La cultura di Guadalupa risente delle influenze francesi, africane e delle Indie Orientali e Occidentali. Tutto ciò è evidente nell'architettura, che varia dagli edifici coloniali francesi ai templi hindu, nella particolarissima cucina creola, che unisce le peculiarità di questi paesi, e nel locale 'patois' creolo che è parlato soprattutto nelle case private.
Durante i festival e le manifestazioni culturali è facile vedere le donne indossare i tradizionali abiti creoli, in genere costituiti da una gonna lunga dai colori sgargianti, di solito in cotone a strisce o quadri arancioni e gialle; un copricapo ad essa abbinato, una camicia bianca con i bordi merlettati, una sottana anch'essa bianca e uno scialle portato sopra le spalle.
L'artista più famoso dell'isola è il poeta Saint-John Perse, pseudonimo di Alexis Léger, nato a Guadalupa nel 1887, che ottenne il premio Nobel per la letteratura nel 1960 per le evocative immagini delle sue poesie. Una delle sue raccolte più note è 'Anabasie' (1925), che fu tradotta in inglese da un altro grande poeta, T.S. Eliot.
Nelle isole, dove la scena musicale è decisamente effervescente, potrete ascoltare: zouk, calypso, reggae e beguine (che i locali sostengono sia nato a Guadalupa e non a Martinica).
A Guadalupa esistono molti ristoranti che offrono la possibilità di gustare sia la cucina francese sia i piatti fantasiosi e speziati della cucina creola. Uno degli ingredienti di base nelle ricette dell'isola è il pesce: astaco americano ('ouassous'), polpo ('chatrou'), strombo gigante (lambi) e altri pesci più comuni come il ballerino rosso. Alcune delle specialità creole più tipiche sono l' 'accras' (fritelle ripiene di merluzzo), i 'crabes farci' (granchio terrestre farcito e speziato), riso e fagioli oppure il frutto dell'albero del pane gratinato. Un altro piatto creolo caratteristico è il 'blaff', pietanza a base di pesce affogato in un brodo speziato.
Numerose sono le marche di rum e le distillerie locali; molte hanno addirittura una saletta per la degustazione. In molti bar il rum prodotto artigianalmente viene servito anche con pezzetti di frutta; in genere lo vedrete in caraffe di vetro dietro il bancone. Una bibita da ordinare al ristorante è il 'ti-punch': il cameriere porta al tavolo rum bianco, zucchero di canna e limetta fresca da mescolare a piacere nelle proporzioni desiderate.
Durante i festival e le manifestazioni culturali è facile vedere le donne indossare i tradizionali abiti creoli, in genere costituiti da una gonna lunga dai colori sgargianti, di solito in cotone a strisce o quadri arancioni e gialle; un copricapo ad essa abbinato, una camicia bianca con i bordi merlettati, una sottana anch'essa bianca e uno scialle portato sopra le spalle.
L'artista più famoso dell'isola è il poeta Saint-John Perse, pseudonimo di Alexis Léger, nato a Guadalupa nel 1887, che ottenne il premio Nobel per la letteratura nel 1960 per le evocative immagini delle sue poesie. Una delle sue raccolte più note è 'Anabasie' (1925), che fu tradotta in inglese da un altro grande poeta, T.S. Eliot.
Nelle isole, dove la scena musicale è decisamente effervescente, potrete ascoltare: zouk, calypso, reggae e beguine (che i locali sostengono sia nato a Guadalupa e non a Martinica).
A Guadalupa esistono molti ristoranti che offrono la possibilità di gustare sia la cucina francese sia i piatti fantasiosi e speziati della cucina creola. Uno degli ingredienti di base nelle ricette dell'isola è il pesce: astaco americano ('ouassous'), polpo ('chatrou'), strombo gigante (lambi) e altri pesci più comuni come il ballerino rosso. Alcune delle specialità creole più tipiche sono l' 'accras' (fritelle ripiene di merluzzo), i 'crabes farci' (granchio terrestre farcito e speziato), riso e fagioli oppure il frutto dell'albero del pane gratinato. Un altro piatto creolo caratteristico è il 'blaff', pietanza a base di pesce affogato in un brodo speziato.
Numerose sono le marche di rum e le distillerie locali; molte hanno addirittura una saletta per la degustazione. In molti bar il rum prodotto artigianalmente viene servito anche con pezzetti di frutta; in genere lo vedrete in caraffe di vetro dietro il bancone. Una bibita da ordinare al ristorante è il 'ti-punch': il cameriere porta al tavolo rum bianco, zucchero di canna e limetta fresca da mescolare a piacere nelle proporzioni desiderate.
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