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    Avanersuaq (Distretto di Thule)

    Avanersuaq si trova nel regno di Ultima Thule, la più inaccessibile di tutte le terre della regione più settentrionale del mondo. La sua scoperta stimolò l'immaginazione di chi viaggia con il pensiero e degli appassionati di antropologia del vecchio mondo e le descrizioni di prima mano di una terra di luccicanti torri di ghiaccio, paesaggi ostili e gente impellicciata conferì a Ultima Thule il livello di suggestione che solo Shangri La e il paradiso possono raggiungere.
    Avanersuaq è ancora oggi difficile da raggiungere, ardua da attraversare e poco economica. Alla sua natura enigmatica si aggiungono le leggi che regolano il movimento degli stranieri; i turisti non possono entrare nel distretto fra il 15 settembre e il 15 aprile e chiunque voglia visitare la base aerea di Thule deve farsi rilasciare un pass dall'Attaché dell'Aeronautica statunitense, oppure dal ministero o dall'ambasciata danese.
    Dopo aver dato un'occhiata al Museo Knud Rasmussen di Qaanaaq, pochissimi manufatti riusciranno ad attirare la vostra attenzione. Nel distretto di Thule più che da vedere c'è molto da fare; in primavera vengono infatti organizzate escursioni su slitte trainate da cani e gite di otto giorni tra Qaanaaq e Siorapaluk. Nelle gite sono inclusi i pasti, la caccia alle foche e ai trichechi e il pernottamento in capanni e igloo. Tuttavia, l'alternativa più emozionante è rappresentata da una battuta di caccia di 15 giorni sul mare ghiacciato fino a raggiungere diversi villaggi di Avanersuaq.
    Avanersuaq si trova oltre 1500 km a nord di Nuuk. Il miglior modo per raggiungerla è l'aereo, grazie ad uno dei voli settimanali da Kangerlussuaq. Con una buona dose di fortuna potreste anche riuscire a raggiungere il Distretto di Thule in traghetto. Una volta l'anno, generalmente la prima settimana di settembre, quando il mare è meno ghiacciato, viene organizzata una crociera da Kangerlussuaq e Ilulissat a Qaanaaq.

    Uummannaq

    Pur essendo situata 500 km a nord del Circolo polare artico, Uummannaq è nota come il punto più soleggiato della Groenlandia e, per il suo clima più secco, offre un po' di sollievo dalle zanzare estive. Uummannaq un tempo era al centro delle attività dei balenieri e nel XVII secolo accolse un gran numero di balenieri olandesi. Molte delle antiche tradizioni sopravvivono ancora. Ogni primavera, per esempio, all'avvistamento della prima nave della stagione, l'intero villaggio si riunisce sulla collina a ovest di Uummannaq, dove, con insolito spirito militare, vengono sparate tre salve di cannone per dare il benvenuto ai passeggeri in arrivo.
    Il Museo di Uummannaq si trova nel posto in cui sorgeva il vecchio ospedale. Un'intera sala è stata dedicata alla sfortunata spedizione dello scienziato tedesco Alfred Weigner. Nel museo si trovano anche informazioni generali sull'archeologia e la storia della Groenlandia, le mummie di Qilaqitsoq e l'epoca dei balenieri. La sala del grasso è il vecchio magazzino dove veniva conservato il grasso di balena. Tuttavia, il grasso non veniva bollito là sotto; il fetore avrebbe fatto scappare chiunque. Quello che secondo gli abitanti di Uummannaq è il vero castello di Babbo Natale si trova a due ore di tranquillo cammino dal centro città. Ancora più intrigante della casa di Babbo Natale è la grotta situata più avanti lungo la costa, nota presso gli abitanti del posto come la 'grotta dei troll'.
    La montagna di Uummannaq è per la Groenlandia ciò che Uluru rappresenta per l'Australia: una formazione geografica naturale di sorprendente bellezza che cambia continuamente colore. È costituita da un basamento di gneiss che sale verso l'alto formando spire nere, bianche e rosse che mutano colore da un momento all'altro. Anche se sembra impossibile da scalare, alcune spedizioni sono riuscite ad arrivare fino in cima, ma la maggior parte dei turisti si accontenta di guardarla.
    Un elicottero va e viene da Uummannaq quattro o cinque volte la settimana. La città è inoltre servita da almeno un traghetto la settimana. Quasi tutte le crociere estive organizzate dalla Greenland Tourism nella Baia di Disko prevedono una sosta a Uummannaq.

