Nuuk
Nuuk fu fondata da Hans Egede - un missionario danese dedicatosi alla conversione delle anime - che la battezzò ottimisticamente 'Buona Speranza' ('Godthåb'). Il nome non si rivelò molto profetico: prima i nativi inuit l'abbandonarono perché, per il loro modo di pensare, era diventato troppo affollato, e più tardi il vaiolo e la tubercolosi decimarono la popolazione del piccolo insediamento. Per gli standard attuali Nuuk, che ha solo 14.100 abitanti, è ancora piccola. Nonostante gli ampi spazi a disposizione e l'esiguità della popolazione, Nuuk ha insistito nell'alloggiare i suoi abitanti in enormi edifici residenziali con nomi quali Block P - una specie di gulag sul ghiaccio - e l'urbanizzazione si sta ora muovendo lungo la strada per l'aeroporto.Kolonihavnen, un pittoresco villaggio di pescatori del XVIII secolo nel cuore di Nuuk, è una piacevole eccezione al resto della città e rende l'idea di come fosse quest'ultima prima che venisse costruito il porto industriale.
La vera attrattiva di Nuuk è rappresentata dalla vicinanza ai numerosi sentieri che conducono nell'entroterra e dalle favolose vedute che si godono dalla cima delle vicine montagne. Nella capitale le escursioni organizzate, le gite in barca e il noleggio dell'attrezzatura sono più agevoli che in altre località.
Qaqortoq
Qaqortoq, all'estremità della penisola nel sud della Groenlandia, è una piacevole cittadina portuale costruita nel punto in cui Hans Egede cercò i coloni perduti. Pur avendo solo 3.100 abitanti, Qaqortoq è considerata il centro della Groenlandia meridionale ed è particolarmente bella in estate, quando il luogo esplode di fiori selvatici.L'orgoglio di Qaqortoq è la fontana della piazza principale (l'unica della Groenlandia) sulla cui base sono riportati in lettere d'ottone i nomi dei cittadini, vivi e morti (anche se molti di essi sono stati asportati dai cacciatori di souvenir). Vale la pena di dare un'occhiata anche al Museo di Qaqortoq, uno dei più belli di tutta la Groenlandia, dove sono esposti manufatti di culture presenti e passate. Stone and Man di Aka Høegh è un'enorme scultura che utilizza formazioni di roccia naturale come materiale di base per la realizzazione di una miriade di figure e di forme astratte.
Qaqortoq viene però usata soprattutto come punto di partenza per escursioni a piedi e trekking: di un giorno fino al 'Cairn di Peter' o nei dintorni del lago Tasersuaq, e da tre a quattro giorni nella città limitrofa di Igaliku.
Le rovine di Hvalsey, in una striscia costiera appena fuori Qaqortoq, sono le rovine scandinave più estese e meglio conservate di tutta la Groenlandia. Hvalsey è citata anche negli annali islandesi, Flateyjarbók, come luogo in cui vennero bruciate le streghe all'inizio del XV secolo e parrocchia dove venne celebrato l'ultimo matrimonio tra un'islandese e un colono groenlandese.
Qaqortoq è servita dai traghetti quasi tutti i giorni e ha diversi voli giornalieri in partenza per altre località situate lungo la costa occidentale. La si può anche raggiungere con un trekking da alcune cittadine limitrofe. Qaqortoq si trova 450 km a sud di Nuuk, ma a piedi, lungo la costa molto frastagliata, la distanza sarebbe notevolmente maggiore.
