tra cui il Palazzo Beneventano e il Palazzo Arcivescovile, e dalla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, consacrata alla santa protettrice della città, che venne martirizzata a Siracusa durante il regno dell’imperatore romano Diocleziano. Non lontano da lì, potrete vedere la Fonte Aretusa, una sorgente naturale che sgorga a pochi metri dal mare; secondo la leggenda, la ninfa Aretusa venne trasformata in fonte da Artemide per sfuggire alle attenzioni del dio fluviale Alfeo.
    Sulla terraferma si estende il Parco Archeologico della Neapoli, la città nuova. Il suo Teatro Greco (V secolo a.C.), completamente scavato nella roccia, poteva accogliere fino a 16.000 spettatori; ugualmente ricavato dalla roccia, l’ampio Anfiteatro Romano risale al III secolo d.C.; l’Ara di Gerone II, imponente per dimensioni (22,80 x 198 m), veniva utilizzata per i sacrifici pubblici di animali. La Latomia del Paradiso è una antica cava di calcare crivellata di tunnel, dove i Greci facevano lavorare i loro prigionieri, e dove ora crescono lussureggianti giardini di magnolie e di agrumi. Qui si apre l’Orecchio di Dionisio, una grotta lunga 65 m e alta 23, battezzata così dal Caravaggio per la sua forma e per una leggenda secondo la quale il tiranno di Siracusa avrebbe sfruttato l’eccezionale acustica della cavità per ascoltare le conversazioni dei prigionieri in essa rinchiusi. Nelle vicinanze, la Grotta dei Cordari deve il suo nome a questi artigiani, che qui esercitarono per secoli il loro mestiere. Dopo la visita della zona archeologica, non lasciate Siracusa prima di aver visto le Catacombe di San Giovanni: questa necropoli cristiana sotterranea si sviluppa attorno alla tomba di San Marciano, primo vescovo della città, martirizzato nel III secolo.
    Se avete intenzione di rimanere nella provincia di Siracusa, 33 km a sud della città vi attende Noto: completamente raso al suolo dal terremoto del 1693, il paese venne interamente ricostruito secondo lo stile barocco dell’epoca.

    Taormina

    Abbarbicata lungo i fianchi del monte Tauro, a picco sul mare e con vedute dell’Etna, Taormina gode di una situazione particolarmente fortunata, che le ha consentito di rientrare nel novero delle località più famose dell’isola. Fondata dai Siculi, venne conquistata dai Greci nel V secolo a.C., in seguito alla distruzione di Naxos. Dopo l’occupazione romana, venne il turno dei Bizantini, che ne fecero la loro capitale siciliana. Distrutta dagli Arabi nel 902, la città rimarrà malgrado tutto un centro economico e artistico molto importante nel corso dei secoli successivi. Nonostante l’afflusso di turisti attratti dalla sua straordinaria posizione si sia fatto sempre più massiccio, Taormina è riuscita a mantenere molto del suo carattere medievale.
    Del Teatro Greco costruito nel III secolo a.C. rimangono principalmente gli elementi rifatti o aggiunti in epoca romana e, oltre a ciò, una parte della sua struttura è nascosta da una abitazione del XII secolo. Dal luogo su cui sorgeva la scena si ha una vista incantevole dell’Etna e di tutta la costa. Vicino al teatro, i giardini pubblici della villa comunale invitano alle passeggiate. Nel centro della cittadina si trova l’Odeon, un piccolo teatro romano non ben conservato: collegato all’abside di una chiesa, si pensa sia stato eretto sul sito di un tempio greco dedicato ad Apollo. La Cattedrale del XIII secolo ha subito diversi rimaneggiamenti, gli ultimi risalenti al 1636. A Taormina si possono ammirare diverse residenze signorili, tra cui Palazzo Corvaja: nacque come bastione per opera degli Arabi nell’XI secolo e nel 1410 fu sede del Parlamento siciliano. La Badia Vecchia, un massiccio torrione merlato, appartenne a un palazzo del XIV secolo.
    Per i patiti della spiaggia, c’è una funivia che permette di raggiungere quelle dell’Isola Bella e di Mazzarò ai piedi della città.

