Anguilla:

    Storia

    I primi insediamenti amerindi si possono far risalire intorno al 1500 a.C. I ritrovamenti archeologici indicano che i primi a insediarsi sull’isola furono gli indiani arawak, che costruirono grandi villaggi a Sandy Ground, Meads Bay, Rendezvous Bay e Island Harbour. Altri amerindi, provenienti dai Caraibi, giunti sull’isola successivamente, si imposero agli autoctoni e chiamarono l’isola Malliouhana. Dai documenti ritrovati, gli esploratori spagnoli avrebbero battezzato l’isola con il nome di Anguilla a causa della sua forma allungata.

    I primi a stabilire una colonia europea permanente sull’isola furono gli inglesi e l’isola restò sempre un possedimento britannico, malgrado i tentativi di conquista da parte dei francesi. Sotto il controllo inglese Anguilla produsse ed esportò cotone, tabacco e sale, sebbene il territorio arido limitasse lo sviluppo di piantagioni su larga scala. Nei primi anni del XIX secolo, la popolazione di Anguilla, che contava circa 10.500 abitanti, decrebbe rapidamente: l’isola subì un declino lento ma inesorabile e cadde nell’oblio.

    Nel 1967 gli inglesi, determinati ad allentare il vincolo con le colonie, costituirono un'unione politica tra Anguilla e altri due possedimenti britannici caraibici, le isole di St Kitts e Nevis, con l’idea che queste tre isole unite formassero una nuova nazione caraibica, l’Associate State of St Kitts-Nevis-Anguilla, di cui la Gran Bretagna avrebbe continuato ad amministrare gli affari esteri e la difesa.

    Ma dopo solo alcuni mesi dalla costituzione dello stato unitario, in seguito a contrasti con la più potente isola St Kitts dalla quale gli anguillani si sentivano dominati, ad Anguilla scoppiò una rivolta nella quale la polizia di St Kitts fu cacciata dall’isola e la pista d'atterraggio fu bloccata per impedire il ritorno degli ‘invasori’ kittiani.

    Gli inglesi, considerato il rischio che la rivolta si trasformasse in un’inutile tragedia, inviarono truppe della marina britannica nelle acque territoriali di Anguilla. Nel 1969, dopo il fallimento di due tentativi di negoziato, i Royal Marines invasero l’isola, ma non incontrarono alcuna resistenza. Anzi, gli isolani, vedendo una possibilità di soluzione al conflitto, accolsero i primi paracadutisti britannici con grandi manifestazioni di gioia, e tutti ebbero la curiosa impressione di vivere un vero e proprio giorno della liberazione.

    Questa isola fa ancora oggi parte dei possedimenti caraibici della corona inglese, con grande soddisfazione dei suoi abitanti. Accettando di sciogliere l’unione che la legava a St Kitts, il Regno Unito continua ad amministrare Anguilla sotto uno statuto formalmente coloniale, che garantisce alle autorità locali il pieno potere sull’attività amministrativa.

    Nel 2003 il governo ha annunciato un piano decennale finalizzato alla costruzione di un grande resort turistico nell'area di Rendezvous/Merrywing. Nello stesso anno, il governo britannico ha stanziato alcuni milioni di sterline per lo sviluppo dell'aeroporto di Wallblake.

    A partire dal 2005 l'isola di Anguilla sta vivendo un boom economico, grazie al settore turistico.

    Sull'isola è stata indetta un'interessante iniziativa per evitare/rallentare il surriscaldamento: vendere a stranieri appezzamenti di terra.

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    Ai Caraibi
    di Michele Montevecchi
    Settembre 2010

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