Il territorio della attuale Austria fu interessato da una serie di invasioni di tribù e di eserciti che utilizzarono la valle del Danubio come via di comunicazione - Celti, Romani, Vandali, Visigoti, Unni, Avari e Slavi. Nell'anno 803, Carlo Magno costituì l'Östmark, un territorio nella valle del Danubio che in seguito fu convertito al cristianesimo e divenne a prevalenza germanica.
Sul finire del XIII secolo la potente dinastia degli Asburgo assunse la guida del paese, che mantenne fino alla prima guerra mondiale. Sebbene gli Asburgo non fossero contrari all'uso della forza, preferirono sistemi meno rozzi per estendere i loro territori e l'Austria gradualmente si espanse grazie a lungimiranti acquisti di terreni e a un'abile politica matrimoniale. Da uno di questi matrimoni nacquero due figli: il primogenito divenne Carlo I di Spagna e, alcuni anni dopo, mutò il proprio nome in Carlo V del Sacro Romano Impero; il più giovane, Ferdinando, fu il primo degli Asburgo a vivere a Vienna e fu incoronato monarca di Austria, Ungheria e Boemia. Nel 1556, Carlo abdicò e Ferdinando I assunse la corona al suo posto, ma parte dei territori sottoposti a Carlo furono ereditati da suo figlio, Filippo II, dando origine a due rami distinti della dinastia asburgica, quello spagnolo e quello austriaco.
Nel 1571, quando l'imperatore concesse la libertà di culto, la grande maggioranza degli austriaci si convertì al protestantesimo. Nel 1576 il nuovo imperatore, Rodolfo II, sposò la causa controriformistica e il paese ritornò, con una certa riottosità, al culto cattolico. Il tentativo di imporre il cattolicesimo alle regioni europee protestanti portò alla guerra dei Trent'anni, che cominciò nel 1618 e devastò gran parte dell'Europa centrale. La pace di Westfalia nel 1648 pose fine al conflitto. Per gran parte del secolo XVII, l'Austria fu impegnata a fermare l'avanzata dei Turchi in Europa. Nel 1683 Vienna fu assediata e rischiò di capitolare, ma fu salvata da un esercito formato da tedeschi e polacchi e i turchi furono respinti ai margini sud-orientali del continente. La fine della minaccia turca stimolò la costruzione di numerosi edifici barocchi in molte città e, sotto la guida dell'imperatore musicista Leopoldo I, Vienna divenne un polo d'attrazione per musicisti e compositori.
Nel 1740, Maria Teresa salì al trono austriaco e guidò il paese per 40 anni. In questo periodo l'Austria divenne uno stato moderno: sotto Maria Teresa il potere fu centralizzato, nacquero l'amministrazione statale e la burocrazia, furono riorganizzati l'esercito e l'economia, fu introdotto un sistema di istruzione pubblica. Il progresso fu interrotto nel 1805, quando Napoleone sconfisse l'Austria ad Austerlitz. Le guerre napoleoniche si conclusero con la Restaurazione sancita dal Congresso di Vienna nel 1814-15. L'Austria mantenne il controllo sulla confederazione tedesca, ma fu teatro di sommosse popolari nel 1848 e infine sconfitta nel 1866 nella guerra contro la Prussia. Questo portò alla nascita di una duplice monarchia (l'impero austro-ungarico) nel 1867 sotto l'imperatore Francesco Giuseppe e all'esclusione dell'Austria dal nuovo impero tedesco unificato da Bismarck. Seguì un periodo di prosperità ma le tendenze espansionistiche dell'Austria nei Balcani e l'annessione della Bosnia-Erzegovina nel 1908 portarono all'assassinio del nipote dell'imperatore a Sarajevo nel giugno del 1914. Un mese dopo, l'impero austro-ungarico dichiarava guerra alla Serbia, i russi intervennero in difesa dei serbi e cominciò il massacro della prima guerra mondiale.
Alla fine della guerra fu creata la Repubblica d'Austria, uno stato dai confini molto ridotti e costretto a riconoscere l'indipendenza di Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria e Yugoslavia che, insieme alla Romania e alla Bulgaria, erano state in precedenza sotto il dominio asburgico. La nuova repubblica subì una recessione economica che favorì la nascita di una politica di ispirazione nazista, la quale rese più semplice l'annessione da parte dei tedeschi nel 1938. Un referendum nazionale indetto l'anno successivo ratificò l'annessione. L'Austria fu pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale e nel 1945 gli Alleati ripristinarono i confini austriaci del 1937. Il paese fu diviso in quattro zone dalle truppe di occupazione statunitensi, inglesi, russe e francesi, che vi restarono per una decina d'anni prima di ritirarsi e di permettere all'Austria di dichiararsi stato neutrale.