    Motzfeldt Sø

    Se amate camminare, il trekking fino al lago di Motzfeldt Sø metterà a dura prova la vostra resistenza fisica, ma alla fine vi ripagherà dello sforzo. Il lungo lago a forma di gomito è circondato da vette ghiacciate alte 1600 m ed è alimentato da due ghiacciai da cui si staccano gli iceberg.
    Potete partire da Igaliku o dal Camp Blue Ice. Per andare e tornare occorrono all'incirca sei giorni. Lungo la strada attraverserete la suggestiva valle di Qoororssuaq, un profondo avvallamento tra le gigantesche vette di Illerfissalik e Suusugutaussa, e incontrerete il fiume Qoorqup Kuua, che nasce dal Motzfeldt Sø. Il Camp Blue Ice offre la possibilità di pernottare in un ambiente selvaggio, anche se gli alloggi sono semplici tende a igloo. Troverete informazioni dettagliate sull'escursione al lago nella sezione dedicata a Narsaq della Hiking Map - South Greenland.

    Parco nazionale della Groenlandia nord-orientale

    È il parco più grande del mondo, nonché il più difficile da raggiungere. Non solo è situato all'estremità settentrionale della Groenlandia, dove abbraccia l'intero quarto nord-orientale del paese, ma per anni rimase chiuso a tutti fuorché ai ricercatori scientifici. L'UNESCO lo ha recentemente denominato, in modo alquanto enfatico e sciovinistico, 'A Man and the Biosphere Reserve' ('Un uomo e la riserva della biosfera'), probabilmente al fine di riconoscerlo come la riserva ecologica per eccellenza; e forse non senza ragione, dal momento che è veramente un ambiente ben conservato: la sua immensa tundra offre riparo a buoi muschiati, orsi polari, lupi, caribù e a una grande varietà di specie vegetali artiche.
    Una delle maggiori attrattive è la possibilità di arrivare laddove finisce il mondo, o almeno nel punto più a nord. Per anni si pensò che l'estremità settentrionale della terra fosse Capo Morris Jesup, ma poi venne scoperta una minuscola isoletta ancora più a nord, che si guadagnò il nome di Kaffelklubben Ø, o isola del 'club del caffè', sicuramente per la sua atmosfera calda e accogliente. In seguito, anche Kaffelklubben Ø fu rimpiazzata, sostituita da un puntino di terra con un diametro di 100 m - l'isola di Oodaaq - che a quanto si sa è assolutamente e definitivamente l'ultimo pezzetto di terra dell'emisfero settentrionale. La sola possibilità di raggiungere la minuscola isola di Oodaaq è rappresentata dagli elicotteri a noleggio, che non sono certo economici.
    Negli ultimi anni l'accesso al parco è stato facilitato e ora possono formalmente richiedere il permesso di visitarlo anche i gruppi privati. I cacciatori tradizionali e i funzionari in servizio hanno accesso illimitato, mentre gli altri aspiranti visitatori devono ottenere il permesso dal Dansk Polarcenter; la domanda dev'essere inoltrata entro il dicembre dell'anno precedente a quello in cui si intende effettuare la visita.
    Se siete abbastanza fortunati da ottenere il permesso di visitare il parco, potete noleggiare un Piper Navajo da 5 posti o un jet da 15 posti dal Flugfélag Norourlands di Akureyri, in Islanda, all'aeroporto di Mesters Vig.

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