Creta è la più grande isola della Grecia e la quinta del Mediterraneo. È un’isola che si estende in lunghezza per 260 km ed è il punto più meridionale della Grecia. La sua città più importante, Iraklio, è situata al centro della parte nord dell’isola, dove si è sviluppata maggiormente l’industria turistica, mentre la zona meridionale e occidentale sono tuttora incontaminate.
L’isola è suddivisa in quattro prefetture (Hania, Rethymno, Iraklio e Lassithi), ma si divide più comunemente in tre zone: Creta orientale, occidentale e centrale. La zona orientale, la più arida, è costellata di ulivi ed è attraversata da una catena montuosa tetra e poco accogliente, il Thripti. Anche se le città di Nikolaos e Baia di Mirambello attirano qualche visitatore, questa è decisamente la zona meno turistica di Creta.
La regione del centro pullula di vigne e turisti, il cui connubio non è poi così negativo. Oltre al capoluogo, Iraklio, la regione centrale di Creta ospita i più famosi siti archeologici e la fertilissima pianura di Mesara, costellata di graziosi mulini a vento in cui si coltivano olive e arance. Al confine tra la regione centrale e le zone orientali si trovano la Pianura di Lassithi e il Monte Dikitu, crivellato di grotte. Secondo la mitologia fu in una di queste (la Dikteon Andron situata appena fuori dal villaggio di Psyhro) che Zeus fu nascosto da sua madre Rea per sottrarlo al padre Crono che altrimenti lo avrebbe divorato.
La regione occidentale di Creta è la più verdeggiante e la meno montuosa. Le Montagne Bianche, o Lefka Ori, dominano il paesaggio e si elevano a un’altitudine di circa 2500 m prima di immergersi in modo spettacolare nel Mar Libico, a sud. Questo improvviso cambiamento geomorfologico determina un gran numero di gole profonde, tra le quali la famosa gola di Samaria.
Tra gli animali che si possono avvistare occasionalmente a Creta ci sono i kri-kri, o capre selvatiche, che brucano tra gli arbusti, qualche serpente tra le rocce, e moltissime lumache. Purtroppo le risorse del mare di Creta, forte simbolo culturale, mitologico e storico (senza contare il suo ruolo importante di sostentamento) sono gravemente depauperate. A questo stato di cose hanno contribuito i metodi di pesca intensiva, come la pesca alla dinamite, ma anche l’inquinamento derivato dal petrolio delle imbarcazioni. Solo in questi ultimi anni si cominciano a prendere provvedimenti seri per la protezione ambientale.
L’isola è suddivisa in quattro prefetture (Hania, Rethymno, Iraklio e Lassithi), ma si divide più comunemente in tre zone: Creta orientale, occidentale e centrale. La zona orientale, la più arida, è costellata di ulivi ed è attraversata da una catena montuosa tetra e poco accogliente, il Thripti. Anche se le città di Nikolaos e Baia di Mirambello attirano qualche visitatore, questa è decisamente la zona meno turistica di Creta.
La regione del centro pullula di vigne e turisti, il cui connubio non è poi così negativo. Oltre al capoluogo, Iraklio, la regione centrale di Creta ospita i più famosi siti archeologici e la fertilissima pianura di Mesara, costellata di graziosi mulini a vento in cui si coltivano olive e arance. Al confine tra la regione centrale e le zone orientali si trovano la Pianura di Lassithi e il Monte Dikitu, crivellato di grotte. Secondo la mitologia fu in una di queste (la Dikteon Andron situata appena fuori dal villaggio di Psyhro) che Zeus fu nascosto da sua madre Rea per sottrarlo al padre Crono che altrimenti lo avrebbe divorato.
La regione occidentale di Creta è la più verdeggiante e la meno montuosa. Le Montagne Bianche, o Lefka Ori, dominano il paesaggio e si elevano a un’altitudine di circa 2500 m prima di immergersi in modo spettacolare nel Mar Libico, a sud. Questo improvviso cambiamento geomorfologico determina un gran numero di gole profonde, tra le quali la famosa gola di Samaria.
Tra gli animali che si possono avvistare occasionalmente a Creta ci sono i kri-kri, o capre selvatiche, che brucano tra gli arbusti, qualche serpente tra le rocce, e moltissime lumache. Purtroppo le risorse del mare di Creta, forte simbolo culturale, mitologico e storico (senza contare il suo ruolo importante di sostentamento) sono gravemente depauperate. A questo stato di cose hanno contribuito i metodi di pesca intensiva, come la pesca alla dinamite, ma anche l’inquinamento derivato dal petrolio delle imbarcazioni. Solo in questi ultimi anni si cominciano a prendere provvedimenti seri per la protezione ambientale.
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