Nel dopoguerra l'Austria ha lavorato duramente per superare le difficoltà economiche e ha stipulato un trattato di libero commercio con la Comunità Economica Europea nel 1972. Alla fine degli anni '80, l'aumento dell'immigrazione dai paesi dell'est europeo dopo il crollo del blocco sovietico ha favorito il dilagare di sentimenti xenofobi. Le preoccupazioni delle forze moderate sono aumentate dopo il recente afflusso di profughi dalla ex Yugoslavia. Gli austriaci hanno votato l'ingresso del loro paese nell'UE con un referendum nel 1994 e ne sono entrati a far parte ufficialmente il 1° gennaio 1995. Da quella data la maggior parte degli austriaci è incerta circa i reali vantaggi determinati dall'appartenza alla UE.
Nel febbraio 2000 l'Austria è stata oggetto di aspre critiche da parte della comunità internazionale quando il partito di estrema destra FPO (Partito della Libertà) ha formato un nuovo governo federale di coalizione con l'OVP (Partito popolare) escludendo per la prima volta dagli anni '70 i socialdemocratici. L'Unione Europea ha immediatamente imposto all'Austria una serie di sanzioni, ritirate nel settembre dello stesso anno, anche se il governo continua a essere oggetto del monitoraggio internazionale.
Le elezioni per il rinnovo del parlamento austriaco sono state anticipate al 24 novembre 2002. Con il 42% dei consensi il partito conservatore del Cancelliere austriaco uscente Wolfgang Schüssel ha consolidato la sua posizione alla guida del paese ridimensionando soprattutto i liberal-populisti di Joerg Haider che, dal 27% dei consensi alle precedenti elezioni, sono crollati al 10,1%, e vedono ridotta a meno della metà la loro presenza in Parlamento. La crisi della coalizione di centro-destra aveva avuto come epilogo le dimissioni della vice-premier e di altri tre ministri. Le alluvioni estive avevano costretto l'esecutivo a rinunciare ai tagli fiscali promessi in campagna elettorale.
Dopo il fallimento dei colloqui con i socialisti e i verdi, per divergenze sulle privatizzazioni e sulla strategia fiscale, il 28 febbraio 2003 Schüssel ha presentato il nuovo governo di destra, con Haider relegato in un insolito basso profilo.
Le consultazioni elettorali del 2004 hanno dato risultati contraddittori. Le presidenziali sono state vinte dal socialdemocratico Heinz Fischer perché la candidata dei conservatori, Benita Ferrero Waldner, era appoggiata dal FPO mentre le regionali hanno riportato Haider all'attenzione dei media per il 42% dei consensi ottenuti in Carinzia dal FPO, con un crollo del partito di Schüssel che s'era illuso di fagocitare l'elettorato di Haider proprio nella sua Carinzia. Gli osservatori internazionali si sono divisi tra chi si è preoccupato per le dichiarazioni fatte in passato da questo leader dalla personalità così ingombrante e chiede rassicurazioni a Schüssel; tra chi continua a considerarlo unicamente a livello di colore locale, negando lo status di politico europeo che Haider, aspirando alla Cancelleria, desidererebbe.
Infine le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo hanno premiato il Partito socialdemocratico all'opposizione con il 33,5% dei voti mentre il Partito popolare di Schüssel si è fermato al 32,7%. Il partito di Haider è scivolato al quinto posto delle preferenze e ha perso circa due terzi dei voti presi cinque anni prima.
Nel maggio 2005, il parlamento austriaco ha ratificato la costituzione europea.
Alla fine del 2003 il paese ha perso il suo presidente, Thomas Klestil, morto due giorni prima del termine del mandato. Nel 2004 il premio Nobel per la letteratura è andato a Elfriede Jelinek, per il grande valore della sua voce poetica. Nella prima metà del 2006 l'Austria ha guidato per 6 mesi l'Unione Europea, contribuendo a rinforzare la sua costituzione. In marzo, lo storico David Irving fu condannato a 3 anni di reclusione per aver negato l'Olocausto. In agosto, la diciottenne Natascha Kampusch, di cui si erano perse le tracce dal 1998, è riuscita a fuggire dalla cella sotterranea nella quale era reclusa. Il suo rapitore, Wolfgang Priklopil, si è subito suicidato.
