Punakha Dzong

Da vedere  / dzong
Luogo
Bhutan  ,  Punakha e Khuruthang
Orari
8-17

Questo dzong fu il secondo a essere costruito in Bhutan e fu la sede del governo fino alla metà degli anni '50, quando il ruolo di capitale passò a Thimphu. È probabilmente lo dzong più bello del paese, soprattutto nel periodo primaverile, quando gli alberi di jacaranda, dalla fioritura color lilla, conferiscono ulteriore fascino alle alte e imponenti mura bianche dell'edificio. Le elaborate decorazioni in legno, intagliate e dipinte in oro, rosso e nero, donano a tutto l'insieme un tocco di gradevole leggerezza.

Guru Rinpoche aveva preannunciato la costruzione del Punakha Dzong, profetizzando che "[...] una persona chiamata Namgyal arriverà a una collina simile a un elefante". Quando lo Zhabdrung visitò Punakha, scelse come sito per lo dzong la punta della proboscide dell'elefante dormiente, alla confluenza del Mo Chhu e del Pho Chhu.

Già nel 1326 qui sorgeva un edificio più piccolo, chiamato Dzong Chug (letteralmente, "piccolo dzong"), che ospitava una statua del Buddha. I lavori di costruzione dell'attuale dzong ebbero inizio nel 1637 e terminarono l'anno successivo, quando la struttura fu consacrata con il nome di Pungthang Dechen Phodrang (Palazzo della Grande Felicità). Gli abbellimenti successivi comprendono la costruzione di una cappella per commemorare la vittoria sui tibetani, avvenuta nel 1639. Le armi strappate al nemico durante la battaglia sono ancora oggi conservate all'interno dello dzong.

Qui lo Zhabdrung insediò un corpo monastico composto da 600 religiosi trasferiti dal Cheri Goemba, nell'alta valle di Thimphu; lo dzong è tuttora la residenza invernale del dratshang.

Il Punakha Dzong è lungo 180 m e largo 72 m; il suo utse si innalza per sei piani. La cupola dorata dell'utse fu edificata nel 1676 per volere del governatore locale Gyaltsen Tenzin Rabgye. Molti elementi architettonici dello dzong furono invece aggiunti tra il 1744 e il 1763, durante il regno del 13° desi, Sherab Wangchuk. Un suo dono è il chenmo ("grande") thondrol, un thangka di ampie dimensioni che raffigura lo Zhabdrung e che viene mostrato al pubblico una volta l'anno, durante lo tsechu. La parte di tetto in lamiera d'ottone fu invece donata dal settimo Dalai Lama, Kelzang Gyatso.

Frequenti incendi (l'ultimo nel 1986) hanno più volte danneggiato lo dzong, così come ha fatto il grave terremoto del 1897. Nel 1994 un lago glaciale tracimò nel Pho Chhu, causando allo dzong danni poi successivamente riparati.

Oltre alla sua posizione strategica, alla confluenza di due fiumi, lo dzong presenta diversi elementi di difesa contro gli attacchi dall'esterno. Le ripide scale in legno all'ingresso sono progettate per essere alzate al bisogno, e ancora oggi il pesante portone in legno viene chiuso ogni sera.

Questo dzong è insolito nel suo genere, dato che presenta tre dochey invece dei tradizionali due. Il primo cortile (a nord) è dedicato agli uffici amministrativi e ospita un enorme chorten bianco e un albero della bodhi. Nell'angolo opposto, a sinistra, si trovano una raccolta di pietre e un'edicola dedicata a Tsochen, regina dei naga (spiriti serpenti), la cui immagine è visibile su un lato. Sul secondo cortile, separato dal primo tramite l'utse, si affacciano i quartieri monastici. Su questo cortile si aprono inoltre due sale: una di queste fu utilizzata nel 1905, quando Ugyen Wangchuck, che sarebbe poi diventato il primo re del Bhutan, venne ordinato Cavaliere Comandante dell'Impero Indiano.

Sul cortile meridionale si apre il tempio dove sono conservate le spoglie del terton, Pema Lingpa, e di Zhabdrung Ngawang Namgyal. Lo Zhabdrung morì nel Punakha Dzong, e il suo corpo è custodito nel Machey Lhakhang (machey significa "sacro corpo imbalsamato"), che fu ricostruito nel 1995. La bara è sigillata affinché non possa essere aperta. Oltre ai due lama posti a guardia della bara, soltanto il re e il Je Khenpo possono accedere a questa sala. Entrambi vi ricevono la benedizione prima di adempiere al loro compito. L'abdicazione del quarto re, un evento senza precedenti in Bhutan, comporta che una quinta persona, il padre del re attuale, possa accedere al lhakhang.

All'estremità meridionale si trova la sala dell'assemblea, detta delle "cento colonne" (anche se in effetti se ne contano 54). Gli eccezionali dipinti murali, commissionati dal secondo druk desi, illustrano la vita del Buddha. Le imponenti statue dorate del Buddha, di Guru Rinpoche e dello Zhabdrung risalgono alla metà del XVIII secolo. Le colonne sono decorate con pregevoli pannelli in oro.

L'oggetto più prezioso del Bhutan è il Rangjung (Autocreato) Kharsapani, un'immagine di Chenresig custodita nello Tse Lhakhang, nell'utse del Punakha Dzong, chiuso al pubblico. L'immagine fu portata dal Tibet in Bhutan dallo Zhabdrung e viene esposta durante il famoso domchoe di Punakha.

Uscendo dallo dzong dalla parte settentrionale, è possibile visitare lo dzong chung e avere la benedizione della statua di Sakyamuni, a cui si può chiedere che siano esauditi i desideri. L'edificio si trova nel punto dove sorgeva lo dzong originale. A nord dello dzong si trova un terreno per le cremazioni, segnalato da un grande chorten, mentre a est sorge il palazzo reale.