A dispetto della pervasiva influenza francese sulla cultura martinicana, le tradizioni creole dominano la cucina, la lingua, la musica e i costumi locali. Il francese è la lingua ufficiale, ma la maggior parte dei martinicani parla anche il creolo, che deriva dal dialetto utilizzato dai primi coloni per comunicare tra loro e che presenta anche elementi delle lingue parlate dagli schiavi africani.
Il 'biguine' (o 'beguine'), una musica ballabile afro-francese con un ritmo simile al bolero, nacque in Martinica negli anni '30 del XX secolo. Una creazione più recente delle Antille francesi, lo zouk, che si basa sul beguine e su altre forme folkloristiche locali, si è diffuso in Europa e nei Caraibi francesi.
Negli anni '30 del XX secolo emerse un movimento letterario e filosofico conosciuto come Négritude, grazie agli scritti del martinicano Aimé Césaire, poeta e sindaco di Fort-de-France. Il movimento intendeva promuovere i valori della cultura nera e ristabilire i legami con le tradizioni africane soffocate dal colonialismo francese.
La maggior parte dei ristoranti dell'isola è specializzata in cucina creola o francese, con particolare attenzione ai piatti di pesce. I più richiesti sono quelli con pesce ballerino rosso, 'conch' (strombo), astice e aragosta. La frutta e gli altri prodotti agricoli venduti nei negozi sono quasi tutti di produzione locale, compresa una varietà particolarmente dolce di ananas.
La birra locale si chiama Lorrain, ma i rum dell'isola sono nettamente preferiti. In Martinica, l'aperitivo di rigore è il 'ti-punch', preparato con rum bianco, succo di canna da zucchero e una fetta di limone. Un'altra bevanda tipica è il 'planteur punch', un cocktail con rum caldo e succo di frutta.
Il 'biguine' (o 'beguine'), una musica ballabile afro-francese con un ritmo simile al bolero, nacque in Martinica negli anni '30 del XX secolo. Una creazione più recente delle Antille francesi, lo zouk, che si basa sul beguine e su altre forme folkloristiche locali, si è diffuso in Europa e nei Caraibi francesi.
Negli anni '30 del XX secolo emerse un movimento letterario e filosofico conosciuto come Négritude, grazie agli scritti del martinicano Aimé Césaire, poeta e sindaco di Fort-de-France. Il movimento intendeva promuovere i valori della cultura nera e ristabilire i legami con le tradizioni africane soffocate dal colonialismo francese.
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La birra locale si chiama Lorrain, ma i rum dell'isola sono nettamente preferiti. In Martinica, l'aperitivo di rigore è il 'ti-punch', preparato con rum bianco, succo di canna da zucchero e una fetta di limone. Un'altra bevanda tipica è il 'planteur punch', un cocktail con rum caldo e succo di frutta.
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