Sul finire del XIII secolo la potente dinastia degli Asburgo assunse la guida del paese, che mantenne fino alla prima guerra mondiale. Sebbene gli Asburgo non fossero contrari all'uso della forza, preferirono sistemi meno rozzi per estendere i loro territori e l'Austria gradualmente si espanse grazie a lungimiranti acquisti di terreni e a un'abile politica matrimoniale. Da uno di questi matrimoni nacquero due figli: il primogenito divenne Carlo I di Spagna e, alcuni anni dopo, mutò il proprio nome in Carlo V del Sacro Romano Impero; il più giovane, Ferdinando, fu il primo degli Asburgo a vivere a Vienna e fu incoronato monarca di Austria, Ungheria e Boemia. Nel 1556, Carlo abdicò e Ferdinando I assunse la corona al suo posto, ma parte dei territori sottoposti a Carlo furono ereditati da suo figlio, Filippo II, dando origine a due rami distinti della dinastia asburgica, quello spagnolo e quello austriaco.
Nel 1571, quando l'imperatore concesse la libertà di culto, la grande maggioranza degli austriaci si convertì al protestantesimo. Nel 1576 il nuovo imperatore, Rodolfo II, sposò la causa controriformistica e il paese ritornò, con una certa riottosità, al culto cattolico. Il tentativo di imporre il cattolicesimo alle regioni europee protestanti portò alla guerra dei Trent'anni, che cominciò nel 1618 e devastò gran parte dell'Europa centrale. La pace di Westfalia nel 1648 pose fine al conflitto. Per gran parte del secolo XVII, l'Austria fu impegnata a fermare l'avanzata dei Turchi in Europa. Nel 1683 Vienna fu assediata e rischiò di capitolare, ma fu salvata da un esercito formato da tedeschi e polacchi e i turchi furono respinti ai margini sud-orientali del continente. La fine della minaccia turca stimolò la costruzione di numerosi edifici barocchi in molte città e, sotto la guida dell'imperatore musicista Leopoldo I, Vienna divenne un polo d'attrazione per musicisti e compositori.
Nel 1740, Maria Teresa salì al trono austriaco e guidò il paese per 40 anni. In questo periodo l'Austria divenne uno stato moderno: sotto Maria Teresa il potere fu centralizzato, nacquero l'amministrazione statale e la burocrazia, furono riorganizzati l'esercito e l'economia, fu introdotto un sistema di istruzione pubblica. Il progresso fu interrotto nel 1805, quando Napoleone sconfisse l'Austria ad Austerlitz. Le guerre napoleoniche si conclusero con la Restaurazione sancita dal Congresso di Vienna nel 1814-15. L'Austria mantenne il controllo sulla confederazione tedesca, ma fu teatro di sommosse popolari nel 1848 e infine sconfitta nel 1866 nella guerra contro la Prussia. Questo portò alla nascita di una duplice monarchia (l'impero austro-ungarico) nel 1867 sotto l'imperatore Francesco Giuseppe e all'esclusione dell'Austria dal nuovo impero tedesco unificato da Bismarck. Seguì un periodo di prosperità ma le tendenze espansionistiche dell'Austria nei Balcani e l'annessione della Bosnia-Erzegovina nel 1908 portarono all'assassinio del nipote dell'imperatore a Sarajevo nel giugno del 1914. Un mese dopo, l'impero austro-ungarico dichiarava guerra alla Serbia, i russi intervennero in difesa dei serbi e cominciò il massacro della prima guerra mondiale.
Alla fine della guerra fu creata la Repubblica d'Austria, uno stato dai confini molto ridotti e costretto a riconoscere l'indipendenza di Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria e Yugoslavia che, insieme alla Romania e alla Bulgaria, erano state in precedenza sotto il dominio asburgico. La nuova repubblica subì una recessione economica che favorì la nascita di una politica di ispirazione nazista, la quale rese più semplice l'annessione da parte dei tedeschi nel 1938. Un referendum nazionale indetto l'anno successivo ratificò l'annessione. L'Austria fu pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale e nel 1945 gli Alleati ripristinarono i confini austriaci del 1937. Il paese fu diviso in quattro zone dalle truppe di occupazione statunitensi, inglesi, russe e francesi, che vi restarono per una decina d'anni prima di ritirarsi e di permettere all'Austria di dichiararsi stato neutrale.
