St Martin è un crogiolo di cultura francese e africana, a cui si aggiungono i recenti immigrati. Come nelle altre località caraibiche, il clima tropicale ha creato un’atmosfera languida in cui la vita quotidiana si svolge con un ritmo tranquillo e la musica e il cibo hanno un ruolo importante.
Dai petit-fours parigini al pollo creolo, St Martin è un paradiso dei buongustai. L’isola è famosa soprattutto per la raffinata cucina francese, ma la sua popolazione etnicamente varia si riflette anche nelle influenze gastronomiche africane e di altri continenti. Le pâtisseries e i sofisticati ristoranti francesi stanno accanto ai tradizionali lolo (barbecue all’aperto) e ai bar del lungomare. I piatti della cucina locale spaziano dalle banane, le pere e il riso, alle rane e al foie gras, mentre il vino francese, il rum di produzione locale (tra cui il liquore di guava tipico di Sint Maarten), i cocktail di frutta e la birra si contendono la palma di bevanda più rinfrescante dell’isola.
St Martin ospita un prolifico gruppo di artisti, che realizzano (tra l’altro) originali maschere, simili nella forma a quelle africane e asiatiche, con i baccelli di cacao, morbidi sarong e recipienti di zucche dipinte. Sull’isola si sentono i tipici sound caraibici - calypso, musica a percussioni e la beguine e lo zouk francesi – ma anche il jazz e melodie più moderne.
La religione è un altro elemento caratteristico di St Martin. Nonostante gli atteggiamenti apparentemente tolleranti riguardo al topless e al nudismo, nella prevalentemente cattolica St Martin si preferiscono di gran lunga un abbigliamento e un comportamento più sobri. Il francese è la lingua ufficiale, ma la maggior parte degli abitanti parla anche l’inglese e il creolo. Delle 35.000 persone che vivono a St Martin solo il 20% circa è nato qui; gli altri sono giunti in cerca di lavoro nell’industria turistica. Molti gestori di piccoli alberghi, ristoranti e negozi provengono dalla Francia, e c’è pure una ragguardevole comunità di lingua spagnola, immigrata dalla Repubblica Dominicana.
Dai petit-fours parigini al pollo creolo, St Martin è un paradiso dei buongustai. L’isola è famosa soprattutto per la raffinata cucina francese, ma la sua popolazione etnicamente varia si riflette anche nelle influenze gastronomiche africane e di altri continenti. Le pâtisseries e i sofisticati ristoranti francesi stanno accanto ai tradizionali lolo (barbecue all’aperto) e ai bar del lungomare. I piatti della cucina locale spaziano dalle banane, le pere e il riso, alle rane e al foie gras, mentre il vino francese, il rum di produzione locale (tra cui il liquore di guava tipico di Sint Maarten), i cocktail di frutta e la birra si contendono la palma di bevanda più rinfrescante dell’isola.
St Martin ospita un prolifico gruppo di artisti, che realizzano (tra l’altro) originali maschere, simili nella forma a quelle africane e asiatiche, con i baccelli di cacao, morbidi sarong e recipienti di zucche dipinte. Sull’isola si sentono i tipici sound caraibici - calypso, musica a percussioni e la beguine e lo zouk francesi – ma anche il jazz e melodie più moderne.
La religione è un altro elemento caratteristico di St Martin. Nonostante gli atteggiamenti apparentemente tolleranti riguardo al topless e al nudismo, nella prevalentemente cattolica St Martin si preferiscono di gran lunga un abbigliamento e un comportamento più sobri. Il francese è la lingua ufficiale, ma la maggior parte degli abitanti parla anche l’inglese e il creolo. Delle 35.000 persone che vivono a St Martin solo il 20% circa è nato qui; gli altri sono giunti in cerca di lavoro nell’industria turistica. Molti gestori di piccoli alberghi, ristoranti e negozi provengono dalla Francia, e c’è pure una ragguardevole comunità di lingua spagnola, immigrata dalla Repubblica Dominicana.
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