Upernavik
Visitate Upernavik (1.100 abitanti), l'ultima fermata dei traghetti diretti a nord, e non vi lamenterete mai più per il freddo. Non potete dire di conoscere il vero freddo finché non siete stati in questa cittadina 800 km a nord del Circolo polare artico. Upernavik significa 'posto primaverile': qui la temperatura media in estate si aggira intorno a 5°C. Immaginate come dev'essere l'inverno. Alcuni abitanti sono impiegati nell'industria ittica, ma la caccia alla foca e all'orso polare rappresentano ancora la principale fonte di reddito per molte persone.Imbacuccatevi bene e andate a vedere il Museo della Città Vecchia, che è il più antico della Groenlandia. L'ultimo quaderno dei visitatori, che è durato oltre 60 anni, contiene le firme di molti dei più famosi esploratori artici. Tra gli oggetti in esposizione vi è anche un qajaq completo di arpone, lancia per catturare gli uccelli, coltello e corde di pelle. Al momento si sta lavorando per incorporare nel museo l'intero centro storico.
La camminata di tre ore dalla vetta più elevata di Upernavik, Inuusuussuaq, alla punta settentrionale, Naajarsuit, vi condurrà attraverso un paesaggio incantato. Le rocce sono striate di depositi di minerali dai colori sgargianti, comprese vene di grafite naturale e striature di colore rosso, giallo, viola, arancione e verde. L'effetto surreale è intensificato dall'acustica della vallata, dove un sussurro è in grado di propagarsi per chilometri; sembra quasi di essere all'interno di una camera riverberante.
Upernavik è collegata a Ilulissat da tre elicotteri la settimana, che fanno scalo a Uummannaq. I traghetti provenienti da Ilulissat e Uummannaq sostano nel porto di Upernavik per circa un'ora, ma nel mese di agosto è talvolta possibile sbarcare a Upernavik e tornare indietro con un altro traghetto 24 ore dopo.
Kulusuk
Se per molti versi Kulusuk è un improbabile punto strategico per i turisti, in quanto si tratta di un'isoletta sperduta al largo della costa orientale della Groenlandia, per altri aspetti, però, è perfetta per un incontro effettivo con la Groenlandia. Il suo aeroporto internazionale la rende facilmente accessibile e i frequenti voli da Reykjavík ne fanno una località ideale per un'escursione in giornata. Kulusuk è il miglior biglietto da visita per la Groenlandia; il piccolo villaggio è avvinghiato all'isola rocciosa sopra a un rilucente mare di iceberg ed è circondato da imponenti montagne. Molti dei suoi abitanti vivono ancora di caccia. In modo abbastanza curioso, Kulusuk è relativamente immune all'influenza occidentale nonostante il regolare afflusso di turisti, un po' perché gli abitanti seguono uno stile di vita più tradizionale, un po' perché i visitatori si trattengono generalmente per periodi brevi.Non mancate di visitare il suggestivo cimitero, che è decorato con fiori di plastica disposti a festone e ha per sfondo un paesaggio artico spoglio e ghiacciato. La Icelandair organizza irregolari spettacoli di danza e dimostrazioni sul funzionamento dei qajaq, sempre che gli esecutori non diano forfait per andare a caccia. L'isola è relativamente piccola, per cui occorrono una quarantina di minuti per andare a piedi dall'aeroporto al villaggio. Si può passare attraverso la tundra ricoperta di fiori artici e ranuncoli dei ghiacciai oppure risalire la collina fino a un desolato lago di montagna per poi discendere fino al villaggio.
In estate vi sono voli giornalieri da Reykjavík, ma soltanto per escursioni di una sola giornata. Ufficialmente i passeggeri non possono proseguire per la Groenlandia occidentale e hanno il permesso di trattenersi nella regione per un massimo di 3/5 giorni. I traghetti collegano Kulusuk alla vicina isola di Tasiilaq e, ghiaccio permettendo, effettuano almeno un viaggio la settimana.
