La Georgia si trova nel punto d'incontro tra l'Europa e l'Asia; questo aspetto ha contribuito, nel corso di migliaia di anni, a creare una cultura varia e moderata. La tradizione antica vuole che, nel momento in cui Dio distribuì le terre alle popolazioni del pianeta, i Georgiani mancarono all'appuntamento perché erano impegnati a mangiare e bere alla sua salute. Dopo che Dio comunicò loro che non c'erano più terre da distribuire, essi lo invitarono a unirsi ai festeggiamenti. Dio si divertì così tanto alla loro tavola che concesse ai Georgiani la terra che aveva riservato per sé: Georgia, il paese di Dio.
La cucina è uno degli aspetti più interessanti del paese agli occhi dei visitatori ed è il fulcro attorno a cui ruota l'attività culturale domestica. I pasti georgiani sono una parte integrante della vita familiare e costituiscono una manifestazione piuttosto originale per gli stranieri, dal momento che questi momenti della giornata rivelano relazioni rituali decisamente complesse. Il tavolo è guidato da tamada, che durante il pasto propone brindisi tradizionali. A chi non è georgiano sembrerà che nulla possa iniziare prima che tutti partecipino al brindisi. Vi consigliamo di non fare brindisi con la birra, perché in Georgia viene considerato un sottile insulto.
Durante la dominazione sovietica i ristoranti georgiani si diffusero in tutta la nazione e sono tuttora uno dei ritrovi preferiti dagli intenditori della Russia e degli altri stati ex-sovietici. Ciascuna parte del paese ha una tradizione culinaria diversa con sapori che derivano dalla sapiente combinazione di spezie diverse, anche se, in genere, predominano le erbe e l'aglio. L'unica difficoltà in cui potreste imbattervi durante l'acquisto di cibo è che i venditori insistano affinché ne prendiate ancora. I caffè e i ristoranti servono soprattutto piatti georgiani e cibi tradizionali europei, mentre i locali tipici offrono piatti quali khinkali, kabab, barbecue e khachapuri. I ristoranti in stile fast food americano servono i soliti hot dog e hamburger. Se volete assaggiare una prima colazione davvero diversa, provate il khachi, una zuppa di trippa e zampa di mucca con molto aglio.
La Coca Cola e l'aranciata si trovano dappertutto, ma ricordate che l'acqua minerale e le bibite a base di frutta in Georgia godono di una buona reputazione e vengono vendute quasi sempre in negozi specializzati. I vini georgiani vengono considerati i migliori tra quelli prodotti nel raggio di migliaia di chilometri, grazie al clima e al terreno particolarmente favorevole alla coltivazione dei vitigni.
Mentre i paesi limitrofi utilizzano l'alfabeto cirillico, la Georgia si distingue per l'utilizzo di un alfabeto di 33 simboli (5 vocali e 28 consonanti) dalle forme molto originali, che non può essere paragonato a nessun altro.
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Durante la dominazione sovietica i ristoranti georgiani si diffusero in tutta la nazione e sono tuttora uno dei ritrovi preferiti dagli intenditori della Russia e degli altri stati ex-sovietici. Ciascuna parte del paese ha una tradizione culinaria diversa con sapori che derivano dalla sapiente combinazione di spezie diverse, anche se, in genere, predominano le erbe e l'aglio. L'unica difficoltà in cui potreste imbattervi durante l'acquisto di cibo è che i venditori insistano affinché ne prendiate ancora. I caffè e i ristoranti servono soprattutto piatti georgiani e cibi tradizionali europei, mentre i locali tipici offrono piatti quali khinkali, kabab, barbecue e khachapuri. I ristoranti in stile fast food americano servono i soliti hot dog e hamburger. Se volete assaggiare una prima colazione davvero diversa, provate il khachi, una zuppa di trippa e zampa di mucca con molto aglio.
La Coca Cola e l'aranciata si trovano dappertutto, ma ricordate che l'acqua minerale e le bibite a base di frutta in Georgia godono di una buona reputazione e vengono vendute quasi sempre in negozi specializzati. I vini georgiani vengono considerati i migliori tra quelli prodotti nel raggio di migliaia di chilometri, grazie al clima e al terreno particolarmente favorevole alla coltivazione dei vitigni.
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Tuo viaggio balcaniFebbraio 2010








