Baku
Circa un quinto della popolazione dell'Azerbaigian vive nella capitale, la più grande metropoli della regione transcaucasica. Questa graziosa città è costruita intorno alla Baia di Baku, sulla costa sud della penisola di Absheron. Baku e l'intera penisola (70 km) presentano un clima soleggiato e sorprendentemente arido. Ogni tanto questa zona viene battuta dai venti burrascosi, chiamati khazri, provenienti dalla costa.Baku è una città di origine molto antica. Il cuore della città storica è Ichari Shahar (la Città Interna, o la Città Vecchia), uno degli insediamenti più antichi del paese (e del Medio Oriente). Scavi archeologici hanno portato alla luce sepolcri risalenti all'età del bronzo. Gli scritti dei greci e dei romani su Baku si riferiscono alla Città Interna. Si tratta della zona più famosa della città, un insieme di vicoli, strade senza uscita e caravanserragli che molti chiamano 'l'Acropoli di Baku'. Uno dei monumenti più belli da vedere è la Torre della Fanciulla, che risale al XII secolo. Le pareti di questo edificio a forma di chiave hanno uno spessore di 5 m. È possibile salire fino all'ottavo piano per godere la splendida vista della città e della baia. All'interno dell'edificio vengono ospitate alcune mostre.
Un altro luogo di particolare interesse nella Città Interna è il Palazzo degli Scià Shirvan, che risale al XV secolo, quando gli scià trasferirono la capitale da Shamakhy a Baku. Le cupole e gli archi, i mosaici e le sculture sono in ottimo stato e ci sono diversi edifici da visitare, tra cui un mausoleo, un bagno turco e il divan-khana o tribunale. Occasionalmente il complesso ospita delle esibizioni di danza folcloristica.
Il museo più affascinante è il Museo dei Tappeti e delle Arti Applicate, nel vecchio Museo Lenin. Espone tappeti dell'Azerbaigian, gioielli, ricami, oggetti in metallo e oggetti in legno intagliato. Il Museo della Storia dell'Azerbaigian, qualche isolato a nord-est della Città Interna, possiede una sezione dedicata all'archeologia con numerose incisioni rupestri dell'età della pietra e altri reperti provenienti dal sito archeologico di Qobustan.
La metropolitana costa poco, ma è affollatissima nelle ore di punta. Inoltre, nel 1995, all'interno della metropolitana si è verificato un incendio (300 vittime) che non ha certo contribuito ad aumentare la fiducia della gente in questo mezzo di trasporto. È meglio prendere un taxi; assicuratevi, però, che abbia il tassametro.
Tempio di Ateshgah
Il Tempio di Ateshgah, conosciuto anche come Tempio degli Adoratori del Fuoco, è da migliaia di anni un centro di fede e devozione. Questa zona è così satura di gas naturale e petrolio che le fiamme si generano spontaneamente dal terreno; da questa caratteristica derivano l'altro nome del paese, Odlar Yourdu (o 'Terra dei Fuochi'), e il nome del tempio, che significa 'casa del fuoco'. La maggior parte della struttura esistente è stata costruita a partire dal XVII secolo, quando i pellegrini cominciarono a pagare le autorità locali per ottenere il permesso di costruire dei luoghi dove pregare e dormire.Le antiche iscrizioni sanscrite e hindi e la cupola a cipolla, tra le cose più interessanti da vedere presso il tempio, attestano che Ateshgah e l'adorazione del fuoco in esso praticata furono profondamente influenzati dall'India. Le fiamme, alimentate da depositi sotterranei di gas naturale, ardono a tutti gli angoli del tetto. Il tempio, che fa parte di un più ampio complesso di edifici religiosi, sorge nel villaggio di Suraxany, 20 km a nord-est di Baku.
Più lontano, sulla penisola di Absheron, sorgono numerosi castelli medievali (uno a Ramana, uno a Nardaran e due a Mardakyany), che pare siano stati costruiti a scopi difensivi dagli scià Shirvan nel XIV secolo. A Mardakyany ci sono anche un giardino botanico e una moschea del XV secolo con una mostra sui castelli. A Nardaran c'è una fabbrica di tappeti.
Qobustan
Qobustan è un museo all'aperto con numerose incisioni rupestri del periodo neolitico. A Qobustan (65 km a nord di Baku) si possono ammirare più di 4000 iscrizioni che risalgono a oltre 12.000 anni fa, con alcuni graffiti latini del I secolo d.C., e pitture rupestri che ritraggono uomini e donne dell'età della pietra impegnati nella caccia o in danze rituali. Si ritiene che le loro danze fossero accompagnate dalle melodie del Gaval-Dashy (la pietra tamburino), una roccia che emette un suono profondo e risonante quando viene sfregata.Articoli correlati

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