Ilulissat
Ilulissat significa 'gli iceberg', un nome che si addice perfettamente a una cittadina affacciata su un mare di iceberg e lastroni di ghiaccio galleggianti alla deriva sotto un implacabile cielo grigio. Ilulissat ha ancora un'atmosfera da cittadina di frontiera; la sua natura trasandata contrasta con il fatto di essere una delle più popolari mete turistiche della Groenlandia, ma si concilia benissimo con la sua storia lunga e movimentata. Gli scavi archeologici risalenti a 3500 anni fa stabiliscono che in questa zona sorgeva uno dei principali insediamenti delle tribù Saqqaq e Dorset; gli abitanti del villaggio si affidano ancora ampiamente alla caccia e alla pesca tradizionale per integrare l'attività turistica.All'uomo che, tra le altre cose, ha detto 'datemi l'inverno, datemi dei cani e prendetevi pure tutto il resto' è stato dedicato un museo: il Museo Knud Rasmussen. All'interno sono esposti oggetti in qualche modo legati alle spedizioni di Rasmussen al Polo Nord, nonché manufatti danesi e inuit e reperti storici. Il Museo del Freddo (un concetto che a qualcuno potrebbe sembrare ridondante in Groenlandia) è interessante per il fatto che non serve il riscaldamento per conservare ciò che contiene: utensili e macchinari antichi.
Una delle principali attrattive è il fiordo di ghiaccio di Ilulissat. Il ghiacciaio Sermeq Kujalleq, che è largo 5 km e ha uno spessore indefinito, è il più grande del mondo al di fuori dell'Antartide ed è la fonte di un decimo dei blocchi di ghiaccio che vagano in acque groenlandesi. È circondato da così tanto ghiaccio che l'unica cosa di cui si sente la mancanza è l'acqua allo stato liquido. Il fiordo è raggiungibile dal vecchio eliporto situato a 1,5 km dal centro di Ilulissat.
I sentieri sono segnalati mediante tumuli di pietre; il più facile e piacevole è quello che conduce alle rovine di Sermermiut e a Holms Bakke, dove l'intera cittadinanza di Ilulissat si riunisce il 13 gennaio per dare il bentornato al sole. Fra gli altri itinerari ricordiamo quello per Vandsøen (per andare e tornare si impiegano all'incirca 5 ore) e quello più impegnativo per Akinnaq.
Ilulissat si può raggiungere in aereo da Nuuk, Sisimiut, Kangerlussuaq, Uummannaq, Upernavik e altre località situate nella Baia di Disko. In estate vi sono almeno due o tre traghetti la settimana da Nuuk, da cui dista 700 km. Traghetti più piccoli fanno la spola tra Ilulissat e le isole maggiori della Baia di Disko.
Baia di Disko
La Baia di Disko è la patria delle mastodontiche montagne di ghiaccio. Gli iceberg, che si staccano dai ghiacciai con notevole frequenza, possono compiere fino a 30 m al giorno e alcuni di essi pesano addirittura 7 milioni di tonnellate. L'arcipelago della Baia di Disko è una distesa piena di iceberg, che si trova a 300 km a nord del Circolo polare artico; durante l'estate i suoi cinque villaggi principali (Kangaatsiaq, Ilulissat, Qeqertarsuaq, Qasigiannguit e Aasiaat) assaporano le vere giornate artiche e un magnifico sole di mezzanotte.Se osservare gli iceberg vi affatica la vista, le isole offrono la possibilità di praticare splendide escursioni a piedi e ogni posto ha qualcosa di speciale. Aasiaat è rinomata per il suo negozio di pelle, dove quest'ultima viene conciata, essiccata e cucita in modo tradizionale, e per la sua pittoresca città vecchia inuit, con tanto di stizzosi cani da slitta; la cittadina di Qasigiannguit ospita il museo con una delle più vaste raccolte di reperti risalenti al periodo dei saqqaq; Kangaatsiaq, o 'la collina pedemontana piuttosto piccola', è un minuscolo villaggio dedito alla pesca e alla caccia alle foche, con le pelli di questi animali appese a essiccare in ogni dove; infine Qeqertarsuaq, sull'isola di Disko, vanta una grande quantità di accessori legati alla caccia alla balena e ospita la Stazione di Ricerca Artica.
Le isole della Baia di Disko, regolarmente servite da aerei, traghetti e, in alcuni casi, anche da elicotteri, si trovano a oltre 600 km di distanza da Nuuk in linea d'aria.
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