Le isole dei Caraibi orientali formano un grazioso arco che si estende dalle acque di Puerto Rico fin quasi all’estrema punta settentrionale del Venezuela. St Martin è la seconda isola in cima a quest’arco, immediatamente a ovest di Anguilla e a breve distanza da Saba, Statia e St Barts.
St Martin occupa la parte settentrionale dell’isola, mentre l’olandese Sint Maarten (che ha lo stesso nome, ma pronunciato in modo diverso) corrisponde alla sezione meridionale. Grazie a questo curioso abbinamento, l’isola ha l’onore di essere la più piccola entità territoriale al mondo in cui convivono due nazioni diverse. Secondo una leggenda, l’isola venne divisa da un olandese e un francese, che partirono schiena contro schiena da una delle sue estremità e camminarono in direzioni opposte lungo la costa; la linea di confine fu probabilmente stabilita al termine della giornata dove i due finalmente si incontrarono. A quanto pare il francese (che si rifocillava con il vino del suo paese) camminava più in fretta dell’olandese (che tracannava invece il più potente gin della madrepatria); di conseguenza la parte francese dell’isola è la più vasta, mentre a Sint Maarten toccarono le terre migliori (almeno così si dice).
St Martin è quasi tutta coperta da un manto di vegetazione, ma arida, e comprende baie, insenature e pianure costiere intervallate da pozze salmastre. Il suo entroterra è collinare, e raggiunge la quota massima con il Pic Paradise (424 m). Sulla costa occidentale dell’isola spicca la Simpson Bay Lagoon, una delle più vaste lagune dei Caraibi.
St Martin è un paradiso per i birdwatcher – non dimenticatevi il binocolo. Aironi, egrette, trampolieri, pellicani, gabbiani e altre specie di avifauna costiera frequentano in gran numero gli stagni salmastri dell’isola, mentre le fregate si avvistano sulla costa, colibrì e bananquit sono comuni nei giardini, e nelle colline ci sono coloratissime specie dei boschi. St Martin ha anche una numerosa popolazione di lucertole, che potrete vedere distese al sole sui marciapiedi e in altri posti caldi.
Trovandosi quasi esattamente a metà tra l’equatore e il tropico del Cancro, l’intera regione dei Caraibi orientali ha temperature costanti tutto l’anno. La settentrionale St Martin è quindi calda e umida per buona parte delle stagioni, ma i venti prevalenti che soffiano da nord-est mitigano l’afa, soprattutto da gennaio ad aprile. Le temperature della prima metà dell’anno si attestano solitamente sui 28°C, mentre la stagione secca va da febbraio ad aprile e piove soprattutto tra agosto e novembre. Il periodo degli uragani va da giugno a novembre – come negli Stati Uniti – ma tali fenomeni atmosferici sono particolarmente violenti ad agosto e settembre. Nonostante i danni per vari miliardi di dollari provocati dagli uragani negli ultimi anni, in media soltanto cinque uragani all’anno colpiscono i Caraibi orientali e i più violenti sono ancor meno frequenti.
St Martin occupa la parte settentrionale dell’isola, mentre l’olandese Sint Maarten (che ha lo stesso nome, ma pronunciato in modo diverso) corrisponde alla sezione meridionale. Grazie a questo curioso abbinamento, l’isola ha l’onore di essere la più piccola entità territoriale al mondo in cui convivono due nazioni diverse. Secondo una leggenda, l’isola venne divisa da un olandese e un francese, che partirono schiena contro schiena da una delle sue estremità e camminarono in direzioni opposte lungo la costa; la linea di confine fu probabilmente stabilita al termine della giornata dove i due finalmente si incontrarono. A quanto pare il francese (che si rifocillava con il vino del suo paese) camminava più in fretta dell’olandese (che tracannava invece il più potente gin della madrepatria); di conseguenza la parte francese dell’isola è la più vasta, mentre a Sint Maarten toccarono le terre migliori (almeno così si dice).
St Martin è quasi tutta coperta da un manto di vegetazione, ma arida, e comprende baie, insenature e pianure costiere intervallate da pozze salmastre. Il suo entroterra è collinare, e raggiunge la quota massima con il Pic Paradise (424 m). Sulla costa occidentale dell’isola spicca la Simpson Bay Lagoon, una delle più vaste lagune dei Caraibi.
St Martin è un paradiso per i birdwatcher – non dimenticatevi il binocolo. Aironi, egrette, trampolieri, pellicani, gabbiani e altre specie di avifauna costiera frequentano in gran numero gli stagni salmastri dell’isola, mentre le fregate si avvistano sulla costa, colibrì e bananquit sono comuni nei giardini, e nelle colline ci sono coloratissime specie dei boschi. St Martin ha anche una numerosa popolazione di lucertole, che potrete vedere distese al sole sui marciapiedi e in altri posti caldi.
Trovandosi quasi esattamente a metà tra l’equatore e il tropico del Cancro, l’intera regione dei Caraibi orientali ha temperature costanti tutto l’anno. La settentrionale St Martin è quindi calda e umida per buona parte delle stagioni, ma i venti prevalenti che soffiano da nord-est mitigano l’afa, soprattutto da gennaio ad aprile. Le temperature della prima metà dell’anno si attestano solitamente sui 28°C, mentre la stagione secca va da febbraio ad aprile e piove soprattutto tra agosto e novembre. Il periodo degli uragani va da giugno a novembre – come negli Stati Uniti – ma tali fenomeni atmosferici sono particolarmente violenti ad agosto e settembre. Nonostante i danni per vari miliardi di dollari provocati dagli uragani negli ultimi anni, in media soltanto cinque uragani all’anno colpiscono i Caraibi orientali e i più violenti sono ancor meno frequenti.
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