    Enna

    Situata sulla sommità di una cresta rocciosa, in mezzo alle terre bruciate dal sole della Sicilia centrale, Enna si trova un po’ in disparte rispetto agli itinerari seguiti dalla maggior parte dei turisti. Il percorso per raggiungere la città, conosciuta a partire dall’epoca greca come l’”ombelico” dell’isola, è di per sé molto piacevole, e l’apprezzerete ancora di più facendo tappa a Piazza Armerina, dove la Villa Romana conserva splendidi mosaici di rara finezza esecutiva.
    Costruito dagli Svevi, il Castello di Lombardia, la più imponente fortezza medievale di Sicilia, ha conservato soltanto sei delle venti torri originarie. Di lassù si hanno vedute straordinarie fino alla città di Calascibetta, fondata dagli Arabi nel IX secolo, e si scorge il profilo dell’Etna. La costruzione del Duomo venne iniziata nel 1307 per iniziativa di Eleonora d’Aragona, ma la sua facciata risale al secolo successivo e la torre che sormonta il nartece costituisce un’aggiunta del XVII secolo. Il Museo Alessi ospita il tesoro del Duomo e diverse collezioni d’oggetti d’arte e d’antichità. Per ammirare i reperti portati alla luce dagli scavi compiuti nella provincia, recatevi al Museo Archeologico allestito nel palazzo Varisano. Nella parte moderna della città, la Torre di Federico II (XIII secolo) svetta nel bel mezzo del giardino pubblico.
    Se volete scoprire dove Ade rapì Persefone dirigetevi a circa 9 km a sud della città per scoprire le bellezze del Lago di Pergusa, uno dei pochi laghi naturali della Sicilia.

    Le isole

    Le isole Eolie (Vulcano, Lipari, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi) dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, sono un piccolo paradiso che emerge dalle acque blu cobalto al largo della costa nordorientale della Sicilia, dove si possono svolgere emozionanti attività all’aperto: nuotare, andare in barca, fare immersioni, scalare vulcani dai crateri fumanti. Molti visitatori scelgono Lipari, la più grande nonché la più animata delle sette isole, come base da cui visitare l’arcipelago. Tuttavia anche Salina offre eccellenti sistemazioni e una buona rete di collegamenti, mentre Stromboli, a nordest dell’arcipelago è una destinazione a parte con le sue straordinarie esplosioni vulcaniche, le spiagge magnifiche e il magico senso di isolamento.
    Le isole Egadi (Favignana, Marettimo e Levanzo) sono le meta ideale per fare nuotate, immersioni, godersi la buona tavola e rilassarsi. Se la vostra base è Favignana sappiate che le spiagge migliori si trovano sul versante meridionale dell’isola in località Miramare e Lido Burrone. A Marettimo oltre alle belle nuotate a Cala Sarda, Cala Nera e Cala Bianca, potrete dedicarvi alle camminate nella natura, dal momento che c’è una sola strada e per giunta poco trafficata, così come a Levanzo. In quest’ultima isola, dopo un bagno al Faraglione o a Cala Minnola potrete visitare la Grotta del Genovese, per ammirare pitture rupestri del Paleolitico e graffiti neolitici.
    Pantelleria è più un luogo da vivere che da visitare. Si possono organizzare delle bellissime escursioni alla scoperta di curiosi fenomeni naturali. Le 24 cuddie (antichi crateri di roccia vulcanica rossa), poste intorno al Monte Grande, il vulcano principale che si staglia al centro dell’isola. Sulla sommità si trovano il Bagno asciutto di Arturo (una sorta di sauna naturale) e lo Specchio di Venere (laghetto con fanghi vulcanici).
    L’isola di Ustica si trova a circa 60 km al largo di Palermo ed è il paradiso per gli appassionati di immersioni e snorkelling. L’isola è disseminata di grotte spettacolari e le acque, che fanno parte della Riserva Naturale Marina, sono sempre limpide e pulite, pullulanti di pesci e coralli.
    Le isole Pelagie (Lampedusa, Linosa e Lampione) fanno parte della piattaforma continentale che separa l’Africa dall’Europa. Linosa si trova ancora sulla placca europea, mentre Lampedusa fa parte di quella africana. Lampedusa è l’isola maggiore dell’arcipelago e così come Linosa offre spiagge di sabbia nera e acque splendide. La piccola Lampione, poco più di uno scoglio disabitato, non è raggiunta dai traghetti.

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