Nel dopoguerra l'Austria ha lavorato duramente per superare le difficoltà economiche e ha stipulato un trattato di libero commercio con la Comunità Economica Europea nel 1972. Alla fine degli anni '80, l'aumento dell'immigrazione dai paesi dell'est europeo dopo il crollo del blocco sovietico ha favorito il dilagare di sentimenti xenofobi. Le preoccupazioni delle forze moderate sono aumentate dopo il recente afflusso di profughi dalla ex Yugoslavia. Gli austriaci hanno votato l'ingresso del loro paese nell'UE con un referendum nel 1994 e ne sono entrati a far parte ufficialmente il 1° gennaio 1995. Da quella data la maggior parte degli austriaci è incerta circa i reali vantaggi determinati dall'appartenza alla UE.
Nel febbraio 2000 l'Austria è stata oggetto di aspre critiche da parte della comunità internazionale quando il partito di estrema destra FPO (Partito della Libertà) ha formato un nuovo governo federale di coalizione con l'OVP (Partito popolare) escludendo per la prima volta dagli anni '70 i socialdemocratici. L'Unione Europea ha immediatamente imposto all'Austria una serie di sanzioni, ritirate nel settembre dello stesso anno, anche se il governo continua a essere oggetto del monitoraggio internazionale.
Le elezioni per il rinnovo del parlamento austriaco sono state anticipate al 24 novembre 2002. Con il 42% dei consensi il partito conservatore del Cancelliere austriaco uscente Wolfgang Schüssel ha consolidato la sua posizione alla guida del paese ridimensionando soprattutto i liberal-populisti di Joerg Haider che, dal 27% dei consensi alle precedenti elezioni, sono crollati al 10,1%, e vedono ridotta a meno della metà la loro presenza in Parlamento. La crisi della coalizione di centro-destra aveva avuto come epilogo le dimissioni della vice-premier e di altri tre ministri. Le alluvioni estive avevano costretto l'esecutivo a rinunciare ai tagli fiscali promessi in campagna elettorale.
Dopo il fallimento dei colloqui con i socialisti e i verdi, per divergenze sulle privatizzazioni e sulla strategia fiscale, il 28 febbraio 2003 Schüssel ha presentato il nuovo governo di destra, con Haider relegato in un insolito basso profilo.
Le consultazioni elettorali del 2004 hanno dato risultati contraddittori. Le presidenziali sono state vinte dal socialdemocratico Heinz Fischer perché la candidata dei conservatori, Benita Ferrero Waldner, era appoggiata dal FPO mentre le regionali hanno riportato Haider all'attenzione dei media per il 42% dei consensi ottenuti in Carinzia dal FPO, con un crollo del partito di Schüssel che s'era illuso di fagocitare l'elettorato di Haider proprio nella sua Carinzia. Gli osservatori internazionali si sono divisi tra chi si è preoccupato per le dichiarazioni fatte in passato da questo leader dalla personalità così ingombrante e chiede rassicurazioni a Schüssel; tra chi continua a considerarlo unicamente a livello di colore locale, negando lo status di politico europeo che Haider, aspirando alla Cancelleria, desidererebbe.
Infine le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo hanno premiato il Partito socialdemocratico all'opposizione con il 33,5% dei voti mentre il Partito popolare di Schüssel si è fermato al 32,7%. Il partito di Haider è scivolato al quinto posto delle preferenze e ha perso circa due terzi dei voti presi cinque anni prima.
Nel maggio 2005, il parlamento austriaco ha ratificato la costituzione europea.
Alla fine del 2003 il paese ha perso il suo presidente, Thomas Klestil, morto due giorni prima del termine del mandato. Nel 2004 il premio Nobel per la letteratura è andato a Elfriede Jelinek, per il grande valore della sua voce poetica. Nella prima metà del 2006 l'Austria ha guidato per 6 mesi l'Unione Europea, contribuendo a rinforzare la sua costituzione. In marzo, lo storico David Irving fu condannato a 3 anni di reclusione per aver negato l'Olocausto. In agosto, la diciottenne Natascha Kampusch, di cui si erano perse le tracce dal 1998, è riuscita a fuggire dalla cella sotterranea nella quale era reclusa. Il suo rapitore, Wolfgang Priklopil, si è subito suicidato.
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