Dopo cinque secoli di dominio turco, la cultura bulgara è rinata nel XIX secolo mentre artisti e scrittori cercavano di risvegliare la coscienza nazionale. Zahari Zograf (1810-53) dipinse magnifici affreschi ispirati dall'arte medievale bulgara nei monasteri. Le incisioni di monaci contemplativi appaiono nei musei dei monasteri sparsi in tutta la Bulgaria: i santi grandi come chicchi di riso sono particolarmente caratteristici. Molti poeti bulgari sono legati a storie di violenza e di morte precoce e questo conferisce una certa intensità all'alto idealismo di personaggi come Hristo Botev (poeta popolare ribelle della fine del XIX secolo), Dimcho Debelyanov (poeta lirico ucciso nella prima guerra mondiale) e Geo Milev (poeta delle rivolte sociali successive alla prima guerra mondiale, rapito e ucciso dalla polizia). Il grande vecchio della letteratura bulgara, Ivan Vazov, è uno dei pochi che è riuscito a superare i 30 anni di età. Il suo romanzo Sotto il giogo descrive la sollevazione del 1876 contro i turchi.
Un antico mito greco assegna a Orfeo e alle Muse origini trace, un'eredità che i cantanti bulgari prendono ancora molto seriamente. I canti religiosi ortodossi evocano il misticismo delle fiabe e delle leggende regionali, mentre gli spontanei canti e balli popolari uniscono origini classiche a una marcata influenza turca. L'interesse internazionale per la musica vocale bulgara è stimolato da gruppi come Le Mystere des Voix Bulgaires, che hanno fatto conoscere il canto corale polifonico femminile bulgaro in tutto il mondo.
Il bulgaro è una lingua slava scritta con l'alfabeto cirillico. I santi Cirillo e Metodio, due fratelli di Salonicco, inventarono questa scrittura nel IX secolo; uno dei legami più forti che lega bulgari e russi è proprio l'uso di questo alfabeto comune. Il russo è la seconda lingua dei vecchi bulgari ed è ancora insegnato nelle scuole. I giovani sono più interessati a una versione dell'inglese condita con parole dei classici del rock e slogan pubblicitari. Al contrario di noi italiani, i bulgari muovono la testa a destra e a sinistra come gli indiani per dire sì, mentre il movimento in alto e in basso significa no.
La dieta bulgara è composta prevalentemente da carne, patate, fagioli e insalate, il tutto annaffiato con pericolosi liquori: è bene fare attenzione ai bicchieri riempiti di rakia e mastika. La prima colazione è un veloce spuntino a base di pane: nelle vie secondarie si possono cercare i chioschi che vendono deliziosi banitsi, pasticcini a base di formaggio spesso accompagnati da boza, una bevanda a base di miglio importata dall'estero. Il pranzo è il pasto principale della giornata. La cena viene servita la sera tardi, soprattutto per segnalare la fine degli aperitivi e l'inizio delle vere bevute.
Un antico mito greco assegna a Orfeo e alle Muse origini trace, un'eredità che i cantanti bulgari prendono ancora molto seriamente. I canti religiosi ortodossi evocano il misticismo delle fiabe e delle leggende regionali, mentre gli spontanei canti e balli popolari uniscono origini classiche a una marcata influenza turca. L'interesse internazionale per la musica vocale bulgara è stimolato da gruppi come Le Mystere des Voix Bulgaires, che hanno fatto conoscere il canto corale polifonico femminile bulgaro in tutto il mondo.
Il bulgaro è una lingua slava scritta con l'alfabeto cirillico. I santi Cirillo e Metodio, due fratelli di Salonicco, inventarono questa scrittura nel IX secolo; uno dei legami più forti che lega bulgari e russi è proprio l'uso di questo alfabeto comune. Il russo è la seconda lingua dei vecchi bulgari ed è ancora insegnato nelle scuole. I giovani sono più interessati a una versione dell'inglese condita con parole dei classici del rock e slogan pubblicitari. Al contrario di noi italiani, i bulgari muovono la testa a destra e a sinistra come gli indiani per dire sì, mentre il movimento in alto e in basso significa no.
La dieta bulgara è composta prevalentemente da carne, patate, fagioli e insalate, il tutto annaffiato con pericolosi liquori: è bene fare attenzione ai bicchieri riempiti di rakia e mastika. La prima colazione è un veloce spuntino a base di pane: nelle vie secondarie si possono cercare i chioschi che vendono deliziosi banitsi, pasticcini a base di formaggio spesso accompagnati da boza, una bevanda a base di miglio importata dall'estero. Il pranzo è il pasto principale della giornata. La cena viene servita la sera tardi, soprattutto per segnalare la fine degli aperitivi e l'inizio delle vere bevute.
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