Paro Dzong

Da vedere  / dzong
Luogo
Bhutan  ,  Paro
Orari
9-17

Il Paro Dzong è uno dei più imponenti e noti dzong in Bhutan, e costituisce forse l'esempio più interessante di architettura bhutanese che potrete mai incontrare. Le massicce mura segnate dai contrafforti che torreggiano sulla città sono visibili da tutta la valle.

Il suo nome corretto, Rinchen Pung Dzong (di solito abbreviato in Rinpung Dzong), significa "fortezza su un cumulo di gioielli". Nel 1644 Zhabdrung Ngawang Namgyal ordinò la costruzione dello dzong sulle fondamenta di un monastero fatto erigere da Guru Rinpoche. La fortezza fu utilizzata in diverse occasioni per difendere la valle di Paro dalle invasioni tibetane. Nel 1905 il funzionario politico britannico John Claude White riferì che fra le travi della veranda dello dzong si trovavano ancora le antiche catapulte impiegate per scagliare grossi massi contro gli invasori.

Lo dzong sopravvisse al terremoto del 1897 ma fu gravemente danneggiato da un incendio nel 1907. Fu a suo tempo la sede dell'Assemblea Nazionale e ora, come la maggior parte degli dzong, ospita sia il corpo monastico sia gli uffici governativi, compreso il tribunale.

Lo dzong si erge su un ripido versante collinare e il cortile annesso all'area amministrativa si trova 6 m più in alto rispetto alla zona riservata ai monaci. La strada per il Museo Nazionale si dirama scendendo verso l'entrata nord-orientale dello dzong, che dà accesso al dochey (cortile) al terzo piano. L'utse (torre centrale) di cinque piani che sorge nel dochey fu eretta all'epoca del primo penlop (governatore) di Paro, nel 1649. A est dell'utse si trova un piccolo lhakhang dedicato a Chuchizhey, una manifestazione di Chenresig con 11 teste. Le decorazioni in legno, riccamente intagliate e dipinte in oro, nero e ocra, e le imponenti pareti bianche rafforzano la sensazione di potenza e ricchezza.

Una scalinata conduce in discesa al quartiere monastico, che ospita circa 200 monaci. Il kunre, che funge da aula per i monaci, si trova nell'angolo sud-orientale (a sinistra). Sotto il vestibolo spicca il dipinto murale della "spirale mistica", una tipica elaborazione bhutanese del mandala. L'esterno dell'ampio dukhang (sala di preghiera) che si apre di fronte presenta splendidi dipinti murali che illustrano la vita di Milarepa, il santo e poeta tibetano. Il primo giorno di primavera qui si tiene lo tsechu di Paro, in occasione del quale il cortile si affolla di persone. La vista dalle finestre è magnifica.

Fuori dallo dzong, a nord-est dell'ingresso, un'area lastricata in pietra ospita le principali danze dello tsechu, eseguite da figure mascherate. Subito dopo l'alba dell'ultimo giorno dello tsechu viene esposto un thondrol - un grandissimo thangka (immagine religiosa dipinta o ricamata) - di oltre 18 mq che raffigura Guru Rinpoche (è possibile vedere la trave a cui viene appeso). Il thondrol fu commissionato nel XVIII secolo dall'ottavo desi (amministratore secolare del Bhutan), detto anche druk desi, Chhogyel Sherab Wangchuck.

Sotto lo dzong, un tradizionale ponte rivestito in legno chiamato Nyamai Zam attraversa il Paro Chhu. Si tratta della ricostruzione del ponte originale, trascinato via da una piena nel 1969. In passato, il ponte veniva rimosso in tempo di guerra, per proteggere lo dzong. Il punto più adatto per fotografare il Paro Dzong è la sponda occidentale del fiume, immediatamente a valle del ponte.

Il cortile dello dzong è aperto tutti i giorni, ma nei weekend gli uffici sono deserti e molte delle cappelle restano chiuse.

Un'interessante nota a margine: nel 1995 qui sono state girate alcune scene del film di Bernardo Bertolucci Piccolo Buddha.