Georgia:

    Storia

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    L'istmo che si estende tra il Mar Nero e il Mar Caspio, uno dei collegamenti principali tra l'Europa e l'Asia, è stato nel corso della storia uno dei territori più trafficati. Il grandissimo numero di persone che vi sono arrivate da tutte le direzioni l'ha reso una delle zone con il panorama etnico più vario del mondo. Insieme all'Azerbaijan e all'Armenia, la Georgia è uno stato relativamente giovane. Il paese nacque dalla fusione di alcuni piccoli principati unificati tra il X e il XIII secolo che, con il passare dei secoli, si separarono e cominciarono a ricostituirsi solo nel tardo XVIII secolo.

    Molto prima che la Georgia cominciasse a destare l'attenzione pubblica, tuttavia, il territorio era già ritenuto importante dal punto di vista strategico. Quella che al giorno d'oggi è la parte occidentale del paese venne colonizzata dai greci probabilmente intorno all'VIII secolo a.C. Le tribù anatoliche provenienti dalla Turchia si spostarono nella parte orientale circa un secolo dopo, unendosi alle popolazioni che già vivevano nella zona e formando il regno di Iveria. Tra il 550 a.C. e il 300 a.C. l'area fu sballottata da un impero all'altro: i persiani, i macedoni e i seleucidi. I Romani sconfissero questi ultimi nel 189 a.C. e concessero alla gente del posto di costituire degli stati armeni indipendenti. Questi vennero unificati circa un secolo dopo, costituendo la zona di influenza romana più potente dell'est, dal Mar Caspio alla Turchia centrale, comprendente gran parte dell'attuale Georgia.

    Intorno al 400 d.C. la parte occidentale dell'Armenia, che comprendeva la Georgia occidentale, fu conquistata dal potente impero bizantino. La zona orientale di Iveria finì sotto il dominio persiano fino a quando gli arabi musulmani non si insediarono nella zona a metà del VII secolo, stabilendo un emirato a Tbilisi. Il passaggio di potere tra gli arabi e i bizantini terminò con l'arrivo dei turchi selgiuchidi, che conquistarono quasi tutta l'Armenia tra il 1060 e il 1070 e spinsero molti abitanti a spostarsi in Georgia, dove predominava la religione cattolica. La maggior parte dell'attuale Georgia era ormai stata riunita sotto il nome di Iveria. Il periodo successivo al 1122, anno in cui Tbilisi riuscì a liberarsi dalla dominazione araba, fu il periodo d'oro della Georgia, il cui potere si estendeva dall'Azerbaijan occidentale alla Turchia orientale.

    Tuttavia, la stabilità durò ben poco e, per gli 800 anni che seguirono, la regione fu vittima di avidità e giochi di potere. I mongoli, i persiani safavidi e i turchi ottomani si disputarono la supremazia sul territorio; nel XVIII secolo gli ottomani riuscirono a spuntarla. Sopraggiunse poi la Russia: le truppe di Caterina la Grande si diressero verso la regione allo scopo di sconfiggere i Turchi. Nel 1795 l'eunuco persiano Agha Mohammed Khan Qajar saccheggiò Tbilisi prima che i russi annettessero i principati georgiani, riuscendo a strappare il controllo totale della zona ai Turchi negli anni tra il 1870 e il 1880. Con lo sviluppo dell'economia e della tecnologia si risvegliarono i sentimenti nazionalisti. Nacquero i movimenti nazional-socialisti georgiani (chiamati in modo poco originale 'primo gruppo', 'secondo gruppo' e 'terzo gruppo'), ciascuno più radicale del precedente. Tra i membri del terzo gruppo c'era Iosif Dzhugshvili, che successivamente cambiò il proprio nome in 'uomo d'acciaio' che, in georgiano, si dice Stalin.

    Nel 1918 la Transcaucasia si dichiarò una federazione di stati indipendenti da Mosca, ma ben presto si divise in tre repubbliche separate: la Georgia, l'Armenia e l'Azerbaijan. La Georgia, tuttavia, fu riconquistata dall'Armata Rossa nel 1920, dopo essere stata occupata per breve tempo dagli inglesi dopo la prima guerra mondiale, e tornò a essere legata ai suoi vicini con il nome di Repubblica Socialista e Federalista Sovietica Transcaucasica, che fu uno dei membri fondatori dell'Unione Sovietica. Durante il governo di Stalin in Georgia riemersero tendenze nazionaliste e più di 100.000 persone furono deportate in Siberia. La Repubblica Socialista e Federalista Sovietica Transcaucasica fu smantellata nel 1936 e la Georgia riacquistò il proprio nome, rimanendo tuttavia sotto il controllo dell'Unione Sovietica.

    Con la caduta della cortina di ferro la nazione divenne la prima repubblica sovietica a indire elezioni multipartitiche (1990). Molti credettero che questo paese economicamente dinamico sarebbe stato il primo a riuscire a risollevarsi dalla crisi. Tuttavia, con le lotte per l'indipendenza nelle regioni dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale e una breve guerra civile nel 1992 e nel 1993, il paese tornò a essere vittima dell'anarchia e della criminalità. L'uomo politico sovietico Shevardnadze è riuscito alla fine a ristabilire una situazione di relativo equilibrio, indirzzando il paese sulla strada del risanamento economico, ed è stato rieletto presidente nell'aprile 2000.

    Tuttavia, il 31 ottobre 2001, una delle più imponenti manifestazioni di piazza organizzate nel paese negli ultimi anni ha chiesto le dimissioni di alcuni ministri del governo, e del presidente Shevardnadze, per protesta contro l'incursione della polizia nella sede dell'unica televisione indipendente georgiana, Rustavi-2. Nel novembre 2003, la 'rivoluzione delle rose' ha posto fine alla presidenza di Shevardnadze e ha portato al potere Makhail Saakashvili, che con i suoi 35 anni è divenuto il più giovane presidente di uno stato europeo. Le elezioni presidenziali del 2008 hanno riconfermato lo stesso leader.

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