Situata nel Mediterraneo, di fronte alla Sardegna, la Corsica è molto vicina all’Italia. La sua forma ricorda una mano con un dito che sembra puntato (il Capo Corso) verso la città che fu per secoli la sua dominatrice, Genova. La Corsica, chiamata ‘Corse’ dai francesi ha una superficie corrispondente a circa un quinto della Svizzera e rappresenta solo l’1,6% della totalità del territorio francese. Isola di magnifici paesaggi, possiede una storia geologica straordinaria e complessa, 43 laghi d’origine glaciale e un rilievo montano con cime che superano i 2500 m.
L’ambiente naturale quasi intatto della Corsica costituisce la sua principale attrattiva. Oltre un terzo dell’isola è protetto da numerosi parchi nazionali, riserve e parchi regionali. Gli sconvolgimenti geologici e le glaciazioni hanno formato nel corso dei millenni impressionanti catene montuose e zone alpine, coste rocciose scavate da golfi profondi come le calanche di Piana, i tafuni (burroni), rocce ornamentali come la rara diorite orbicolare, e strutture di roccia eruttiva con caratteristici alveoli grigi presenti soprattutto nell’Alta Rocca.
La ricca flora corsa si distribuisce su tre diverse altitudini: un piano mediterraneo, (fino a 1000 m circa), dove regnano la macchia, i lecci e le querce da sughero, ulivi e castagni. Il piano montano, che si estende tra 1000 e 1800 m circa, con foreste di pini e faggi, infine il piano alpino (oltre i 1800 m) che presenta una vegetazione bassa e discontinua costituita da erbe e piantine di alta montagna. Nella pianura orientale si trovano piante di cedro, kiwi e avocado.
La Corsica ha una fauna varia, con specie che comprendono il muflone, il cinghiale e il cervo corso, specie scomparsa dall’isola negli anni '60 e reintrodotta nel 1985. Sull’isola nidificano il gabbiano corso (Larus andouinii), specie scomparsa dalle coste europee, il gipeto, il raro picchio muratore corso e il marangone. La re-introduzione sull’isola dell’imponente falco pescatore ha avuto successo grazie al lavoro dell’amministrazione del Parc Naturel Régional de Corse (PNRC): nel 1973 furono introdotte tre coppie di esemplari, oggi si contano una ventina di coppie circa. Anche la tartaruga di Hermann, dalle strisce arancio e nere, è stata salvata dal PNRC. Inoltre, se guardate attentamente, durante le passeggiate, riuscirete a individuare le oltre 40 varietà diverse di libellule presenti sull’isola.
L’ambiente naturale quasi intatto della Corsica costituisce la sua principale attrattiva. Oltre un terzo dell’isola è protetto da numerosi parchi nazionali, riserve e parchi regionali. Gli sconvolgimenti geologici e le glaciazioni hanno formato nel corso dei millenni impressionanti catene montuose e zone alpine, coste rocciose scavate da golfi profondi come le calanche di Piana, i tafuni (burroni), rocce ornamentali come la rara diorite orbicolare, e strutture di roccia eruttiva con caratteristici alveoli grigi presenti soprattutto nell’Alta Rocca.
La ricca flora corsa si distribuisce su tre diverse altitudini: un piano mediterraneo, (fino a 1000 m circa), dove regnano la macchia, i lecci e le querce da sughero, ulivi e castagni. Il piano montano, che si estende tra 1000 e 1800 m circa, con foreste di pini e faggi, infine il piano alpino (oltre i 1800 m) che presenta una vegetazione bassa e discontinua costituita da erbe e piantine di alta montagna. Nella pianura orientale si trovano piante di cedro, kiwi e avocado.
La Corsica ha una fauna varia, con specie che comprendono il muflone, il cinghiale e il cervo corso, specie scomparsa dall’isola negli anni '60 e reintrodotta nel 1985. Sull’isola nidificano il gabbiano corso (Larus andouinii), specie scomparsa dalle coste europee, il gipeto, il raro picchio muratore corso e il marangone. La re-introduzione sull’isola dell’imponente falco pescatore ha avuto successo grazie al lavoro dell’amministrazione del Parc Naturel Régional de Corse (PNRC): nel 1973 furono introdotte tre coppie di esemplari, oggi si contano una ventina di coppie circa. Anche la tartaruga di Hermann, dalle strisce arancio e nere, è stata salvata dal PNRC. Inoltre, se guardate attentamente, durante le passeggiate, riuscirete a individuare le oltre 40 varietà diverse di libellule presenti sull’isola.
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