Turks E Caicos:

    Cultura

    Le recenti scoperte di manufatti indios a Grand Turk hanno dimostrato che le isole ospitavano una cultura indigena simile a quella dell’arcipelago situato più a nord, le Bahamas. Il campo per il gioco della palla scoperto a Middle Caicos è simile a quelli delle città maya dell’America centrale. La maggior parte degli isolani odierni discende dagli schiavi neri portati nelle isole dai coloni lealisti alla fine del XVIII secolo. Un’altra parte della popolazione è formata da un gruppo di emigrati in rapida crescita, originari di Haiti e della Repubblica Domenica, in realtà notevolmente discriminati.

    Molti bianchi sono invece pensionati o stranieri di dubbia reputazione occupati a seguire i propri ‘investimenti’. Gli abitanti di Turks e Caicos, che si autodefiniscono 'belongers' (dall’inglese ‘belong’, ‘appartenere’), discendono quindi da gente delle Bermude, lealisti, schiavi e raccoglitori di sale giunti nelle isole negli ultimi tre secoli, e le 21 pagine della guida telefonica locale riflettono questa varietà etnica, riportando lunghi elenchi sotto i nomi Astwood, Butterfield, Forbes, Lightbourne, Stubbs e Williams.

    Sebbene prenda lentamente piede, la scena artistica di Turks e Caicos ha iniziato a dare i suoi frutti, grazie soprattutto alla comunità locale di haitiani. La prima galleria d’arte è stata inaugurata a Provo nel 1990 e molte opere si ispirano ai paesaggi isolani e marini, resi con colori vivaci e tipicamente caraibici. La musica tradizionale, il folklore e la tessitura del sisal, sviluppatisi all’epoca delle colonie, sono tuttora molto fiorenti.




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